Comunali Foggia, il candidato sindaco Martorana: "Possiamo cambiare rotta se vogliamo"

La ricetta per uscire dalla disastrosa situazione che attanaglia da troppo tempo Foggia c'è, e il Nuovo Ordine Nazionale può compiere il cambiamento di rotta

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Non si tratta di ripartire, e non si tratta di concedere. E' questione di capire che le regole usate fino ad oggi vanno cambiate, che gli uomini che hanno imposto tali regole, o che le hanno seguite, vanno rimossi, che seguire ancora le regole e gli uomini di sempre equivale a suicidarsi. E allora tanto varrebbe farla finita subito. Almeno evitiamo una sofferenza inutile. Se la nostra città è nelle condizioni che tutti noi sappiamo non è certo per colpa di chi non l'ha mai governata ma, caso mai, di chi l'ha tenuta stretta nella morsa dei poteri locali. Vanno sradicati i vecchi metodi e seminati i nuovi. E per nuovi si intendono i metodi che apportino una evoluzione della società, un risveglio collettivo capace di far sentire nuovamente il piacere della libertà, della padronanza del proprio futuro.

La politica non deve essere una forma ostruzionista, né può essere cieca e sorda alle esigenze della cittadinanza. Vi sono migliaia di giovani che rischiano di abbandonare il loro luogo natio o, peggio ancora, di entrare nelle fila della criminalità pur di sopravvivere. E allora, davanti a questi scenari, le persone che oggi si candidano alla carica di sindaco devono avere progetti validi che possono risolvere i problemi di questa società. Coloro che si presentano come candidati alla carica di sindaco per tutelare i propri interessi o quelli delle lobbies locali non possono non essere considerati complici di questo sistema distruttivo e disgregativo.

E tra i candidati attuali vi sono persone che dovrebbero farsi un esame di coscienza, se l'avessero. Alle giovani leve vanno forniti i mezzi perché possano crearsi un lavoro, vanno garantite le strutture all'interno delle quali vi sia una formazione lavorativa. Oggi vi è solo l'abbandono. Così come sono stati abbandonati interi quartieri dove l'invivibilità è arrivata a livelli mai visti, così è stato fatto per le persone, lasciate nel disinteresse di chi, invece, avrebbe potuto e dovuto fare qualcosa. Non possono dirsi criminali solo coloro che il crimine lo commettono materialmente, ma anche quelli che spingono le persone a delinquere. La politica ha questa responsabilità.

Ma pare che non l'abbia ancora capito, o continua a far finta di non capirlo. Ora, in questi tempi, non si tratta di interessarsi prioritariamente del teatro Giordano, della piazzetta o dell'isola pedonale, visti sempre come punti di riferimento da diversi personaggi che si sono intervallati nell'ambito della politica locale. Quei posti, certamente cari ai foggiani, non sono "il problema" da risolvere. Colui che pensa di basare la propria campagna elettorale su uno solo di quesiti luoghi o è cieco o è in malafede. Oggi le priorità sono altre e ben diverse.

Dobbiamo lottare contro il malaffare che blocca e canalizza le attività commerciali, dobbiamo debellare la burocrazia per chi intende aprire nuovi esercizi, dobbiamo dare ai nuovi e vecchi titolari d'azienda la possibilità di continuare a vivere di onesto lavoro. E' questo che dobbiamo pensare innanzi tutto. Al teatro ci andremo quando ci saranno i soldi per pagare il biglietto e il comune si potrà interessare della piazzetta quando avrà pagato i debito che ha in essere con le società che aspettano da anni di essere pagate. Occorre reperire soldi non per finanziare losche manovre affaristiche, ma per dare linfa vitale a chi vuole vivere onestamente.

Vanno rivisti gli stipendi del sindaco, degli assessori e dei consiglieri, vanno eliminate le commissioni esterne, va incentivato il lavoro con sgravi fiscali e con autorizzazioni all'apertura di locali commerciali e aziende in brevissimo tempo. Il resto sono chiacchiere e interessi che non sono di giovamento alla collettività. Anche i proventi che si potrebbero ottenere dal gas della zona Salice potrebbero servire alla cittadinanza se quei soldi divenissero un contributo sostanzioso al miglioramento qualitativo della vita.

Ma, così non sarà. Si sa già che serviranno per riempire le casse vuote di comune e provincia, dove l'ammanco è pauroso e nessuno sa come e dove sia stato sperperato il denaro e chi abbia autorizzato le folli spese. La ricetta per uscire dalla disastrosa situazione che attanaglia da troppo tempo Foggia c'è, e il Nuovo Ordine Nazionale può compiere il cambiamento di rotta. Basta arrivare nelle giuste stanze con l'autorità necessaria per bonificare questo maleodorante pantano capace di assorbire di tutto, senza dare nulla in cambio.

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