Primarie, candidati sindaci a confronto: “Quale futuro per il Teatro Giordano?”

Gianni Mongelli: "E' davvero pronto, manca davvero poco". Augusto Marasco: "Intanto l'avrei riaperto e poi sarei andato nelle sedi giudiziarie a discutere della vicenda"

Il Teatro Giordano

Inaugurato nel lontano 1828 dal Re Ferdinando e dedicato un secolo dopo al compositore foggiano Umberto Giordano, il secondo teatro più antico del Mezzogiorno d’Italia continua ad essere un contenitore di promesse e di speranze. Nonostante il calvario al quale il teatro di piazza Cesare Battisti è stato sottoposto negli anni della restaurazione, tra i candidati foggiani alle primarie del centrosinistra continua a tener banco il tema legato alla sua imminente riapertura.

Chiuso da più di otto anni - dal giorno successivo all’omaggio che l’Orchestra Sinfonica diretta dai maestri Benedetto Montebello e Agostino Ruscillo riservò all’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi - il Teatro Giordano è tornato ad occupare le prime pagine dei quotidiani locali. Tra indagini, subappalti, contenziosi, rinvii, dimenticanze e scaricabarili, la vicenda del Giordano è tra gli argomenti affrontati dai candidati Augusto Marasco, Lorenzo Frattarolo, Rita Saraò e Nino Abate, che il 9 marzo proveranno a strappare la leadership del centrosinistra a Gianni Mongelli, sulle cui spalle pesa la responsabilità della mancata riapertura di quello che è senza ombra di dubbio il simbolo o uno dei simboli culturali della città capoluogo.

A più di un anno dalla consegna del provolone da parte di Fabio e Mingo, inviati di Striscia La Notizia, e nonostante il sindaco avesse precisato che in caso di mancata riapertura non si sarebbe ricandidato, Mongelli – nel ripercorrere le criticità e le difficoltà incontrate - spiazza tutti e promette (ancora una volta) l’inaugurazione in tempi brevi della struttura: “E’ finito, manca davvero poco, il Teatro è davvero pronto”.

Ma se Mongelli (ri)promette, il “nemico” Marasco rilancia: “In qualità di sindaco io avrei spinto per la sua riapertura senza badare alle pendenze di tipo amministrativo, penale e dei giudizi in corso. Intanto l’avrei riaperto e poi sarei andato nelle sedi giudiziarie a discutere della vicenda, anche a costo di subire diffide di tipo civile e penale”.

Più contenuta, ma non per questo meno efficace, la risposta del candidato Lorenzo Frattarolo, chiamato dai giovani a riattivare i luoghi culturali e sportivi della città e contemporaneamente ad avviare una fase nuova politica: “La vicenda del Teatro è solo la punta dell’iceberg perché ci sarebbero anche l’anfiteatro Mediterraneo, parco San Felice, Pantanella e tante altre strutture nella stessa condizione. Io mi impegno, per ogni struttura sportiva e culturale, con un monitoraggio attento e puntuale, a capire il perché non è al servizio della comunità. La strategia successiva sarà l’affidamento ai privati con avvisi pubblici ai quali potranno partecipare solo i soggetti accreditati. Sport e attività culturali devono essere alla portata di tutti. Se ci manca il senso d’appartenenza è proprio perché non abbiamo più momenti e luoghi di incontro”.

Perplessità e sconcerto sono stati espressi da Rita Saraò: “Lavorando all’Università è naturale che per me la cultura sia lavoro e dovrebbe essere al centro delle politiche di una città come Foggia. Per questo mi chiedo come si possa chiudere l’Oda, disinteressandosene, oppure, per quanto riguarda la vicenda del Teatro Giordano, come sia stato possibile dimenticarsi delle barriere architettoniche prima e della cabina elettrica dopo“

Per il socialista Nino Abate, sarebbe opportuno che alle parole corrispondessero i fatti: “Riaprirlo? Non solo bisogna dirlo, ma bisogna anche farlo. Ma faccio un altro esempio: abbiamo aspettato dieci anni per decidere di abbattere il trenino di piazza Mercato, quando si poteva fare la stessa cosa qualche anno fa. Piazza Mercato va restituita alla sua fruizione originaria, incentivando l’occupazione nel settore del commercio. La nuova occupazione viene fuori da questi attrattori sociali e culturali, ma bisogna incentivare queste politiche, dimezzando tempi e tasse, per far sì che anche chi investe nel proprio lavoro possa far accrescere il livello di attrattività della zona”.

Al d-day del centrosinistra foggiano mancano pochissimi giorni. Riuscirà il vincitore a porre fine alla saga infinita del Teatro Giordano?

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