Comunali Foggia 2014

Marasco perde i pezzi, il Prc lascia la coalizione. Cislaghi: “Traditi gli impegni”

Il motivo principale è l’appoggio dell’Udc al candidato sindaco Augusto Marasco. “Facciamo appello a tutte le forze che si riconoscono nella Sinistra Europea a proseguire l’impegno per dare voce a L’altra Foggia’”

L’appoggio dell’Udc ad Augusto Marasco, ha spinto il Prc ad abbandonare la coalizione “che, ormai, di centrosinistra ha solamente il nome mentre ha tutti i presupposti per concentrare il peggio delle amministrazioni passate ripristinando la continuità con l’amministrazione Ciliberti”. E’ quanto ha affermato il segretario del circolo ‘Che Guevara’. Giorgio Fiorenzo Cislaghi lancia l’appello alle forze che si riconoscono nella Sinistra Europea, oggi impegnate nella raccolta di firme per la presentazione della lista Tsipras, a dare voce a ‘L’altra Foggia’.

L’INGRESSO DELL’UDC. Ancora una volta il PD è venuto meno agli impegni sottoscritti aprendo la coalizione che ha organizzato le primarie all’UDC di Cera. Ancora una volta, il PD e l’architetto Marasco, hanno preso una decisione senza consultare gli alleati. Ancora una volta gli impegni, ribaditi solo pochi giorni fa dal segretario cittadino del PD, di non allargare la coalizione a forze centriste, o di centrodestra, sono stati traditi. Eppure gli accordi che regolavano i rapporti tra i partiti della coalizione delle primarie erano semplici e chiari, talmente semplici e chiari da potersi riassumere così: ogni decisione deve essere presa a maggioranza e solo dopo un confronto tra i partiti; ogni azione di governo della città deve essere condivisa sin da ora. Accordi semplici e chiari com’è stata chiara la volontà del PD di venirne meno, di violarli deliberatamente.

L’apertura all’UDC è, per noi, motivo sufficiente per non ritenerci più parte della coalizione delle primarie perché abbiamo sempre affermato che si doveva affrontare la competizione elettorale senza ambiguità, e/o trasversalismi, difficilmente spiegabili se non con la sola volontà di vincere la competizione ma dando vita ad un governo della città che riproporrà tutte le contraddizioni, tutte le ambiguità, che hanno imbrigliato la consiliatura Mongelli perché non è pensabile che Rifondazione Comunista possa avere un programma di governo condiviso con l’UDC di Cera. E questo non è il solo motivo di dissenso con il PD e con il candidato sindaco Marasco.

ATAF, LA NOMINA DI FIORE. Non possiamo più nascondere la nostra contrarietà per la nomina alla carica di amministratore unico di ATAF dell’ex assessore all’urbanistica Fiore perché, mancando un piano di riorganizzazione aziendale, mancando un piano per la mobilità sostenibile, mancando la proposta di un regolamento della sosta tariffata, quello che resta è solo una pessima dimostrazione di cosa sia la partitocrazia. Non dimentichiamo che l’ex assessore Fiore è stato il primo responsabile della “novazione degli impegni” concessa al Consorzio Unitario Coop Casa, novazione che è stata rinnovata dall’ex assessore Marasco, con l’approvazione della Giunta Comunale in entrambi i casi, novazione che ha negato sinora 30 alloggi ad altrettante famiglie acclarato che non si può vivere al riparo di una fideiussione. Non possiamo tacere la nostra contrarietà per il mancato utilizzo sociale delle cosiddette “aree bianche”, ora in procinto di ritornare a palazzinari privati perché inutilizzate.

RIGENERAZIONE URBANA. Non possiamo che esprimere la nostra contrarietà quando, parlando di rigenerazione urbana, l’architetto Marasco scrive: “Pianificazione e programmazione del territorio, promuovendo contributi pari a 100 euro per ogni metro quadrato di superficie lorda coperta complessiva, 150 euro a mq per interventi di miglioramento sismico, 200 euro a mq per interventi di demolizione e ricostruzione”. Una vera follia prevedere contributi per chi abbatte i vecchi palazzi che costituiscono l’anima della nostra città. Ricordiamo all’architetto, in preda a turbe distruttive degne di architetti degli anni ’50, che in tutti i capoluoghi di provincia si è rivitalizzato il centro storico con piani di recupero funzionale che hanno evitato le demolizioni.  

L’AFFONDO. Per questi motivi riteniamo che sia impossibile continuare a fare parte di una coalizione che, ormai, di centrosinistra ha solamente il nome mentre ha tutti i presupposti per concentrare il peggio delle amministrazioni passate ripristinando la continuità con l’amministrazione Ciliberti.

L’ALTRA FOGGIA. Proseguiremo, con rinnovato impegno, il tentativo di costruire a una lista che sappia riunificare la Sinistra cittadina, che sappia parlare con la pluralità di idee che Rifondazione Comunista, SEL e la sinistra diffusa hanno elaborato. Idee, esperienze, che sono un patrimonio da valorizzare impegnandosi in un confronto elettorale stando fuori da coalizioni che hanno tutte candidati sindaco provenienti dalla destra. Facciamo appello a tutte le forze che si riconoscono nella Sinistra Europea, oggi impegnate nella raccolta di firme per la presentazione della lista “L’altra Europa con Tsipras”, a proseguire l’impegno anche nella nostra città per dare voce a “L’altra Foggia”.

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