Sabato, 16 Ottobre 2021
Comunali Foggia 2014

Comunali, la carica delle donne: la doppia preferenza cambierà Palazzo di Città

Per la prima volta i foggiani potranno esprimere due preferenze. L'importante è che siano di sesso opposto. Nelle segreterie dei partiti c'è fermento e c'è già chi pensa ad abbinamenti strategici

Liste, candidati, coalizioni, primarie, comunarie, conversazioni, ufficializzazioni, incontri, programmi, progetti, compromessi e “biciclette”. Il fermento di queste settimane, legato principalmente alla composizione delle liste e alla scelta dei candidati sindaci, sembra aver rivitalizzato una città spenta, sull’orlo del fallimento sociale e alle prese con un debito economico che fortunatamente, il Salva Enti, per ora, tiene a debita distanza.

Chi sarà il successore di Gianni Mongelli? Chi, invece, i consiglieri comunali o i componenti della giunta che a partire dalla prossima estate saranno chiamati a guidare la città nei prossimi cinque anni? Quale, dopo Foggia Capitale, lo slogan vincente? Ancor prima di provare a tracciare il profilo della futura squadra di governo, bisognerà tener conto della novità di questa tornata elettorale, vale a dire la “doppia preferenza di genere” (già in vigore dalle elezioni comunali del 2013).

LA DOPPIA PREFERENZA DI GENERE - La norma - legge n. 215 del  23 novembre 2012 – è stata introdotta con l’obiettivo di promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nelle amministrazioni locali. Ciò vuol dire che gli elettori potranno esprimere due preferenze ad altrettanti candidati, purché di sesso diverso. Mentre i partiti e i movimenti civici dovranno rispettare la cosiddetta ‘quota di lista’, facendo attenzione a non candidare uomini o donne per più dei 2/3. Questo perché, in caso di mancato rispetto della norma, la lista può dirsi decaduta.

L’OPPORTUNITA’ - Chi segue le vicende della politica foggiana avrà potuto notare in queste settimane il fermento delle quote rosa all'interno delle segreterie. E' convinzione di molti infatti che le donne in questa campagna elettorale possano stravolgere il quadro politico del capoluogo, ponendo i partiti di fronte a scelte obbligate che andranno per forza a ridisegnare la composizione di genere di palazzo di Città. Di sicuro, lo prevede la legge, dovranno essere stravolte le liste. Almeno un terzo dei candidati dovrà essere per forza donna. Poi si sposterà più in alto la quota di voti necessari per diventare consigliere.

ELEZIONI 2009 -  Cinque anni fa, nel 2009, ci riuscirono soltanto Rita Chinni in quota PD, con 325 preferenze; per l’UDC Anna Rita Palmieri, come seconda dei non eletti con 426 voti e l’allora candidato sindaco e poi vice di Mongelli, Lucia Lambresa. Praticamente una rappresentanza femminile al di sotto del 10%.

GLI SCENARI FUTURI - Oggi, con l’introduzione di questa norma, qualcosa potrebbe accadere. In particolare, come accaduto in molte città che hanno sperimentato questa novità, due candidati consiglieri, un uomo e una donna, possono decidere di fare insieme la campagna elettorale. In sostanza e traducendo nel più classico dei discorsi da bar: "io ti porto i miei voti, tu mi porti i tuoi". Già perché uno stesso elettore puo' votare per due candidati, un uomo e una donna. Perché quindi lasciarsi sfuggire l'occasione? Perché perdere l'opportunità di avere più voti? Perché, tramite accordi segreti, non guadagnare quei consensi necessari per ottenere la poltrona? Perché non portare i voti in dote ad uomo o ad una donna, eliminando quel determinato nemico politico?

Ecco perché a Destra come a Sinistra si lavora anche per costruire tandem e biciclette elettorali, per raddoppiare i consensi e, visti anche i tempi di crisi, per risparmiare sulla propaganda elettorale dividendosi le spese. Ci saranno così candidati che proveranno a ribaltare i favori dei pronostici, altri che vorranno solo puntellare la propria quota di preferenze e altri che vorranno semplicemente contornarsi di qualcuno di propria fiducia. Tutto questo rigorosamente in coppia: unendo forze, consensi, idee e programmi.

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