Landella lancia la sfida a Marasco: “Pallone preso in prestito gli sarà tolto a maggio”

Intervista al candidato sindaco del centrodestra, Franco Landella: "Se la palla è venuta a prenderla in prestito nel centrodestra per vincere le primarie, quella palla il centrodestra se la riprenderà"

Franco Landella

Chiusa la partita/battaglia delle primarie del centrosinistra, tacciate di robuste incursioni politiche dal campo avversario, tali da “alterare la serenità del risultato” (cit. Mongelli), ne parliamo con Franco Landella, candidato in pectore del centrodestra (il via libera unanime da tutti i partiti della coalizione, ne è certo, dovrebbe essere davvero questione di ore). Se lo scenario consumatosi il 9 marzo è stato quello descritto dal sindaco uscente, il coordinatore provinciale di Forza Italia, consigliere comunale e vicepresidente dell’assise, avrebbe di che preoccuparsi.

Landella, la spaventa la vittoria di Augusto Marasco?

Assolutamente, perché dovrebbe?

E’ una figura trasversale, che “pescherebbe” anche  nel centrodestra, potrebbe contenderle una fetta di elettorato…

Non mi pare. Se la palla è venuta a prenderla in prestito nel centrodestra per vincere le primarie, quella palla il centrodestra se la riprenderà.

Si fida dei suoi “colleghi”? Non teme che intorno a lei si possa consumare il doppio gioco?

Non credo che qualcuno si voglia impiccare. Voglio immaginare che ora sia stato un gesto d’affetto, per dare una mano. Marasco rappresenta la continuità del centrosinistra perché non può prendere le distanze dall’amministrazione Mongelli di cui è stato parte integrante, peraltro senza raggiungere gli obiettivi consegnatigli. Ripeto la metafora calcistica: il pallone preso in prestito gli sarà tolto a maggio, per portare in gol la vittoria del centrodestra.

Quindi crede anche lei che le “incursioni” ci siano state, in misura tale da “alterare la serenità del giudizio del popolo del centrosinistra”…

Guardi, io dico semplicemente che questa competizione non è stato un momento democratico ed aggregante.  La vittoria di Marasco ha lasciato crepe nel centrosinistra. Abbiamo ragione noi ad avere legittime perplessità sul fenomeno primarie. I partiti si devono assumere l’onere e la responsabilità della scelta.

Ma parte della dirigenza Pd non riteneva più Mongelli vincente…

Prima i comunisti si mangiavano i bambini, adesso si mangiano gli amministratori. E’ accaduto con Ciliberti, è accaduto con Mongelli. Accadrà con Marasco.

Lei dice?

Scaricare le responsabilità di una gestione fallimentare condivisa da tutto il centrosinistra solo su una persona è poco corretto da un punto di vista sia politico che intellettuale. Bocciando Mongelli si sono autobocciati tutti. Non è sostituendo l’orchestrante che la musica cambierà.

Dunque, nessun timore da parte sua.

Avrei avuto più paura di una vittoria di Saraò, Frattarolo o Abate. Erano gli unici candidati davvero “nuovi”, estranei alla gestione degli ultimi dieci anni. Non avrei avuto molti strumenti per contrastarli.

Lei parla da candidato sindaco già ufficiale.

I tre partiti maggiori, Forza Italia, Nuovo Centrodestra ed Udc sono con me. Aspettiamo i partiti più piccoli, che incontreremo questa sera. Ma siamo convinti che ci siano tutti gli elementi per fare sintesi.

Ed allora perché il parto appare così travagliato?

Le forze minori hanno contestato il metodo, non il mio nome. Pensavano che dietro quegli “accordi bilaterali” di cui parlano ci fossero già intese su posizionamenti in termini di assessorati. Nulla di più infondato. Se a questo aggiungiamo che ci sono gli avvelenatori di pozzi di professione, capisce bene. Ma è qualcosa che non mi appartiene. Io vado avanti.

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