Comunali Foggia 2014

Cinquestelle di Rizzi puntano al ballottaggio: “Non cerchiamo elettori, loro vengono da noi”

Il candidato sindaco Vincenzo Rizzi: "Metteremo fine al "rapporto simbiotico che esiste tra tecnostruttura e politica". Pio Pugliese: "Alcuni funzionari e dipendenti non vedono l'ora che arriviamo"

Affidati ad un passato remoto gli attriti interni che hanno caratterizzato la fase di start up del movimento e liquidato come “grottesco ed irricevibile” l’esposto in Prefettura ed allo staff nazionale degli ultimi dissidenti, i 5 stelle di Foggia provano a ricompattarsi per le elezioni di maggio. Prove di affiatamento questa mattina in via Conte Appiano dove i 32 candidati guidati dall’aspirante sindaco Vincenzo Rizzi hanno incontrato la stampa. 

La scelta del luogo non è casuale: è la “non sede” che inaugurò l’allora candidato sindaco Antonio Dembech, il che vuol essere sintomatico di una ritrovata sintonia tra i grillini. Oltre che beneaugurante. Sono convinti di arrivare al ballottaggio. I margini, in una città conservatrice come Foggia, paiono esserci tutti. “Non siamo noi a cercare gli elettori, sono loro che vengono da noi” è questo elemento per Rizzi a fare la differenza e ad essere di buon auspicio. Per la città capoluogo hanno un “progetto forte”, che metta anzitutto fine al “rapporto simbiotico che esiste tra tecnostruttura e politica” avvertono nel giorno in cui la Procura emette una nuova ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per il dirigente comunale Fernando Biagini ed il consigliere uscente Massimo Laccetti per altri presunti casi di concussione.

Se toccherà a loro – dichiarano - i dirigenti non avranno vita facile: rotazione per tutti, qualcuno addirittura a casa. “Scandaglieremo ciò che è stato fatto. Abbiamo notizie assurde, notizie di spese pazze. 6 panchine sono costate ai cittadini 35mila euro. Quanti contenziosi esistono? E qual è la loro ratio? Soprattutto, quanti ne vinciamo? Pochissimi”. “Riesamineremo i buchi di bilancio e tutti i contenziosi. Se servirà potremo valutare addirittura la strada del dissesto. Meglio questo che sottomessi al ricatto di un tecnocrate” affonda Rizzi. “Alcuni funzionari e dipendenti ci stanno aspettando a braccia aperte. Non vedono l’ora che arriviamo” gli fa eco Pio Pugliese, raccontando episodi in tal senso di cui avrebbe avuto esperienza diretta.

Alle politiche dell’anno scorso il simbolo prese il 28%. Primo partito in città. Sono sicuri che la sorpresa ci sarà anche questa volta. “A Foggia è in corso un cambiamento culturale” ne sono certi. Lo avvertono. Basta deleghe in bianco agli stessi di sempre.  “La gente ha compreso che il voto personale non paga e che  a Foggia è finito il tempo della democrazia rappresentativa. Da oggi la democrazia sarà partecipativa, controllata dagli elettori” ci tiene a sottolineare il candidato Carlo Baldassini.

Usciranno a breve con un solo manifesto, uno per tutti. “Chi ci voterà sa che non voterà un nome, un candidato, ma un simbolo, un’idea, un progetto di città” gli fa eco la candidata Rosa Barone. “Noi, mettendoci a disposizione, rischiamo molto perché entrare in quel Comune ed avere a che fare con quella gente non è cosa da poco. Ma la città sarà la nostra forza”.

Intanto salgono nuovamente a 9 i candidati sindaci per le elezioni al Comune di Foggia. Il Tar Puglia, notizia di qualche minuto fa, ha riammesso la lista “Onda del Popolo”, inizialmente ricusata dalla commissione elettorale. “La commissione, nel verificare le documentazioni, avrebbe applicato una normativa troppo rigida, afferente al 2005 e superata ormai dalle nuove leggi” la motivazione che sarebbe stata addotta dai magistrati per rimettere in corsa la civica. 

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