Agostinacchio dà del ‘Lei’ a Landella e lo bacchetta: “Sue, logiche discriminatorie”

L'onorevole delle 'Destre Unite' ed ex primo cittadino di Foggia si dice contrario alle logiche che hanno portato Landella a scegliere la sua squadra di governo

Paolo Agostinacchio

Sindaco, Le scrivo, dopo le ultime Sue esternazioni, ritenendo doveroso chiarire alla pubblica opinione ed ai militanti di destra i motivi delle perplessità, riferite al Suo operato, da me evidenziate a Lei, direttamente, ed alla stampa. Le Sue posizioni polemiche nei confronti dei Partiti, peraltro esposte con una inaccettabile e discutibile generalizzazione, non si giustificano ed appaiono poco coerenti e contraddittorie.

E’ opportuno, prima di ogni altra considerazione, sottolineare due aspetti da Lei non considerati: il primo riguarda i tempi dell’iter elettorale. Infatti il percorso, che ha preceduto l’arrivo al traguardo comune della vittoria, è caratterizzato da due tappe distinte, che meritano particolare attenzione, l’ultima, il ballottaggio, ha sostanzialmente vita autonoma rispetto alla prima fase.

Il secondo turno si caratterizza per il recupero di intese coerenti ed estensibili anche ad altre forze politiche non incluse nella coalizione. Il collante è quindi fortemente politico e comporta la esigenza di una piena riconoscibilità alla stregua di principi e di idee, incompatibili con il manuale “Cencelli”, del quale ha tenuto conto con riferimento ad alcune forze politiche e con la esclusione di altre componenti; il secondo le modalità di designazione del candidato sindaco.

Su questo ultimo argomento è il caso di ricordare che la Sua designazione a candidato sindaco, è stata dibattuta ed oggetto di confronto a Foggia ed a Bari tra le forze politiche, successivamente coalizzate. Ricorderà che, perdurando contrasti in varia guisa motivati, a fronte di fughe in avanti, poste in essere dal Nuovo Centro-Destra - che appare sempre più il Suo partito guida -  le forze di destra, tutte,  accettarono la Sua candidatura, rinunciando ad una presenza significativa in campagna elettorale ( diverso il disimpegno dell’UDC che appariva tra i suoi più convinti sostenitori).

Le Destre in maniera convinta, Sindaco, ritenendo l’unità della coalizione essenziale per la vittoria, hanno prodotto impegno considerevole, dai cittadini rilevato, contribuendo al sofferto successo dell’8 giugno. Come è solarmente rilevabile la Sua discesa in campo nell’agone elettorale è stata condivisa dai Partiti di Centro e di Destra con l’intento, riuscito, di evitare laceranti e perdenti divisioni. Non sono comprensibili,quindi, le Sue polemiche generalizzate ed ingiuste, riferite senza distinzioni ai Partiti che l’hanno sostenuta.

Per quanto riguarda il collegamento tra la seconda fase del percorso elettorale e le determinazioni o decisioni successive, si rende necessario sottolineare: non può assolutamente affermare, Sindaco, essersi attenuto a valutazioni tecniche. Senza soffermarsi sulle competenze, che sono state lette sul sito del Comune, quanto dice è contraddetto dal fatto che, senza discutere, ha accettato le richieste del Nuovo Centro Destra sia per il numero delle cariche assessorili sia per i nomi indicati.

Ha operato, quindi secondo logiche partitiche e, mi consenta, palesemente discriminatorie, senza alcun nesso tra la natura squisitamente politica del ballottaggio e le determinazioni adottate. Se avesse voluto attenersi a criteri di scelta dei Suoi collaboratori, non riconducibili ai Partiti, avrebbe dovuto selezionare i componenti dell’esecutivo, prescindendo dalle forze politiche e dalle liste di riferimento. Sindaco, lo ammetta, è stata una scelta sostanzialmente partitica, a senso unico, con inaccettabile esclusione anche a livello informativo di componenti, la cui importanza è stata da Lei rappresentata anche nel corso di incontri comiziali.

Non intendo soffermarmi sugli episodi che ci hanno visto insieme e sulle parole dette alla Comunità, non compatibili con gli atteggiamenti del dopo elezioni. Chi le scrive era disponibile a prendere atto di scelte qualificate e non politiche, ma, mi creda, non è assolutamente d’accordo con Lei su decisioni contrastanti con le Sue stesse dichiarazioni.

Viene da chiedersi quali siano stati i veri motivi delle Sue scelte post elettorali: superficialità o altro….? I cittadini e i militanti, che mi onoro di rappresentare,  chiedono chiarezza, una doverosa, inequivoca rappresentazione delle ragioni del Suo operato; desiderano, insomma, riconoscersi nel Sindaco che hanno eletto.

Con orgoglio rivendico la mia estrazione culturale e politica, mai rinnegata. E’ il motivo per il quale, nel mentre contesto le Sue ingiuste e generiche aggressioni alle forze che l’hanno sostenuta nonché le gratuite affermazioni circa la natura tecnica dell’esecutivo, assolutamente non riferibile alla Giunta, Le chiedo con fermezza un atto di responsabilità, che tenga conto della montante protesta della opinione pubblica.

Se vuole dimostrare la Sua autonomia dai partiti lo faccia con scelte coerenti, senza dare l’impressione di aver agito e di agire con arroganza sulla base di inaccettabili personalismi. Ha il tempo e la possibilità di farlo, così come noi abbiamo fatto al momento della rinuncia a candidature in contrapposizione con Lei. Si interroghi sul risultato del ballottaggio, sui 360 voti di differenza dal candidato di sinistra e ne tragga le conseguenze.

Può essere certo, però, che la Destra (come è noto Destre Unite sono il simbolo varato in campagna elettorale dopo una intesa, poi venuta meno, con Io Sud, quindi sostanzialmente  una proiezione del mio partito, dimostrata dalla presenza dei vertici nazionali, tra i quali chi scrive), non rinuncerà alla funzione di stimolo di critica, evidenziando problemi e vigilando attentamente affinché programmi e prospettive siano rispettati. Intanto, Sindaco, si scusi, ammettendo il Suo errore, e faccia ammenda delle discriminazioni che hanno prodotto tensioni e delusioni.

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