INTERVISTA | L’avv. Miranda: “Porte aperte anche al centrodestra, ma resto candidato sindaco”

Il 28 febbraio presenterà i suoi 32 candidati consiglieri: da Pino Autunno al dott. Borrillo. Porte aperte anche al centrodestra: "Non faro passi indietro di fronte a nessun altra candidatura"

L'avvocato Luigi Miranda

D’ora in poi i partiti e i candidati sindaci dovranno fare i conti con l’avv. Luigi Miranda, giovane consigliere comunale d’opposizione, da dieci anni alla guida dell’Associazione Qualità della Vita. Figlio dell’ex presidente dell’Ordine degli Avvocati di Foggia, dopo essersi smarcato dal Pdl prima e dall’Udc dopo, Miranda è stato il primo a rompere gli indugi e ad annunciare la sua candidatura a sindaco del capoluogo.

Lo ha fatto ancor prima che centrodestra e centrosinistra provassero a contendersi l’assessore regionale al Bilancio, Leo Di Gioia. E lo ha ribadito in un periodo in cui le due coalizioni faticano a trovare una figura che possa rappresentarle in vista della tornata elettorale di maggio. Oggi, infatti, la confusione che regna nel centrodestra fa il paio con i sentimenti contrastanti che si susseguono dall’altra parte.

Ed è proprio questo clima d’incertezza che potrebbe favorirlo nella corsa a Palazzo di Città. Altro motivo per cui il consigliere comunale indipendente si dice prontissimo a misurarsi con l’elettorato foggiano e a farlo in sintonia con i 32 candidati consiglieri che il 28 febbraio verranno presentati all’Altrocinema: da Pino Autunno al dott. Borrillo.

Il presidente dell’AQV non teme i partiti, tanto più i suoi diretti avversari, ma crede fortemente nel progetto avviato mesi fa insieme ad un gruppo qualificato di persone, che ha deciso di scendere in campo, al suo fianco, e di sostenerlo in quella che si preannuncia una sfida esaltante, dai contenuti forti e soprattutto incerta. In un’intervista a tutto campo l’avv. Miranda non chiude le porte a nessuno - centrodestra compreso - “purché – precisa – il candidato sindaco sia io”.

Avv. Miranda, presidente dell’associazione Qualità della Vita, giovane consigliere comunale d’opposizione ed ora candidato sindaco di Foggia. Consapevolezza ed entusiasmo a parte, c’è ugualmente qualcosa che La preoccupa?

Io mi sento prontissimo per questa sfida perché il mio percorso non inizia certamente adesso. Questo è il decimo anno di presidenza dell’Associazione Qualità della Vita e il quinto da consigliere comunale d’opposizione. Sono stati dieci anni intensi, per cui l’idea non mi spaventa assolutamente. Certamente mi preoccupa, perché so benissimo quali sono i gravissimi problemi della nostra città che però devono essere affrontati e che bisogna cercare assolutamente di risolvere.

In che modo?

Affrontandoli in maniera diversa, anteponendo il principio fondamentale che in questi anni è stato assolutamente dimenticato, quello della onestà nel fare politica

Prima di trattare i temi della sua agenda politica, ripercorriamo in breve la Sua quinquennale esperienza a Palazzo di Città. Come l’ha vissuta e che giudizio dà al governo Mongelli e a Miranda consigliere d’opposizione

Partirei dalla seconda domanda. Miranda è stato un consigliere che ha sempre fatto il suo dovere e non ha fatto mai mancare la propria voce, ovviamente, sempre nell’interesse della collettività. Non mi sono mai interessato – e sfido chiunque a dimostrare il contrario – di bassezze di ogni genere e natura, dalle quali, invece, sono sempre stato lontano mille miglia. In questa consiliatura, sicuramente molto particolare e drammatica per certi aspetti, dove si è sempre parlato di questioni legate al dissesto finanziario con giudizi contrapposti, ho dato il mio contributo da consigliere ma anche da avvocato.

Ecco, e poi è arrivato questo decreto Salva Città

Il dissesto finanziario non è un argomento su cui ci può essere una opinione politica, perché è un dato economico che c’è, oppure no. Siccome i revisori dei conti, dal 2009 al 2011, hanno sempre detto che c’è, dai banchi dell’opposizione ho chiesto più volte al sindaco di prenderne atto e di adottare delle politiche assolutamente di grande rigore, che probabilmente non ci sono state nella loro interezza. Quindi c’è stato il decreto Salva Città che ci ha salvato sotto il profilo giuridico, da quel dissesto finanziario che però dovremmo capire chi l’ha generato.

