Intervista | Di Gioia: “Positiva nascita di Amiu Puglia, ma rivedere modalità di accordo”

Intervista al candidato sindaco di 'Un'altra storia per Foggia', Leonardo Di Gioia. Tanti i temi affrontati: dal piano della sosta tariffata al Commercio, dallo Sport all'abusivismo e al degrado nei mercati rionali di Foggia

Leonardo Di Gioia

Intervista a Leonardo Di Gioia, candidato sindaco della coalizione ‘Un’altra storia per Foggia’

In caso di vittoria promette di rivedere il sistema della sosta tariffata?

Sì, ma senza stravolgimenti.

Quali tra queste ipotesi prevede il suo programma? Riduzione degli stalli a pagamento, sconti per particolari categorie, riduzione del costo orario della sosta o eliminazione degli stalli in alcune zone?

È illusorio credere che il sistema della sosta tariffata possa essere smantellato o fortemente ridotto; lo impediscono sia i conti dell’Ataf e la difesa del lavoro dei parcheggiatori, sia la necessità di disincentivare l’utilizzo del mezzo privato. Si potrebbe, a mio parere, ragionare su una articolazione tariffaria diversa fra le diverse zone della città; non mi convince l’idea dello sconto per categorie, con la ovvia eccezione dei residenti, che lo hanno già.

Multe oltre l’orario, se il grattino scade: favorevole o contrario?

Favorevole. Un sindaco amico dei cittadini non è quello che permette loro di eludere le regole, ma quello che li aiuta a rispettarle.

Silos granario di via Manfredonia: abbattimento o riqualificazione? Cosa le piacerebbe vedere in quello spazio?

L’abbattimento è fuori questione. Ci sono, anche nelle elaborazioni promosse dal Comune, idee interessanti. Il problema è trovare le quadre sul piano finanziario e contabile. L’idea di Amministrazione che io e la mia coalizione proponiamo in questa campagna prevede che il Comune non si attribuisca l’esclusiva delle buone idee, che sappia ascoltare ancor più che parlare. E proprio per questo sia capace di valorizzare in modo trasparente le buone idee altrui.

E’ per la privatizzazione dell’Ataf? Se non la privatizza come la risana?

L’auspicio sarebbe di conservarla pubblica, ma bisognerà vedere quali saranno le decisioni normative in materia di trasporto locale e di società partecipate. L’Ataf ha fatto dei progressi, ma resta una delle principali criticità dei nostri conti. Per risanarla dobbiamo agire su tre leve: un’ulteriore razionalizzazione del servizio in direzione dell’efficienza, che potrebbe concorrere all’aggiudicazione di fondi strutturali di provenienza comunitaria; una decisa opera contro chi prende il mezzo senza fare il biglietto (perché è giusto e logico prevedere tariffe particolari per anziani, studenti e quant’altro; ma non si può tollerare che i furbi viaggino a spese degli onesti). Infine dobbiamo puntare sull’innovazione (penso all’elettrico, ad esempio), che ci permetterebbe anche di partecipare a bandi europei.

D’accordo con l’istituzione di un Ufficio o sportello Europa a Palazzo di Città? E chi lo gestirebbe? Coinvolgerebbe i dirigenti e i dipendenti comunali nella gestione dei bandi comunali?

La sfida europea è al centro della proposta mia e della mia coalizione. Parliamo di una partita strategica, che è quella per la programmazione 2014-2020, forse l’ultima che vedrà la Puglia destinataria di risorse comunitarie. Dobbiamo fare l’Ufficio Europa, per il quale penso vadano innanzitutto formati e qualificati nostri dipendenti, in modo da far acquisire alla nostra struttura tecnica un patrimonio di competenze durevoli, e dobbiamo farlo per l’intero territorio della Capitanata. Su questo terreno ancora più che su altri, la città deve recuperare appieno il suo ruolo di capoluogo. Perché la partita europea è fatta di capacità di progetto, ma anche di autorevolezza nel rapporto con gli altri livelli istituzionali, dalla Regione al Governo.

Favorevole o contrario al registro delle unioni civili?

Favorevole, purché non si tratti di un semplice provvedimento-spot; se cioè è uno strumento che allarga davvero l’area dell’inclusione e dei diritti, nel rispetto delle leggi nazionali e regionali. Devo dire che su argomenti di questo genere sia molto importante per l’Amministrazione rifarsi agli orientamenti del Consiglio Comunale, più che sovrapporre ad essi una volontà della Giunta.

Come giudica l’accordo tra il Comune di Foggia e Amiu, quindi la nascita di Amiu Puglia.

