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Raffaele Piemontese

Raffaele Piemontese

Piemontese rivendica la vittoria. "Voti centrodestra? Alibi infondato, Marasco autorevole"

Il segretario provinciale del Partito Democratico non risparmia critiche all’assessore Elena Gentile e per vincere le elezioni del 25 e 26 maggio prossimi punta ad allargare il perimetro della coalizione

L’affermazione alle primarie di Augusto Marasco è anche e soprattutto la vittoria di Raffaele Piemontese, della segreteria provinciale del Partito Democratico di Foggia e di quanti hanno sostenuto la candidatura dell’ex assessore all’Urbanistica, preferendola a quella di Gianni Mongelli. E’ la rivincita di chi, in tempi non sospetti, aveva percepito il desiderio dei foggiani di voltare pagina. E per questo - pur consapevole che da quel momento in poi si sarebbe aperta una profonda ferita, ma necessaria – aveva messo al corrente Mongelli di come una sua candidatura sarebbe potuta risultare indigesta agli elettori.

Per riportare la gente alle urne, evitare il tracollo del centrosinistra e consegnare ai cittadini la speranza di un’altra Foggia, viva e scattante, c’era bisogno di una figura autorevole e competente, di nuove energie e nuovi stimoli. Da qui la scelta del presidente del Consiglio comunale, di sostenere la candidatura dell’ex assessore all’Urbanistica, poiché entrambi “accomunati dal desiderio e dalla voglia di rafforzare la centralità di Foggia nello scacchiere provinciale e regionale, senza alcun timore reverenziale”.

L’accoppiata Marasco-Piemontese ha funzionato: ora entrambi puntano in alto, a vincere le elezioni del 25 e 26 maggio prossimi, allargando però il perimetro della coalizione. Il segretario provinciale del PD difende l’operato Mongelli, ma boccia Elena Gentile, che “tende a fare la padrona, ma a noi i padroni non piacciono”.

Piemontese le chiedo subito un commento telegrafico sulla vittoria di Augusto Marasco

E’ una vittoria netta, che non lascia spazio a dubbi sulla qualità della sua candidatura e sulla credibilità politica di tutti coloro che lo hanno sostenuto.

All’indomani delle Primarie, quindi, cosa cambia con Marasco?

Con Augusto garantiamo al centrosinistra un leader autorevole, nel quale ho creduto perché è persona capace e onesta, che ha una visione concreta della città. Perché credo e spero in un governo migliore, per mettere ancor più a frutto il buon lavoro fatto da Mongelli. Marasco è una persona che ha piglio e polso e che è assolutamente in grado di assumere decisioni in tempi rapidi. In sostanza è un uomo che può incidere concretamente per cambiare in meglio la nostra città.

A scrutinio concluso qual è la prima cosa che vi siete detti?

Ci siamo abbracciati. Abbiamo vinto perché abbiamo creduto in questa sfida. Ci eravamo accorti che la maggioranza dei foggiani voleva cambiare sindaco, perché aveva bisogno di nuove energie e nuovi stimoli. I risultati ci hanno dato ragione.

Piemontese, ci dica la verità: è la sua vittoria?

E’ la vittoria di Augusto Marasco, è la vittoria di un gruppo di dirigenti e militanti del PD che si sono impegnati a fondo. È evidente che io e la mia segreteria abbiamo ottenuto un grande risultato, ma evidenzierei due altri aspetti, di cui uno più profondo.

Quale?

I big istituzionali del PD e del centrosinistra erano con Mongelli e non hanno compreso cosa sta accadendo a Foggia. Elena Gentile dovrebbe impegnarsi più nella sua attività di governo e meno nella gestione personalistica di vicende che non conosce. Come ha detto la sua ex amica Rita Saraò, interprete di una leale battaglia politica, l’assessore regionale è interessata esclusivamente al proprio destino politico.

E con questo cosa vuol dire?

Io le consiglierei di cominciare a prestare più attenzione a Cerignola, dove qualche anno fa abbiamo perso le Comunali. Di prestare attenzione all’interesse generale e non a quello personale.