E secondo Lei chi l’ha generato?

Ci sono stati dei buchi provocati dalle precedenti amministrazioni, ma anche dalla sciatteria dell'attuale governo Mongelli, non indifferente. Però noi, come città, siamo indebitati nei prossimi anni ed ecco perché abbiamo anche l’obbligo di tenere tutte le aliquote sulla tassazione comunale al massimo. Purtroppo è così. Lei pensi che io come presidente dell’AQV e come anche tutte le associazioni che vogliono usufruire di una qualsiasi sala comunale per una conferenza, devono necessariamente pagare. Io verso 201,64 centesimi  per usufruire della Sala Rosa.

Questo è determinato dal Salva Città. E’ una banalità che però la dice lunga su che cosa significhi. Vale a dire l’impossibilità per un Ente di non dare gratuitamente quel pochissimo di cui dispone, come ad esempio le sale per far fare dei convegni. E poi, non dimentichiamoci che il Salva Città sono soldi che vanno restituiti allo Stato.

Detto questo, qual è il Suo giudizio sull’amministrazione Mongelli?

E’ molto negativo (peraltro in continuità con il governo Ciliberti) perché è stata l’amministrazione capace di far fallire l’Amica e l’azienda che si occupa di smaltimento rifiuti, che sono fonte di business e ricchezza in qualsiasi altra parte d’Italia e del mondo. Siamo la città che ha creato Dauniambiente con 100 dipendenti a tempo indeterminato che dovevano occuparsi della raccolta differenziata, assolutamente al di sotto dell’8% ma che dovrebbe essere al 65%.

Abbiamo creato le isole ecologiche, ma mi devono dire quanto sono costate e perché non vengono assolutamente utilizzate. In tutto questo siamo stati capaci di far fallire l’Amica e di darla all’Amiu di Bari con procedure sulle quali avrei molto da dire. C’è stata poi la questione del piano parcheggi, di una tassa vera e propria inserita e mascherata. La gente ha il terrore di lasciare la macchina un po’ più a lungo per la paura che scada l’orario del grattino che ha pagato e che costerebbe loro 41 euro, che però è illegittima.

E la lista Miranda sindaco ha già pronto un piano di modifica perché noi ridurremo e anche sensibilmente gli stalli a pagamento che ormai sono dappertutto. Ridurremo a 50 centesimi orari i tagliandini nelle zone periferiche, elimineremo la sosta a pagamento nella zona dell’ospedale e del tribunale, non per gli avvocati, che hanno il parcheggio interno, ma per centinaia di persone che vi si recano quotidianamente per tanti altri motivi.

A un certo punto è passato dal Pdl all’Udc. Poi, uscito dal partito del segretario provinciale, l’on. Angelo Cera, si è dichiarato indipendente. Cosa l’ha portata a smarcarsi da questi due schieramenti? Le figure ingombranti di Landella e Cera?

Intanto, Le dico che non ho paura delle figure ingombranti, ma il problema è che molte volte per non cambiare idea è necessario cambiare partito. Spesso in questi partiti non si ha voglia di lavorare o di farlo in un determinato modo. Io vivo di lavoro e non di politica. Se devo stare parcheggiato in un partito e non mi si deve dare la possibilità di lavorare – non perché ci siano figure ingombranti, anche perché non vedo grossi statisti nel panorama locale – non ha senso.

E’ solo che a un certo punto mi sono reso conto che sarei rimasto imbrigliato nelle solite logiche che oggi vedono il centrodestra incapace di scegliere il candidato e altrettanto il centrosinistra, che però sfrutta queste pseudo primarie. Questo mi ha convinto a uscire fuori dai partiti e ad impostare un progetto politico al fianco di persone lontane da questi schemi vecchi e clientelari.

Basti pensare che oggi il centrodestra ha quattro candidati sindaci e continua a chiedere all’esterno e ad altri soggetti di volersi candidare (l’ultimo rifiuto è stato quello del dott. Telesforo). Il che rende bene l’idea di come siano le logiche nei partiti, nonostante io non ce l’abbia con nessuno di questi, dove ho anche tanti amici. Ho semplicemente ritenuto opportuno fare un percorso diverso nell’interesse della città.