Considero positiva la nascita di Amiu Puglia, perché penso che il grande problema della gestione del ciclo dei rifiuti sia ormai troppo vasto e complesso per essere affrontato su scala comunale. Penso vadano riviste le modalità di accordo che sono state prospettate, perché non mi pare ci siano garanzie sufficienti sul fatto che la città di Foggia potrà diventare arbitra del proprio destino e delle proprie fortune. Ci impegneremo per migliorare questi aspetti.

Raccolta differenziata equivale automaticamente a un abbassamento della tassa sui rifiuti?

No, automaticamente no. Specie se l’accordo con l’Amiu non dovesse essere positivamente corretto: proprio su questo si registra una delle maggiori criticità. Questo però non toglie che differenziare sia un obiettivo imprescindibile. Sono sicuro che Foggia saprà impegnarsi a fondo su questa battaglia, che non è preziosa solo dal punto di vista economico, ma anche da quello ambientale.

Lei è per il sistema di raccolta differenziata Porta a Porta?

Nella maggior parte delle città italiane è con questo sistema che si è garantito l’innalzamento delle percentuali di differenziata. Senza differenziata non c’è riciclo, non c’è incenerimento, non c’è chiusura del ciclo dei rifiuti. Se pensa che dal 2020 sarà proibito in tutta Europa conferire i rifiuti in discarica, può comprendere di quale portata sia il nostro ritardo. Si deve procedere in questa direzione, senza sottovalutare altre interessanti metodiche.

Testamento biologico: si o no?

Non è una questione da tagliare con l’accetta. E porla a livello di Comune è demagogia. Quindi no.

Progetto duemilapassi, riqualificazione di Piazza Mercato, Distretto Urbano del Commercio, Zone Franche Urbane. Tutte politiche e progetti che contribuiranno a risollevare, o almeno si spera, le sorti del settore del commercio e dell’imprenditoria. Il nuovo sindaco di Foggia e la sua amministrazione cos’altro potrebbero fare?

Noi pensiamo ad un rapporto costante con il mondo produttivo, le sue rappresentanze. Crediamo che sia indispensabile che il Comune riorganizzi e riqualifichi il villaggio artigiani e l’Area di Sviluppo Industriale (ai cui progetti già finanziati bisogna dare celere attuazione). Ed è necessario che sia potenziato il Suap, lo sportello unico delle attività produttive. Un Comune ad attesa zero per le attività produttive è un Comune che favorisce l’economia.

Al commercio è inevitabilmente legato anche il tema del lavoro e dello sviluppo. Lei ha una proposta in tal senso, che se vogliamo potremmo definire anche choc?

Mi passi la battuta: di proposte-shock la città negli ultimi vent’anni ne ha subite davvero troppe, e molte di esse si sono rivelate “proposte sciocche”. Penso che la cosa più “clamorosa” che il Comune possa fare è fare bene il suo mestiere: occuparsi del bene comune, riappropriarsi delle sue funzioni di programmazione e controllo, garantire legalità. Sono tre cose che non determinano in automatico lavoro e sviluppo, ma ne sono la premessa migliore. 

E’ per la gestione pubblica dei luoghi dello sport oppure preferirebbe affidarli ai privati?

Per formazione politica e culturale sono favorevole al protagonismo dei cittadini, sia in forma singola che associata. Ma questo non può e non deve diventare una forma di privativa. I beni pubblici devono comunque essere utilizzati per la comunità, ed il ruolo dei privati deve svolgersi nell’ambito di procedure lineari e partecipate.

Ci sono gruppi e comitati, non ultimo il Collettivo 0881, ai quali piacerebbe persino prendere in gestione spazi sociali abbandonati. Diventa sindaco cosa fa?

Parlo con il Collettivo 0881 e chiedo a coloro che ne fanno parte di illustrarmi il loro progetto. Il protagonismo dei cittadini e il loro spirito di iniziativa sono il primo ingrediente di una città dinamica. Dobbiamo però essere capaci sempre di contemperare i diversi interessi. Guardo con simpatia alla voglia di riappropriarsi di certi spazi, specie da parte dei giovani. L’importante è operare nel pieno rispetto delle leggi.

Anche perché molti spazi pubblici di Foggia sono spesso oggetto di atti vandalici: lei è per la repressione o per la prevenzione di questi fenomeni? E’ per la militarizzazione del territorio?

In realtà il vandalismo si combatte solo utilizzando sia la repressione che la prevenzione. Vale per il vandalismo e per la microcriminalità. Credo che militarizzare sia impossibile, oltre che sbagliato. Considero più efficaci strategie di contrasto basate su un migior collegamento fra Comune, servizi sociali e scuole. Il vandalo è uno che deturpa e danneggia, e quindi va fermato e punito. Ma è anche uno che manifesta un disagio, e quel disagio deve essere ascoltato.

Vigili urbani armati o no?

Sì, ma non tutti. E nel quadro di un’organizzazione complessiva del servizio.

