rotate-mobile
Comunali Foggia 2014

Landella: “Vinco al primo turno. Di Gioia sbaglia: politica non è materia per pochi eletti”

Franco Landella replica alle frecciatine di Lucia Lambresa, Augusto Marasco e Leo Di Gioia. Il candidato sindaco del centrodestra: "Sono l'uomo giusto perché voglio servire Foggia e non servirmene"

Con il 25 maggio alle porte la sfida tra i nove aspiranti sindaco della città di Foggia, sottotono almeno fino a quando non si è provato a vivacizzarla con domande ad hoc, si tinge di polemiche; tanto quanto basta per dare la sferzata finale ad una sfida cruciale per il capoluogo. Nove i protagonisti in campo, ma i livori maggiori fanno tappa ai piani alti, dove la partita – che potrebbe definitivamente segnare anche il destino politico di alcuni protagonisti – tra Miranda, Lambresa e Marasco e Di Gioia, si fa incandescente. Ora è il turno di Franco Landella, candidato sindaco di Forza Italia e del centrodestra.

Landella è forte la percezione in questa campagna elettorale che lei sia il favorito. Vince al primo turno?

Sarà Foggia a trionfare con la vittoria di Franco Landella al primo turno. Io penso che la nostra città ha voglia di voltare pagina dopo dieci anni di disamministrazione politica del centrosinistra. Credo che i cittadini avvertano la necessità di restituire a Foggia una prospettiva nuova di sviluppo. L’entusiasmo ed il calore che avverto ogni giorno attorno al mio progetto politico dimostrano la volontà di dare un senso concreto al cambiamento, perché questa città merita ascolto, partecipazione, passione ed orgoglio.

Anche Marasco ne è convinto, ma della sua di vittoria...

Spesso in campagna elettorale si confondono i desideri con la realtà. Sono certo che la proposta politica di Marasco sarà bocciata dai cittadini di Foggia perché questo è un voto sul futuro della nostra città ma anche su ciò che è accaduto in questi ultimi dieci anni. Il centrosinistra non può continuare a nascondere i suoi fallimenti scaricandoli sui propri sindaci come se consiglieri, assessori e partiti fossero da un’altra parte mentre la città sprofondava. Ad Augusto Marasco dico, inoltre, che trovo molto grave ed offensiva, non nei miei confronti ma verso la città, l’idea in base alla quale quanti non votano per lui rappresenterebbero la parte “insana” di Foggia. Mi spiace davvero che Marasco dimostri così di avere rispetto solo per le scelte e le idee di una parte di cittadini e non, come sarebbe giusto, di quelle di tutti i Foggiani.

Eppure la frammentazione del quadro politico lascia ampi margini ad un turno di ballottaggio: con chi lo gioca?

Sono convinto che i Foggiani amano la loro città, per questo credo che non ci sarà un turno di ballottaggio: i miei concittadini faranno vincere Foggia.

Ma riterrebbe utile l'apparentamento? A chi guarderebbe con favore?

Credo di aver già risposto prima: la vittoria al primo turno non prevede apparentamenti.

Qual è il candidato che teme di più?

I miei veri avversari sono la disaffezione dei cittadini verso la politica, l’astensionismo. I miei nemici sono il populismo e le generalizzazioni. La politica non è tutta “marcia” o “da buttare”. La sfida è tra la buona e la cattiva politica. Tra la politica che sa ascoltare e dare risposte e quella autoreferenziale che si rinchiude nel “palazzo” calando le decisioni dall’alto. Noi siamo in campo per dimostrare che si può e si deve ancora avere fiducia nella politica, che resta la più alta forma di impegno civile.

Ed il voto grillino? Alle politiche del 2013 fecero, a sorpresa, un exploit...

La storia recente ci ha dimostrato che c’è una differenza notevole e significativa tra il voto politico che il Movimento 5 Stelle riesce ad intercettare ed il consenso che ottiene nei turni amministrativi. Tra l’altro, il partito di Grillo si è presentato a questa competizione elettorale diviso, rissoso, spaccato. Si sono delegittimati e sfiduciati reciprocamente sin da prima della scelta del candidato sindaco, rappresentando i peggiori riti della peggiore politica partitocratica. Non penso che ci saranno sorprese clamorose.

Di Gioia rileva come lei non voglia sottoporsi ai confronti...Cosa risponde?

La democrazia è costante e continuo confronto con i cittadini, non tra i candidati. Sto ascoltando Foggia ed incontrando i cittadini, raccontando loro la mia idea di città, il progetto ed il programma della coalizione di centrodestra. L’assessore regionale Di Gioia considera la politica “materia per pochi eletti”, una specie di “faccenda per addetti ai lavori”, lontana dalla gente, dai quartieri, dalle piazze, dalle periferie. Un’idea in cui la coerenza è un inutile dettaglio. Io continuo invece a pensare che la coerenza non sia una moda del secolo scorso, ma la più importante dimostrazione di serietà e di rispetto nei confronti della comunità, perché sono profondamente convinto che la politica sia innanzitutto ascolto, confronto e servizio.