Il 28 presenterà la Sua squadra. C’è qualcuno che sostiene che Lei abbia giocato d’anticipo nel tentativo di convincere un centrodestra confuso a chiamarLa in causa per guidare la coalizione. Prima Le chiedo se ha ricevuto qualche proposta da Landella o da altri, poi se c’è un fondo di verità dietro questa tesi

Ho fatto questa scelta perché tantissimi amici mi hanno spinto a farla. Molti mi davano per cotto, ma invece, il 28 febbraio presenteremo la lista con 32 candidati consiglieri, oltre al programma e al candidato sindaco. Tutto questo mentre gli altri non lo hanno ancora individuato. Poi ho detto sempre che nel momento in cui dovessero arrivare delle proposte da parte dei partiti che intendono abbracciare il nostro programma, io riunirò tutti i 32 candidati consiglieri della mia lista ed insieme decideremo il da farsi. Nel momento in cui dovesse esserci una proposta, che in questo momento non è ancora arrivata, noi decideremo, qualora dovesse esserci soprattutto sintonia sul programma per la città, cosa fare, e quindi daremo una risposta.

Ma sempre con Miranda candidato sindaco?

Certo, io già lo sono. Noi siamo molto chiari, vale a dire che non abbiamo preclusioni nei confronti di nessuno, ma pensiamo di avere idee diverse, nuove, innovative e al passo con i tempi. Non farò un passo indietro di fronte a nessun altra candidatura. Nel momento in cui ci dovesse essere una volontà di appoggiare la mia candidatura da parte di altri partiti, ne parleremo con gli altri candidati consiglieri e decideremo cosa fare.

Questa non è presunzione, ma dopo aver coinvolto 32 persone perbene e amici che hanno condiviso il progetto, non ritengo giusto abbandonarli solamente perché mi viene proposto qualcosa. Io faccio politica per passione, la mia professione è quella di avvocato, quindi potrei anche farne a meno. La mia famiglia sarebbe molto felice se io abbandonassi questa passione che mi tiene lontano dai miei affetti, da mia moglie a mia madre. Devo dire grazie anche all’organizzazione che abbiamo allo studio che mi consente di fare politica, ma la mia sede di lavoro è quella sita in viale Di Vittorio 115, dove sono tutti i giorni, domeniche incluse.

Sul web leggiamo di gente che pregusta una sfida tra giovani, ad esempio Frattarolo-Landella. E’ anche il Suo auspicio? Ciò vorrebbe dire che Foggia probabilmente è pronta a voltar pagina

Io credo che a Foggia qualcosa stia cambiando perché la gente è stanca dei soliti nomi e dei soliti volti. Bisognerà poi vedere che cosa succederà alle primarie del centrosinistra, quale sarà il candidato del centrodestra. La novità vera è che c’è un candidato che si sta portando questa croce da solo, dal mese di settembre; che sta lavorando bene e che darà un’alternativa alla città e ai cittadini. Poi, ci auguriamo di essere premiati. I sondaggi sono buoni.

Che effetto Le ha fatto, politicamente parlando, sentire forze del centrosinistra indicare Leo Di Gioia candidato sindaco e soprattutto forze di centrodestra cercare a tutti costi di convincerlo a tornare all’ovile. E’ stato questo un limite delle coalizioni che si stanno formando. Cioè, pensare di contendersi l’assessore regionale al Bilancio piuttosto che spingere Frattarolo da una parte e Miranda dall’altra?

Ognuno ha le sue caratteristiche e la sua storia. Posso dirLe che Luigi Miranda non si piegherà mai, ma piuttosto si spezzerà. Può darsi che questo sia un po’ scomodo per qualcuno, ma ho una storia familiare molto ben delineata e onesta. Mio padre ha fatto politica in maniera onesta ed è stato presidente dell’Ordine degli Avvocati. Ho dei valori irrinunciabili. E’ chiaro che persone che come me adottano un metodo così trasparente, non sempre sono avvantaggiate. E’ la verità, ma non mi spavento e non mi abbatto. Io non mollo mai.

E quindi, su Leo Di Gioia conteso da ambo le parti?

Per quanto Leo possa essere una persona che gode della mia stima, non saprei se per lui sia un fatto positivo perché l’elettorato secondo me non capirebbe granché. Ma sono problemi suoi, ne ho già tanti per quanto riguarda la nostra lista e se dovessi occuparmi di altri candidati non andrei molto lontano. Ciascuno è libero di fare quello che vuole. Leo è stato nel centrodestra, adesso è assessore di Vendola. Quindi questo può aver ingenerato un po’ di confusione nella gente, tale, però, da spingere destra e sinistra a tirargli la giacchetta.

Torniamo ai problemi di Foggia. Immagino che nelle Sue intenzioni c’è anche quella di rilanciare la città. Ha idea di come si possa fare?

