Landella alle prese con i capricci dei suoi, ma è “Giunta” l’ora di governare la città

Durante l'incontro tra il messo Di Giuseppe e Tarquinio, il senatore azzurro avrebbe lanciato l'ultimatum a Landella. "O Vinelli o sarà crisi". Mari rifiuta l'assessorato, Scapato rivendica l'appoggio al sindaco

Franco Landella

Ad un mese esatto dalla vittoria del centrodestra a Foggia (8 giugno 2014 - 8 luglio 2014), il neosindaco Franco Landella ed i partiti si fanno trovare impreparati sul fronte giunta. Il capoluogo dauno non ha ancora un governo, unico comune in Italia probabilmente, se non altro unico comune capoluogo. Bari con Antonio Decaro la squadra l'ha sigillata la settimana scorsa: 10 assessori, 5 uomini e 5 donne, tutti - si osserva - vicini al primo cittadino, "che ha ascoltato tutti ma poi ha deciso da solo" rispetto alle competenze necessarie per riprendere a lavorare "perché Bari non può aspettare".

I PROBLEMI. Parimenti Foggia, che di riprendere a camminare ha estremo bisogno. E se il sindaco ha saputo dare prova di rapido e fattivo decisionismo (vedi le recenti ordinanze sindacali, cordolo di corso Cairoli su tutti) anche su temi che evidentemente richiedevano una concertazione maggiore, i calcoli e le velleità politiche dei partiti sembrano avere la meglio sull'attivismo di Landella, costringendolo a barcamenarsi in un vero e proprio pantano di veti incrociati, rivendicazioni personali e strappi clamorosi dell'ultim'ora.

LO STRAPPO DI FORZA ITALIA. Come quello consumato ieri dal partito stesso di Landella, Forza Italia, alle prese coi diktat del commissario, il senatore Lucio Tarquinio, che paiono mal conciliarsi con le intenzioni del suo sindaco. La riunione convocata in mattinata e che sembrava dovesse solo limare gli ultimi dettagli di una squadra in linea di massima già pronta, è finita con gli azzurri che hanno sbattuto la porta minacciando l'appoggio esterno alla neonata amministrazione. Al centro del diverbio, naturalmente, lo scontro sugli azzurri da mettere in giunta e, nello specifico, sui consiglieri di "lungo corso" Mimmo Verile e Gianni De Rosa che scalpiterebbero per la promozione. Nomi che a Landella farebbero venire il mal di pancia, disposto al massimo a promuoverne uno assieme alla già acquisita Gabriella Grilli (una delle 4 donne che dovranno comporre la giunta).

ECCO LA NUOVA GIUNTA LANDELLA

IL NODO SCAPATO E LA DELEGA A VINELLI. Quindi il nodo Scapato, il socialista inviso a Tarquinio che non fa mistero di aver sottoscritto un patto con Landella alla vigilia del ballottaggio per vendicarsi del centrosinistra. Ma anche l'assessorato promesso, pare, a Luigi Miranda, in virtù dell'appoggio politico garantito da quest'ultimo ufficialmente al secondo turno. Per Valerio Vinelli, primo dei non eletti, ci sarebbe già la delega (Attività Produttive) con tanto di placet proprio del senatore forzista che potrebbe così legare a sé Miranda e i suoi numeri. In tutto questo, va trovato spazio per le donne appunto, per esponenti di stretta fiducia del sindaco (in pole Sergio Cangelli) e, nelle intenzioni dei partiti più piccoli, per garantire anche loro (richiesta proibitiva quest'ultima a meno di non voler fare una giunta a trecento, come qualcuno ha già ironizzato).

L'ULTIMATUM DI TARQUINIO. Si tratta di sacrificare e mediare, ancora e per quanto possibile. A meno che Landella non voglia fare a meno del suo partito (e di 8 consiglieri) prima ancora di iniziare a governare. Ed è proprio alla mediazione che è stato consegnato l'ambasciatore per eccellenza, Franco Di Giuseppe, che ieri assieme al preannunciato 3° assessorato per il suo partito, il Nuovo Centrodestra (purché donna, avrebbe concesso Landella, mandando in tilt l'Ncd che ha registrato l'indisponibilità della Mari), avrebbe avuto preciso anche mandato di ricucire con Tarquinio. Terminato l’incontro da alcuni minuti, Tarquinio avrebbe alzato il tiro lanciando l’ultimatum a Landella rilanciando la figura dell’avvocato Vinelli. “O lui o sarà crisi” sarebbero state le parole consegnate al messo Di Giuseppe, che invitano Landella a rispettare gli accordi pre-elettorali.

LA SMENTITA DI FRANCO DI GIUSEPPE. Smentita però da Di Giuseppe che dichiara di non aver raccolto questa dichiarazione: "Sono notizie diffuse ad arte per disturbare i lavori di chi sta faticosamente tentando di trovare la quadra" lamenta l'esponente NCD a conferma del clima sospettoso che si vive dentro e fuori ai partiti in queste ore.

Landella vorrebbe chiudere ad horas. Gli addetti stampa sono mobilitati per l'annuncio della conferenza stampa di presentazione. In settimana, possibilmente.

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