Lambresa in una recente intervista è stata sibillina laddove le ha suggerito -testuale- di “ricordarsi del caso Santaniello”. Cosa risponde?

Nel senso che lei potrebbe spostarsi di nuovo a sinistra?

È indubbio che qualcosa all'epoca non andò nel verso giusto per la coalizione di centrodestra che pure era data favorita. Quali "contromisure" ha ingaggiato?

In tutta onestà, non mi sono preoccupato di “contromisure” o di strategie. Ho pensato alla proposta politica e amministrativa, a restituire unità ad una coalizione che cinque anni fa era divisa. Ho pensato ad incontrare i cittadini, a percorrere in lungo ed in largo la mia Foggia. Perché, dopo decenni di lontananza delle istituzioni dalla città, oggi Foggia ha bisogno di un sindaco che sia tra la gente: di un sindaco “fuori dal palazzo”.

Lei non ha fatto sconti all'amministrazione di centrosinistra ed al suo modo di governare la città. Da dove riparte il centrodestra? Cosa metterà in discussione delle scelte assunte? Cosa invece crede debba andare in continuità?

Riparto dalla partecipazione. Da questo termine che in troppi hanno usato come uno slogan senza trasformarlo poi in azioni e pratiche di governo. Riparto dalla necessità, come avviene in una grande famiglia in difficoltà, di riappropriarci del nostro senso di comunità. Contribuendo ciascuno per il suo ruolo e la sua funzione a rimettere in moto speranza e fiducia nel futuro. Riparto dalla programmazione, da quegli atti “a costo zero” che il Comune ha tenuto nei cassetti senza approvarli. Riparto dalla grande sfida della programmazione comunitaria 2014-2020, che abbiamo il dovere di sfruttare come una grande e straordinaria opportunità. L’unica continuità che sarò costretto a seguire è quella fissata con il “Decreto Salva Enti”, approvato per scongiurare il dissesto finanziario al quale il centrosinistra aveva portato il Comune di Foggia.

Le recenti ordinanze della Procura - è domanda che sottoponiamo un po' a tutti i candidati- rivelerebbero un asse tecnostruttura-politica. Come si "spezza"?

Ben prima delle Ordinanze, ho assunto l’impegno di far aderire il Comune di Foggia alla Stazione Unica Appaltante, percorso necessario per restituire trasparenza e legalità agli appalti e per razionalizzare i costi. Vedo oggi che molti altri candidati hanno sposato la mia proposta. L’asse tra la tecnostruttura e la politica può essere spezzato solo se la politica saprà riappropriarsi del suo ruolo e della sua funzione. Il mio programma elettorale sarà anche un programma di mandato, con obiettivi chiari e definiti tanto per i dirigenti quanto per gli assessori che collaboreranno con me.

Rivelerebbero anche un facile trasformismo politico. Come si contiene il fenomeno?

Innanzitutto dimostrando una coerenza politica personale. Un valore che in molti non possiedono o che hanno smarrito o svenduto. Chiederò ad ogni consigliere eletto nella mia maggioranza di firmare una sorta di “patto etico” attraverso il quale ciascuno si impegni a non cambiare casacca o collocazione. Ovviamente non esiste una norma che impedisca questo brutto fenomeno. Assumo però formalmente l’impegno a non assegnare alcun ruolo o riconoscimento a quanti dovessero immaginare che passare da uno schieramento all’altro possa essere un’attività redditizia. 

Come sta finanziando la sua campagna elettorale? Quanto ha speso? Quali sponsor?

La gestione economica della mia campagna elettorale è organizzata dal mio mandatario elettorale. Posso assicurare, però, che si tratta di una campagna elettorale realizzata con costi contenuti, a dispetto delle spese folli e faraoniche che ci vengono attribuite da chiacchiere e pettegolezzi del tutto infondati. Basti pensare che ho ricevuto il mio comitato elettorale in comodato gratuito. Ad ogni modo, al termine della competizione elettorale, pubblicherò sul mio sito in modo dettagliato le spese sostenute ed i contributi ricevuti.


Le aspettative della città sono molto alte. La responsabilità del prossimo sindaco sarà forse la più gravosa degli ultimi 15 anni... Perché Franco Landella è l'uomo giusto?

Perché voglio servire Foggia e non servirmene. Perché i Foggiani meritano di tornare a partecipare alla vita pubblica e politica. Perché occorre andare oltre i numeri, oltre le parole: alla nostra città serve un grande cuore. Perché dopo dieci anni di mortificazione, Foggia ha bisogno di amore, orgoglio e passione. Io sono pronto ad accettare questa sfida.


 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Landella: “Vinco al primo turno. Di Gioia sbaglia: politica non è materia per pochi eletti”

FoggiaToday è in caricamento