Comunali Foggia 2014

Chiesa delle Croci e Orti Urbani al Cep, Marasco: “Bene, ma il sistema deve cambiare”

Il candidato sindaco alle primarie del centrosinistra di Foggia: "Tutte le persone e gli uffici coinvolti devono avvertire il dovere di concorrere al raggiungimento di obiettivi condivisi e utili alla comunità"

“Il via libera al finanziamento sulla Chiesa delle Croci e al cantiere per il Centro socio-educativo e gli orti urbani al CEP, sono un’ottima notizia ma anche la riprova di quanto debba radicalmente cambiare il sistema decisionale pubblico”.

Augusto Marasco, candidato sindaco di Foggia alle primarie del centrosinistra del 9 marzo prossimo, commenta le notizie su due dei suoi principali impegni amministrativi rallegrandosene “ma anche ripetendo quello che con qualche ruvidezza ho sottolineato sia da presidente dell’Ordine degli Architetti che nel biennio da assessore: quando ci si pone obiettivi condivisi e utili alla comunità, tutte le persone e gli uffici coinvolti devono avvertire il dovere di concorrere al raggiungimento”.

CHIESA DELLE CROCI | “La Chiesa delle Croci è il monumento-cartolina di Foggia e la struttura dello stesso codice genetico della città - aggiunge Marasco - non è una cosa che interessa me, il FAI, che ringrazio per la generosità e la caparbietà con cui ha esercitato la sua pressione, o il Circolo ‘Contardo Ferrini’ che ne custodisce il valore storico e simbolico da anni. Possibile che far avanzare un progetto di restauro sia stato avvertito come un onere solo dagli uffici che erano sotto la mia responsabilità fino a dieci giorni fa e che, per di più, non ne avevano la competenza diretta?”.

RIGENERAZIONE URBANA | “Esempio di come andrebbe diversamente orientato un sistema pubblico che usa risorse di tutti  - prosegue l’architetto - è il progetto di rigenerazione urbana al CEP: un anno fa eravamo stati primi in Puglia a presentare un progetto innovativo, che coinvolge il Terzo settore e che promuove servizi innovativi con cui lanciare quella che chiamammo operazione di agopuntura urbana. Saremo gli ultimi ad aprire il cantiere per la solita paralisi determinata dai ricorsi amministrativi a cui non si oppongono azioni responsabili e veloci: bisogna capire che anche un appalto da 400 mila euro, oggi, significa pane e lavoro oltre che la cura dei pezzi di città che viviamo”.

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