E l’altro aspetto?

La vittoria di un gruppo dirigente foggiano che non ha padroni e che dialoga con tutti. Gentile tende a fare la padrona, ma a noi i padroni non piacciono.

Con il sindaco anche Michele Emiliano. Il suo video pro-Mongelli può, paradossalmente, aver giocato dalla vostra parte?

Non saprei dirle quanto abbia inciso quel video, ma credo pochissimo. Piuttosto vorrei dire a Emiliano di approfondire la conoscenza del territorio, parlare con un gruppo dirigente più diffuso e non solo con quelli che lui ritiene capi corrente. Temo che a Bari non abbiano ancora capito che qui c’è qualcosa di nuovo con cui confrontarsi. Ho un ottimo rapporto e grande stima di Michele e sono certo che saprà correggere la linea.

Ivan Scalfarotto non ha speso buone parole per il PD di Capitanata, secondo lei per quale ragione?

Sono stato tra i primi ad accogliere con favore e piacere la sua candidatura nella lista pugliese del PD. L’ho difeso da quanti lo definivano un catapultato, perché ne condivido i valori civici e la cultura politica. Non comprendo l’origine dei giudizi ingenerosi sulla dirigenza provinciale del PD, e credo gli farebbe bene recuperare l’umiltà necessaria a parlare con i cittadini in carne e ossa per ottenere fiducia e voti. Ora che ha guadagnato un importante ruolo istituzionale sono certo che potremo, insieme, lavorare per Foggia e la Capitanata.

Dove ha perso la partita Mongelli. E soprattutto, è anche lei del parere che Mongelli debba dimettersi?

Assolutamente no, non deve farlo. Ha avuto un mandato ed è giusto che lo porti a termine. A Gianni Mongelli l’ho detto più di un anno fa che la città non avrebbe apprezzato la sua ricandidatura. Credo di essere stato il suo più leale sostenitore e, se me lo permette, il suo amico più sincero in questa faticosa consiliatura. E’ una persona per bene che ha speso tante energie per svolgere al meglio la funzione istituzionale, ma sapevo che non sarebbe bastato alla città. Anche i foggiani hanno compiuto sacrifici e oggi chiedono, con maggiore forza di 5 anni fa, il cambiamento necessario a costruire condizioni di maggiore serenità sociale. Le primarie lo hanno dimostrato. Ora mi auguro che insieme si possa condurre in porto la consiliatura con la serenità necessaria a cogliere risultati importanti per la città e, ovviamente, per la competizione elettorale.

Quindi auspica un fine mandato all’insegna del vogliamoci bene?

Certo! Sereno e produttivo, orientato a portare risultati utili con il contributo anche dei candidati alle primarie.

E poi?

E poi dobbiamo allargare il perimetro della nostra coalizione, coinvolgendo altre forze ed energie vitali e non solo forze politiche.

Ecco, a questo proposito le chiedo se la vittoria di Marasco, che elogia e punta sull’ampia partecipazione, piuttosto che su un discorso centrodestra o centrosinistra, cambierà un po’ anche il ruolo del Partito Democratico? Sarà cioè un po’ più renziano?

Se abbiamo interesse a vincere le elezioni per offrire a Foggia l’opportunità di un governo migliore e che sappia interpretare un governo di cambiamento, partendo oltretutto dalle cose positive fatte dall’amministrazione Mongelli, abbiamo la necessità di sostenere la candidatura di Marasco che ha la capacità di saper parlare a tante realtà della città di Foggia. E di farlo insieme al Partito Democratico, che, come sostiene Renzi, deve catturare consensi anche tra i delusi del centrodestra.

Ma Piemontese, secondo lei la vittoria di Marasco porterà il centrodestra a rivedere la candidatura di Landella? Sarà ancora una volta decisivo il popolo moderato?

Sulla prima questione non saprei cosa rispondere, mentre sulla seconda, le assicuro che il popolo moderato può tranquillamente fidarsi di Marasco e guardare al Partito Democratico in termini positivi.