In primis il rilancio di Foggia passa da una politica fatta in maniera onesta, il che significherebbe rilancio dello sviluppo della città, del recupero delle risorse che abbiamo e che sono attualmente sottostimate e non sfruttate. Rilancio possibile grazie a quello di cui siamo dotati e che nessuno mai potrà toglierci, dalle bellezze artistiche e culturali. Questa è una terra assolutamente strategica sotto il profilo geografico. E siamo al discorso dell’aeroporto.

Noi il 31 gennaio con l’AQV abbiamo avuto un convegno molto eloquente: “Foggia una città dalla storia lusinghiera: tra teatri, sviluppo ed oggi?”. Tra teatri perché abbiamo voluto mettere in evidenza che la cultura non è accademia ma occasione di posti di lavoro. Immagini cosa potrebbe accadere con il teatro Giordano aperto con kermesse organizzate su Giordano che viene ricordato dappertutto tranne che a Foggia.

Ci sarebbero ristoranti e alberghi pieni. Centri commerciali che investirebbero di più, commedie teatrali e musicali ad esempio. Ridare un minimo di qualità alla città potrebbe spingere imprenditori del Nord Italia ad investire qui. I tentativi in passato ci sono stati, basti pensare all’Ikea che doveva venire a Foggia ma che invece è andata a Bari. Perché è andata a Bari, o ancora meglio, per chi?

Perché o per chi secondo Lei?

Per colpa di una politica che naviga a vista e fa scappare via tutti perché probabilmente pensa di più alla merce di scambio immediata anziché allo sviluppo della città a lungo termine.

Sulla questione dell’aeroporto?

La questione dell’aeroporto è vergognosa. Il prof. Federico Pirro – docente delle relazioni industriali dell’Università di Bari – ha sempre detto che l’aeroporto Gino Lisa non è assolutamente un lusso, ma una necessità per l’intera Puglia, oltre che per la Capitanata. Lo scalo foggiano avrebbe già dimostrato, quando volava l’aereo di 50 posti della Darwin Airlines che aveva una percentuale di affluenza del 65%. Ricordo ai cugini baresi che il loro aeroporto registrò il dicembre nero.

Per la posizione geografica che abbiamo siamo attrattivi per le zone del Beneventano, dell’Avellinese, della Basilicata, del Molise, della Bat, che preferirebbero prendere l’areo da Foggia. Aggiungiamoci anche il tema del turismo sul Gargano, che ha un enorme problema rispetto al Salento, cioè non ha un aeroporto che permetterebbe alle agenzie di offrire un pacchetto tutto compreso. Nonostante questo gap, rispetto al Salento che beneficia di Brindisi sui cui atterra la Raynair, ogni anno il Gargano lo mette in fila come presenze turistiche. Quindi, siccome Foggia e la provincia dipendono strettamente dal capoluogo, se noi avessimo questa struttura funzionante, a Foggia ci sarebbe un indotto di almeno 500 posti di lavoro.

Per non parlare poi della stazione ferroviaria. Oggi i lavori dell’Alta Capacità sono bloccati e questa è una scure per lo sviluppo della Capitanata, perché così non colleghi Foggia a Roma in maniera adeguata e quindi scoraggi chi – non certo Miranda – investe e fa impresa. Dalla nostra città scappano tutti perché si rendono conto che - fermo restando il problema della criminalità organizzata che non è da poco – c’è una politica incapace di fare da polo di attrazione rispetto ad una terra che ha milioni di potenzialità.

Una politica lungimirante e non dell’accattonaggio clientelare darebbe occasioni di sviluppo importanti. Io non prometterò mai un posto di lavoro nelle aziende municipalizzate come hanno fatto tanti miei predecessori, tant’è che per quanti debiti hanno, le municipali sono implose. Lo sviluppo vero e la creazione di posti di lavoro si hanno con investimenti seri che producano nel lungo periodo una ricchezza duratura.

Se tu mi assumi 100 persone all’Amica piuttosto che all’Ataf o dai un contentino di qualche mese ai parcheggiatori, sai benissimo che il sistema è destinato ad implodere perché non c’è la copertura di spesa. E così facendo prendi in giro la gente e inguai le casse comunali.

E Amendola?

