I retroscena di Scapato, che sbotta: “Marasco piega il capo e passa le forche caudine”

L’avv. Giulio Scapato, candidato consigliere della lista ‘Lavoro e Libertà’ invita Marasco ad accettare la sconfitta e a riconoscere i suoi errori”

Giulio Scapato

Secondo nella lista 'Lavoro e Libertà' dopo il mister preferenze Luigi Buonarota, l'avv. Luigi Scapato accusa l'ex candidato sindaco del centrosinistra, Augusto Marasco, di non aver mantenuto l'impegno apparentamento preso con i socialisti dauni all vigilia delle Primarie, invitandolo a riconoscere gli errori commessi.

Caro Marasco con la conferenza stampa di alcuni giorni fa che ti ha fatto resuscitare dopo 45 giorni di coma, hai perso una buona occasione per stare zitto. Accetta con serenità il risultato elettorale, seppur comprendo che essere sconfitti per una manciata di voti brucia e soprattutto se quei voti (probabilmente tutti di Scapato, a torto) credevi di averli sotto il cuscino. Ma come potevi pensare di vincere, chi rinnega la propria firma  non può fare il sindaco di Foggia e questo lo hanno deciso i cittadini foggiani, ai quali voglio raccontare io come sono andate le cose perché non le hai mai dette fino in fondo.

MARASCO CON IL CAPPELLO IN MANO. Cari cittadini foggiani, era marzo 2014 quando la coalizione di centrosinistra doveva scegliere il candidato da contrapporre, il 27.05.2014, al candidato di centrodestra. Noi di Socialismo dauno eravamo riuniti presso la segreteria politica del consigliere regionale Pino Lonigro in Corso Garibaldi per mettere su una coalizione di liste civiche da porre in alternativa al centrodestra e al centrosinistra, quando, con il cappello in mano, venne a trovarci Augusto Marasco per chiederci di votarlo e farlo votare dai socialisti di socialismo dauno per poter vincere le primarie contro l’ing. Mongelli, sindaco uscente.

IL SI’ A MARASCO. In tale occasione decidemmo di fare la carità ad Augusto Marasco, anche per essere consequenziali a quanto alcuni giorni prima aveva detto Pino Lonigro sulla stampa ed il sottoscritto ad una trasmissione televisiva di Teledauna con ospite addirittura il segretario cittadino del PD Mariano Rauseo, ove affermai che il sindaco uscente non aveva appeal e tra la gente il suo nome non circolava in maniera positiva, quindi era inopportuno riproporlo alla cittadinanza.

LA FIRMA DI MARASCO. Per l’impegno di Socialismo Dauno in suo favore Augusto Marasco scrisse di suo pugno e firmò un documento (quello oramai famoso che ha rinnegato) con il quale, in caso di ballottaggio si impegnava ad apparentare alla sua coalizione la lista che avrebbe rappresentato il dott. Alberto Urbano (Segretario cittadino di Socialismo Dauno).

MONGELLI SCONFITTO. Il giorno delle primarie, presso la palestra di Atletica pesante, si presentarono numerosissimi compagni socialisti a dare il voto a Marasco per farlo vincere su Mongelli, il quale credeva di essere favorito per il sol fatto che aveva dalla sua quasi tutti gli assessori della sua Giunta (ma il caro Mongelli dimenticava che gli assessori tecnici non contano neppure il loro voto atteso che non hanno mai fatto una campagna elettorale tra la gente e non sanno neppure come si chiede un voto. Caro Mongelli non sei più il Sindaco di Foggia per il tuo errore di aver emarginato i politici, quelli che hanno i voti, per affidarti invece ai tecnici).

IL NO ALL’APPARENTAMENTO. Vinte le primarie e candidato unico per il centrosinistra, il caro Marasco credo era convito di essere già Sindaco di Foggia. E tale convinzione è aumentata sicuramente quando si è visto catapultato al ballottaggio contro Landella seppur con qualche punto percentuale in meno. L’ineffabile Marasco a quel punto, unitamente al giovane (e devo dire inesperto o forse famelico ) Segretario Provinciale del PD , dopo aver erroneamente sopravvalutato il risultato foggiano del PD alle Europee (dimenticando che alle comunali il PD aveva raggranellato un misero 14%) decideva di non apparentarsi tecnicamente con nessuno ritenendo sufficiente un accordo politico con il candidato sindaco Leonardo Di Gioia e disconoscendo un accordo scritto con i socialisti di Socialismo Dauno.

