Stop a regali e a cumuli di incarichi, Sel tira fuori la carta del Codice Etico

Come "bacchettare" e sanzionare gli amministratori locali: stop a regali, cumuli di incarichi e obbligo alla trasparenza e al confronto democratico

Leonardo De Santis e Michele Sisbarra

Alla vigilia della riunione che si terrà domani pomeriggio nella sede provinciale del Partito Democratico e in vista delle prossime elezioni amministrative del 25 e 26 maggio, il gruppo consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà tira fuori la carta del Codice Etico, cui dovranno attenersi candidati consiglieri e amministratori locali.

Il codice etico è stato ripreso dalla Rete degli enti locali per la formazione civile contro le mafie, un’associazione nata nel 1996 con l’intento di collegare ed organizzare gli amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica Amministrazione e sui territori da essi governati. Il Gruppo consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà ritiene indispensabile tale premessa necessaria e inderogabile per dare alla città di Foggia e ai suoi cittadini il senso di un impegno concreto per la rinascita politica, culturale e economica del nostro territorio.

Tra i divieti, espressamente indicati nel testo (in allegato) si fa riferimento al divieto di accettare “regali” (l’amministratore non può accettare per sé, congiunti, familiari o affini regali eccedenti il valore usuale dei doni scambiati in occasione di ricorrenze o festività, quantificato nella cifra massima di € 100 annui), mentre un capitolo a parte è dedicato al “clientelismo” (“l'amministratore – si legge sempre nel codice - deve astenersi dall'esercizio delle proprie funzioni o dall’utilizzo delle prerogative legate alla sua carica nell'interesse particolare di individui o di gruppi di individui, a detrimento dell’interesse generale”).

Nel testo, vengono anche analizzate tutte le situazioni che possono ingenerare un “conflitto d’interessi” come la sussistenza di interessi personali dell’amministratore, la sussistenza di preesistenti rapporti di affari o di lavoro o la sussistenza di rapporti di parentela o affinità entro il quarto grado. L’amministratore, inoltre, ratifica la carta, “deve astenersi dall'assumere o esercitare cariche, professioni, mandati o incarichi che implichino un controllo sulle sue funzioni amministrative o sui quali, in base alle sue funzioni di amministratore, egli avrebbe il compito di esercitare una funzione di controllo”.

La rendicontazione della propria attività, il confronto democratico con i cittadini e con l’Amministrazione che rappresenta sono tutti paragrafi del capitolo sulla Trasparenza della gestione della cosa pubblica, cui nessun amministratore dovrà sottrarsi. Utopia? Presto per dirlo. Ad ogni modo, il Codice Etico prevede anche eventuali sanzioni in caso di inadempimento degli obblighi della Carta.

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“In caso di mancato rispetto delle disposizioni contenute nel presente Codice gli amministratori che sono vincolati al rispetto delle sue disposizioni o si sono volontariamente impegnati in tal senso devono assumere tutte le iniziative necessarie, dal richiamo formale, alla censura pubblica, fino alla revoca della nomina o del rapporto fiduciario, al fine di assicurarne l’ottemperanza ovvero sanzionarne l’inadempimento. In caso di ritardo o inerzia dei soggetti sopraindicati nell’assumere le misure previste dal Codice in caso di inadempimento, i gruppi politici in Consiglio comunale, i cittadini e i portatori di interessi sollecitano gli amministratori al rispetto delle corrispondenti disposizioni”.

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