Ho una mia personale idea. Non vorrei che fosse una fenomenologia del benaltrismo, vale a dire cercare di spostare l’attenzione su ben altro per far dimenticare i guai combinati dai nostri rappresentanti regionali sulla questione del bando per l’allungamento della pista del Gino Lisa. Mentre oggi si continua a dibattere sui 15 milioni di fondi Fas, negli altri aeroporti gli stessi fondi sono stati già spesi. E mentre a Foggia ci si è inventati infrazioni della comunità europea, a Bari quei soldi non solo sono stati già spesi ma fruttano. La differenza è questa.

Non ho la capacità e l’autorevolezza di contraddire il ministro Mauro, però ricordo che mentre l’aeroporto di Rimini all’indomani della guerra fredda ha smesso di esistere, Amendola ospita i predator che ogni giorno decollano e atterrano dalla stazione Nato. Nei nostri ricordi ci sono quelli utilizzati per la guerra dei Balcani, quindi non credo che questa sia una strada percorribile. Secondo me è una manovra per spostare l’attenzione. Non la vedo possibile, ma se il ministro l’ha detto, voglio vedere come risolverà la questione e se manterrà la promessa.

Nell’ultima riunione del centrodestra sembra che per la questione del candidato sindaco Fitto abbia dato ordine di rivedere un po’ tutto. Se chiamano Lei?

Se Fitto o la coalizione del centrodestra fanno il mio nome, io convoco immediatamente i miei 32 candidati consiglieri e li metto al corrente chiedendo cosa fare. Con molta tranquillità.

Ci può anticipare qualche nome sul quale punterà?

Le posso dire che con noi sono candidati Pino Autunno, il dott. Fiorello Borrillo, ci sarà Luigia Coluccelli, Carmen Catalano, l’imprenditore delle porte blindate Carmine D’Addario, il titolare della farmacia della stazione Fabio Di Gioia, Vincenzo Nuzzi, un commercialista, un funzionario della Gema e tanti altri.

A proposito, sembrerebbe che questo percorso che sta facendo con le associazioni sia stato architettato in vista delle elezioni

No. Io ho dimostrato, pur in un momento di campagna elettorale, dove nell’immaginario collettivo tutte le attività si fermano perché c’è questo spauracchio delle elezioni, che le associazioni si possono riunire in un gruppo di lavoro. Noi ne abbiamo riunito 21 e prodotto un documento che è stato presentato in una conferenza stampa il 22 gennaio. Lavoriamo dal mese di settembre. Penso sia una bellissima dimostrazione che i foggiani non sono disinteressati della vita politica in senso ampio.

Poi, se uno vuole vedere la propaganda la vede dappertutto, anche nei convegni organizzati dall’Associazione Qualità della Vita. Chi pensa questo ha paura di quello che stiamo facendo. Io, invece, la vedo in termini molto positivi. Preciso però che non c’è nulla di propagandistico nell’adesione delle associazioni, che sapevano benissimo che l’AQV aveva un presidente candidato sindaco, e lo si sapeva dal 5 settembre. Se hanno aderito vuol dire che per loro non è un problema. Mi sembra evidente.

Questo centrodestra spaccato apre le porte al centrosinistra che potrebbe conquistare nuovamente Palazzo di Città. Se ciò dovesse accadere non vi resterebbe che fare mea culpa.

Però devo correggerLa su una cosa. Mi mette sempre nel centrodestra, ma io sono fuori dai partiti e dalle loro logiche. Le dico anche che qualora dovessi ricevere la proposta del centrosinistra non potrei perché io non posso fare le primarie. Io sono già candidato sindaco. E’ chiaro che il centrodestra se si presenta spaccato presta il fianco ad una possibile riaffermazione del centrosinistra.

Ma proprio in questa situazione, secondo me ci sono molte possibilità per noi, nonostante i mass media sottovalutino la portata della nostra lista. E’ da settembre che facciamo fare dei sondaggi e Le dirò che i dati sono ben altri. Credo che le spaccature potranno premiare la lista Miranda sindaco, che ha possibilità anche di arrivare al ballottaggio, dove tutto è possibile.

E i Cinquestelle invece, che ruolo possono giocare in questa partita?

Non conosco quell’ambiente, ma mi pare di apprendere che non vi sia unità all’interno del Movimento 5 Stelle di Foggia. Se ci fa caso sono tutte spaccature che ci favoriscono. Poi per le primarie del centrosinistra mi aspettavo un fermento maggiore, che quattro o cinque candidati. Peraltro con il PD strutturato che oltre a Mongelli non ha schierato nessuno. Se ci fanno un regalo lo accettiamo e non glielo rispediamo di certo indietro.

Quindi appuntamento con la città il 28 febbraio all’Altrocinema

Senz’altro, aspettiamo voi e soprattutto i cittadini.

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