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Comunali Foggia 2014 San Michele / Corso Giuseppe Garibaldi, 79

Da Imbriani a Mangano, ecco la squadra di Lambresa: "Serve un patto per questa città"

Il candidato sindaco di Foggia ed ex vice di Mongelli attacca il primo cittadino e l’assessore al Bilancio, Rocco Lisi, ma aggiunge: “parti economiche e sociali devono svegliarsi, dove sono i sindacati?”

Movimento di impegno civico. Arriva subito al cuore della mission il nome dell’associazione politico-culturale che sosterrà Lucia Lambresa nella sua scalata al primo scranno di palazzo di città. Ieri l’inaugurazione ufficiale, in corso Garibaldi al civico 79, della nuova sede in cui l’ex pasionaria e già vicesindaco di Foggia ha presentato ufficialmente la sua squadra: volti più o meno noti del panorama cittadino, tutti rigorosamente alla prima esperienza elettorale. Da Renato Imbriani ad Alberto Mangano, da Ester Labianca a Mary Giannino, già a gennaio – promettono - tutti ufficialmente in campo con tanto di lista e di programma per la città.

Consapevole di dover fare i conti con un Salva Enti che stringe le casse comunali nella morsa di paletti rigidissimi, Lambresa non intende raccontare “né favole né promesse che non si possono mantenere”. Ma neanche nascondersi dietro la difficoltà dei conti.

E’ qui che l’ex vicesindaco attacca il primo cittadino uscente ed il suo assessore al Bilancio, Rocco Lisi: “Ho sempre detto a Mongelli che non serviva un ragioniere. A far quadrare i conti ci pensa già la tecnostruttura. Avrebbe dovuto continuare a tenerlo lui il bilancio, infondendo alla manovre un indirizzo politico, un’anima. Non ho visto questo grande intervento salvifico da parte dell’assessore del Pd”. Quindi la domanda, al vetriolo, proprio a Lisi: “Che fine fanno i maggiori introiti derivanti dai tributi, ormai tutti al massimo? Solo in tema di rifiuti il budget è salito di 6 milioni di euro. A gennaio ne chiederemo conto”.

FOTO | Inaugurata la sede di Lucia Lambresa, candidato sindaco di Foggia

Il suo programma, garantisce, avrà pochi obiettivi ma grandi pretese: la priorità è economica ed occupazionale, riconosce lucidamente, “perché quella che ci lascia in eredità oggi Gianni Mongelli ed il centrosinistra è una città più povera, più frustrata, più sofferente”. Colpa anche delle “parti sociali ed economiche, che devono svegliarsi. Dove sono i sindacati? Dormono da tempo in questa città” affonda. “Serve un patto per questa città, un patto che ci porti a parlare la stessa lingua sui tavoli regionali e nazionali”.

Pur tuttavia, nessuno intende gettar via il bambino con l’acqua sporca: “i provvedimenti che valgono continueremo a sostenerli” ammette Lambresa. Ma, par di dire, si possono contare sulle dita di una mano. “Non si è avuta la forza di attuare quel programma alla base del patto del buongoverno che ci fece vincere le elezioni nel 2009. Quel patto nasceva in piazza, tra i cittadini, che bocciarono i partiti. L’errore di Mongelli è stato proprio questo: avrebbe dovuto gestire le forze politiche dall’alto del mandato ricevuto, ed invece è andato ad infilarsi in quel ginepraio di partiti che oggi lo scarica senza tanti convenevoli”. Prevedibile, par dire Lambresa, quando affonda: “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”. 

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