LA VITTORIA DI LANDELLA. Risultato? Rinuncia ad un 6,10% di voti fidelizzati di sinistra per accontentarsi dei voti non certo di sinistra ma “borderline” delle liste di Leonardo Di Gioia.  L’epilogo finale  lo si conosce, Landella per una manciata di voti ha battuto Marasco.

NON ACCETTO LEZIONI. Orbene, il sottoscritto non accetta lezioni di politica (da chi non l’ha mai fatta) né tantomeno di morale (unitamente al segretario provinciale del PD ha pugnalato alle spalle il sindaco Mongelli che lo aveva voluto assessore) dall'uomo che è riuscito a perdere le elezioni amministrative già vinte, l'uomo che sotto il manto da agnello nasconde un lupo vorace. L'ex candidato sindaco che non elabora ancora il lutto, avrebbe fatto meglio ad ammettere le proprie colpe invece di cercare alibi e buttare fango sul prossimo.

MARASCO CLAMOROSAMENTE KO. Come ho detto prima è noto all’intera cittadinanza foggiana che Augusto Marasco aveva firmato un patto con i socialisti di Socialismo Dauno. Egli stesso aveva chiesto un accordo prima delle primarie per mettere un punto fermo e garantirsi prima l'appoggio alle primarie e poi un apparentamento in caso di ballottaggio. Marasco stesso (pressato dal segretario provinciale del PD e dai Socialisti di Lello Di Gioia) ha deciso poi di non tener fede a quel patto. Lo ha rivendicato anche nell'ultima conferenza stampa. Il lupo vestito da agnello, credendo di avere in tasca la vittoria e pensando di portare in Consiglio solo i candidati delle sue liste (Socialisti ma soprattutto quelli del PD che con il loro cospicuo numero avrebbero rafforzato la leadership del segretario provinciale che lo aveva fortemente voluto candidato sindaco), ha deciso di non apparentarsi con nessuno. Ma solo accordo politico con Leonardo Di Gioia. Il risultato è stato che Augusto Marasco ha perso clamorosamente le elezioni.

HO FATTO VOTARE LANDELLA. Queste sono le scelte di cui tanto si vanta? Questo è il rinnovamento che va tanto sbandierando? Voleva portare in Consiglio solo i candidati delle sue liste, ritenendo evidentemente che gli esponenti della lista “Lavoro e Libertà” fossero degli appestati. Pretendeva i nostri voti ma non ci voleva in Consiglio comunale. Ha dato per scontato che i nostri elettori avrebbero votato automaticamente per lui. Non è andata così. Io ho preferito non far vincere il mio carnefice e ho invitato a votare per Franco Landella, tra l’altro, seppur politicamente sempre agli antipodi e comunque un mio amico d’infanzia con il quale abbiamo moltissimi amici in comune ed è sicuramente una persona vicino alla gente ed ai problemi della gente molto più di Marasco (chi l’ha mai visto parlare con qualche sfrattato o disagiato ?).

L’INSEGNAMENTO. La mia storia politica da socialista è nota (dal 1994 ad oggi in quasi tutte le tornate elettorali sono stato candidato ed ho dato il mio cospicuo contributo al partito socialista), come è  nota quella di Augusto Marasco, l'uomo di Forza Italia (alias di Santaniello) folgorato sulla via di Damasco (Ahi, Ahi, Ahi Gianni Mongelli). Dagli errori si impara e dalle ceneri si può ricostruire. Ma ovviamente è necessario prima di tutto riconoscerli gli errori. E Marasco è ancora molto lontano da questo primo e fondamentale traguardo. Caro Marasco “piega il capo e passa le forche caudine”.

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