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Comunali Foggia 2014

Comunali, 7 liste e una “Destinazione Comune”: la vittoria di Landella al primo turno

Franco Landella si presenta: "Non sarò il sindaco dei poteri forti". Con lui Agostinacchio, Mimmo Farina, Paolo Mongiello, Franco Di Giuseppe, Ciccio D'Emilio, Raffaele Di Mauro, Bruno Longo e Angelo Cera

Sono 7 in tutto le sigle che lo affiancheranno nella sua prima corsa a Palazzo: una macchina guerra che, ne sono certi, è in grado di vincere al primo turno. Conti alla mano, sostengono, eseguiti a tempo debito calcolando il peso specifico di ciascun giocatore sceso in campo al fianco di Franco Landella. Almeno ufficialmente ed al netto dell’imponderabile, che, la storia insegna,  in politica è sempre dietro l’angolo. Soprattutto la storia del centrodestra foggiano.

Presso il suo comitato elettorale oggi, in corso Vittorio Emanuele, si raccoglie l’intero centrodestra: c’è Forza Italia, col senatore Tarquinio, l’ex consigliere provinciale Paolo Mongiello, finanche l’onorevole Raffaele Baldassarre, giunto a Foggia per una serie di appuntamenti. C’è il nuovo centrodestra con Ciccio D’Emilio, primo autore di quel progetto di convergenza degli ex Udcap su una candidatura unitaria qual è appunto oggi Franco Landella; c’è Raffaele Di Mauro, al tavolo siede Franco Di Giuseppe.

La Destra con Agostinacchio, i Fratelli d’Italia con Mimmo Farina, c’è la Puglia Prima di Tutto. C’è l’intera pattuglia dei consiglieri comunali. E numerosi volti pronti alla candidatura a consigliere. Manca l’Udc di Angelo Cera, ma il simbolo campeggia tra i sette fotografati su un ampio panno bianco posto in bella vista fronte pubblico. A che si veda. Landella lo rimarca: il primo valore aggiunto di questo progetto è l’unità del centrodestra attorno al mio nome. Non accadeva dai tempi di Agostinacchio”.

C’è la sua lista: “Destinazione comune” che conterrà neofiti della politica del mondo della associazioni cattoliche e parrocchiali con le quali il candidato sindaco instaurerà, promette, un dialogo proficuo perché “unici presidi rimasti a compensazione di politica ed istituzioni deboli” dichiara Landella, che si lancia nella promessa delle promesse: “Non sarò il sindaco dei poteri forti che tanto hanno abusato di questa città profittano di una politica debole, tuona, ma del cittadini. La casa comunale sarà aperta”. Certo, con “misura”: “Un front office ed un passo per coloro che vi accederanno” si cautela il candidato sindaco. Basta accessi incontrollati ed incontrollabili, insomma, come accaduto sino ad oggi.

Comunali, Franco Landella si presenta alla città: le foto

Conia anche un nome per la sua armata: “L’esercito democratico di liberazione”, Agostinacchio storce il muso. Ma va bene così. L’euforia tutto giustifica. Vietato citare gli altri competitors: Augusto Marasco, Leonardo Di Gioia eventualmente, fanno venire il mal di pancia. Difficile strappare un commento se non un ironico “Non mi pare sia di centrodestra” rifilato velenosamente all’assessore al Bilancio dal senatore Tarquinio che, dopo esser stato tirato in ballo nei timori di inquinamento del voto alle scorse primarie del centrosinistra, fa sapere di aver denunciato il sindaco Gianni Mongelli e dichiara secco: “Mi auguro che non sia una campagna di veleni, dei quali abbiamo già avuto un assaggio”. Della serie: saremo tutti con Landella.

Nessun voto disgiunto su Marasco o altri, come accadde per Santaniello, uno spettro del quale il centrodestra non riesce a liberarsi. Ma lo dirà il primo turno. Un affondo lo fa solo l’irriducibile Agostinacchio: “Il trasversalismo è uguale al tradimento e destina all’isolamento” manda a dire il segretario de La Destra. “Non abbiamo timori. Il nostro è un progetto fondato sulla chiarezza politico e programmatica. Gli elettori premieranno la coerenza”. Mentre Landella si appella al correttezza di tutti.

Il programma ancora non c’è. Ma conterrà  alcuni capisaldi, promettono: fiscalità di vantaggio per le imprese e lo stop al consumo di suolo. Circolano invece già i nomi dei potenziali assessori, in caso di vittoria: da Forza Italia giungerebbero Paolo Mongiello e Raimondo Ursitti, dal Nuovo Centrodestra Ciccio D’Emilio (forse vicesindaco) e Raffaele Di Mauro, Bruno Longo per la Destra. Mentre per le prossime elezioni regionali si scalderebbe già la moglie del presidente della CCIAA, Anna Maria Fallucchi.

Domani intanto Leonardo Di Gioia scioglierà la riserva sulla sua candidatura a sindaco in una conferenza stampa dedicata. Scendono nelle ultime ore le quotazioni di un suo impegno diretto mentre si alzano quelle di un altro nome che l’assessore potrebbe battezzare. Nell’eventuale frenata (se frenata sarà) pare ci sia lo zampino del segretario regionale del Pd, Michele Emiliano.

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