Mercati rionali: quale soluzione al fenomeno dell’abusivismo? A chi spetta pulire l’area mercatale al termine della giornata lavorativa?

Anche qui, per affrontare un fenomeno molto sfaccettato serve una pluralità di strumenti. Il principale, il più immediato, è ovviamente quello dei controlli. La Polizia Municipale deve essere liberata il più possibile da compiti meramente amministrativi, in modo che i suoi agenti possano essere di più in strada, dedicarsi maggiormente alle funzioni operative. La pulizia delle aree mercatali spetta all’Amiu, ma bisogna che i commercianti colgano l’opportunità di cooperare.

Manutenzione stradale: pensa ci siano i soldi per poter coprire le buche e rifare l’intero manto stradale della città?

Foggia, anche a causa della dissennata espansione dell’ultimo ventennio, ha una rete stradale che è ormai di molte decine di chilometri, la cui manutenzione e il cui rifacimento hanno costi proibitivi. Penso che si debba operare con realismo e in modo sistemico, non con interventi-rappezzo a macchia di leopardo. Dobbiamo trovare, con una pluralità di strumenti, le risorse necessarie a un investimento straordinario complessivo, che migliori la situazione in modo significativo.

Così com’è, secondo lei la macchina amministrativa è efficiente?

No, certo che no. Ma è anche una Ferrari tenuta ferma. La tecnostruttura, opportunamente motivata e riqualificata, può essere una delle grandi risorse per far ripartire la città. Penso sia importante inserire criteri misurabili di merito, per premiare chi si impegna davvero. Ed anche per sanzionare comportamenti scorretti.

Pubblicazione on line dei bilanci comunali (che non è di facile lettura si sa). Si o No?

Sì.

Rotazione dei dirigenti comunali. Perché?

Perché i guasti prodotti dall’eventuale inesperienza iniziale sono inferiori a quelli prodotti da una troppo lunga permanenza, con le relative incrostazioni. Non è una cosa nuova, visto che la faceva già Federico II. Su questo però penso si debba evitare la propaganda stolta, o il gioco della rotazione purchessia. La sana amministrazione è fatta di equilibrio tra volontà della politica e competenze della burocrazia. È una condizione malsana quella in cui una di queste due componenti prevarica l’altra.

Fermerà anche lei il consumo del territorio sapendo però che potrebbe scontrarsi con la classe dei costruttori? E anche lei per la rigenerazione urbana?

Fermare il consumo del territorio non è una scelta; è una necessità. Foggia ha pagato e pagherà per molto tempo ancora gli oneri di una espansione squilibrata, che credo non giovi a nessuno, tanto meno agli imprenditori del settore. Dobbiamo puntare sulla rigenerazione urbana, ma anche su nuove cornici programmatorie. È inaccettabile che dieci anni non siano stati sufficienti per portare ad approvazione il Pug. Noi vogliamo concludere l’iter entro un anno dalla nostra elezione.

Amendola o Gino Lisa?

È un’alternativa ingannevole: Amendola è una realtà fondamentale della nostra Aeronautica Militare, il cui potenziamento sarà prezioso per la nostra economia. Penso che possa partecipare, come già sta facendo, ad attività di formazione e di collegamento con il nostro distretto aeronautico incentrato su Alenia. Spero possa accompagnare anche l’attività volativa civile a sostegno del nostro turismo. Ma l’aeroporto della Capitanata, inserito nel sistema degli aeroporti pugliesi, è il “Gino Lisa”. Dobbiamo fare quanto è nei nostri poteri per difenderlo e valorizzarlo.

Vince e diventa sindaco, dove rivolge lo sguardo: prima alle periferie o prima al centro?

Prima a Palazzo di Città e alle sedi degli uffici comunali: dobbiamo lanciare subito un piano di riqualificazione e ridisegno complessivo della macchina municipale. Insieme al nostro personale dobbiamo darci una mission condivisa. Penso che di questo abbiamo bisogno sia le periferie che il centro.

Uno slogan per Foggia (secco, due o tre parole)

Cinque anni per la rinascita

Perché dovrebbero votarla e affidarle le chiavi della città?

Perché abbiamo riunito persone desiderose di fare e non di urlare, di rimboccarsi le maniche e non di puntare il dito, di non parlare solo dei problemi, ma anche delle soluzioni. Perché rappresentiamo una proposta civica di taglio e di conio diverso da coalizioni e partiti che, indipendentemente dalla buona fede delle persone, hanno mostrato di non essere capaci di dare risposte ai problemi dei cittadini. Perché abbiamo le competenze, ma anche l’umiltà di sapere che non bastano; abbiamo il coraggio di decidere, ma non vogliamo farlo da soli; e perché siamo persone libere. Chiediamo un solo mandato, per non essere condizionati nemmeno dal desiderio di farci rieleggere.

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