Se consideriamo le spaccature nel centrodestra che rischiano di generare una quarta candidatura a sindaco dopo quelle di Franco Landella, Luigi Miranda e Lucia Lambresa, converrà con me che Marasco parte avvantaggiato. I democratici di Foggia hanno quindi l’occasione, ghiotta, di confermarsi nuovamente alla guida della città.

Io me lo auguro e sto lavorando per questo. Ci confronteremo con le destre per batterle il 25 e 26 maggio. Io voglio vincerle le elezioni. Ma per farlo bisogna restare uniti e approfittare di questo ultimo scorcio di consiliatura per dimostrare ancor più la nostra compattezza. Per questo lancio un appello ad Augusto Marasco, Gianni Mongelli, Lorenzo Frattarolo, Rita Saraò e Nino Abate a stare insieme per vincere.

E vi toccherà convincere Socialismo Dauno di Lonigro, prima che annuncino il candidato sindaco

Ma certo, ci interessano tutti quelli che vogliono far parte di un governo progressista e di cambiamento.

Prima di lasciarci, vuole togliersi qualche sassolino dalla scarpa?

No, dico soltanto che la soddisfazione più grande è quella di aver vinto le elezioni e – nel ringraziare gli elettori - sottolineare che la stragrande maggioranza dei voti presi da Marasco viene dal Partito Democratico.

Ma c’è chi sostiene siano arrivati dal centrodestra

Non perdessero tempo con gli alibi infantili. Marasco ha semplicemente aggiunto i suoi consensi ad un nucleo forte e di elettori del PD, da noi mobilitati. Il punto è che i cittadini foggiani vogliono un altro sindaco e lui, che è una persona onesta e perbene, doveva prevederlo e capirlo. Lui era convinto del contrario ed è solo su questo che ci siamo scontrati, ma per il resto abbiamo un ottimo rapporto. Se mi chiedi chi l’ha tradito, posso dire che io, a differenza di chi lo ha 'pompato' dicendogli che ce la poteva fare, gli ho detto quello che pensavo, mettendoci la faccia.

Mongelli ha avanzato “più di una perplessità” sulle primarie. E domani motiverà il perché di questa dichiarazione. Cosa ti aspetti?

Non saprei. Anche lui ha spinto sulle primarie, mentre io avevo proposto di trovare un’intesa larga. Le primarie sono state lineari e il dato è lampante: i cittadini foggiani vogliono cambiare sindaco. Non ci sono alibi anche perché lui era sostenuto da Vendola, Gentile, Emiliano, la stragrande maggioranza dei consiglieri comunali, tutti gli assessori della giunta tranne uno, tutti i partiti delle coalizione tranne che dal PSI e dalla parte del PD che si richiama alla segreteria provinciale.

Quindi, Piemontese-Marasco accoppiata vincente anche il 25-26 maggio?

Ci capiamo e ci accomuna il desiderio e la voglia di rafforzare la centralità di Foggia nello scacchiere provinciale e regionale, senza timori reverenziali e timidezze. Ciò che più apprezzo di Augusto Marasco è la sua idea della città. In molti hanno cercato di banalizzarla, invece io ci ho trovato la mobilità sostenibile, la rigenerazione delle periferie e del centro storico, i parchi urbani, le reti e le connessioni reali e virtuali, l’imprenditoria giovanile innovativa, l’affermazione e la tutela dei diritti civili, le politiche sociali inclusive, la proiezione regionale ed europea. Possiamo offrire ai nostri concittadini una città più sicura, operosa e bella. Dobbiamo solo crederci e darci da fare. Tutti insieme!

Piemontese siamo al termine di questa chiacchierata, c’è qualcuno che vuole ringraziare in modo particolare?

Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che si sono impegnati con passione in questa competizione, tanti militanti del partito, giovani e amici che hanno sostenuto Marasco e il PD. Se abbiamo vinto le primarie, è grazie a loro.

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