Operazioni di voto non convincono Marasco: “A condurle solo persone scelte dai partiti”

Il candidato sindaco Augusto Marasco: “E’ stata rifiutata la mia proposta di includere anche persone indicate da me e da Rita Saraò”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

“Considero un errore non si sia stata riconsiderata la regola per cui le operazioni di voto saranno condotte da persone scelte esclusivamente dalle segreterie di Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Centro Democratico, Italia dei Valori, Realtà Italia, Democratici Autonomi e Partito della Rifondazione Comunista che sostengono Gianni Mongelli, dalla segreteria del Partito Socialista Italiano che sostiene Lorenzo Frattarolo e dalla segreteria di Socialismo e Democrazia che coincide con il candidato Nino Abate”.

Augusto Marasco, candidato sindaco di Foggia alle primarie del centrosinistra che si terranno domenica prossima, informa che “è stata rifiutata la mia proposta di includere anche persone indicate da me e da Rita Saraò, come si consentirebbe in qualsivoglia civile democrazia e dopo che anche il Parlamento si è pronunciato per l’obbligatorietà del sorteggio degli scrutatori nelle amministrative, evidentemente ritenendoli un potenziale fattore inquinante il voto”.

“È stata anche rifiutata – prosegue Marasco – una proposta operativa facilissima da organizzare in un’epoca in cui abbondano tablet e computer portatili: e cioè di dotare il seggio degli strumenti informatici necessari per far lavorare in rete gli scrutatori e rendere più trasparente lo spoglio delle schede. Evidentemente la vicina lezione di Bari, con gli scandali provocati proprio da Realtà Italia, non è servita“ aggiunge il candidato sindaco.

“Pensavo che il primo compito che la coalizione di centrosinistra intendesse assumersi, organizzando le prime primarie per la scelta del candidato sindaco di Foggia, fosse di trasformare questo appuntamento in una vera “festa della democrazia”, capace di trasmettere a tutta la città un modo nuovo di fare politica. Invece prima il “no” ai sedicenni, ora questa chiusura in base alla geografia delle appartenenze”.

“Da una settimana, osservando quanta gente comune neanche sapesse dell’appuntamento, ho preso l’iniziativa di organizzare un servizio telefonico e via sms per dare informazioni neutre sulle Primarie, mettendole a disposizione della coalizione e degli altri concorrenti. Oggi rinnovo e chiedo agli altri quattro candidati di condividere l’appello – conclude Marasco – affinché siano garantiti il corretto svolgimento delle Primarie e la trasparente regolarità delle operazioni di voto e di scrutinio. Un reiterato rifiuto autorizzerebbe i peggiori dubbi sulla reale volontà di coinvolgere i cittadini, trasformando una festa della democrazia in un invito su lista”.

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