Riecco Marasco, che non molla e detta la linea: “Facciamo squadra e rimuoviamo veti”

Augusto Marasco ringrazia Landella assicurando reale collaborazione in Consiglio comunale. Sull'esito del ballottaggio: "Nessun trionfo e nessuna disfatta". Poi detta la linea al centrosinistra

Augusto Marasco

Dopo la doccia fredda della tornata elettorale persa per soli 366 voti, torna a parlare il candidato sindaco del centrosinistra, Augusto Marasco: dalle “anomalie segnalate in almeno l’80% delle sezioni” alla coalizione di centrosinistra che “deve insistere con un’azione di rinnovamento che è stata contrastata con tutti i mezzi”.

ANOMALIE SCHEDE | Ringrazio il sindaco di Foggia, Franco Landella, e gli assicuro leale collaborazione nel Consiglio comunale della città. La proclamazione ufficiale risponde a un sacro principio di continuità delle istituzioni rappresentative democraticamente rinnovate.  Al rispetto della democrazia è ispirata anche la valutazione, che confermo e che sarà estesa al giudizio di tutta la coalizione, sull’opportunità di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale sulla scorta delle numerose anomalie segnalate in almeno l'80 per cento delle sezioni elettorali: circostanze che non mi pare possano ignorarsi, considerando gli appena 366 voti di scarto tra me e Landella.

NE’ VINTI, NE’ VINCITORI | Questa spaccatura a metà dell’elettorato dovrebbe indurre tutti ad abbandonare tanto i toni trionfalistici quanto quelli della disfatta. Dal mio punto di vista, l'elaborazione di un progetto di governo e il tentativo parzialmente riuscito di mobilitazione civica sono valori che vanno preservati. Considero la maggioranza, mi auguro provvisoriamente, uscita dalle urne, una soluzione arretrata e conservatrice, una specie di riflesso di restaurazione, un salto all'indietro di almeno 15 anni.

RINNOVAMENTO CENTROSINISTRA | La coalizione di centrosinistra deve, invece, insistere con un’azione di rinnovamento che è stata contrastata con tutti i mezzi, perfino quelli spregiudicati che hanno portato esponenti che si richiamano alla tradizione socialista a votare e invitare a votare il candidato della destra. Penso dobbiamo valorizzare le grandi energie nuove che hanno dato un colore speciale a una campagna elettorale molto faticosa, proprio perché condotta controcorrente.

Anzitutto contro la corrente, largamente diffusa nella cittadinanza, del giudizio negativo su due interi cicli di governo. Poi contro la corrente del risentimento degli sconfitti delle primarie del 9 marzo, che, tranne due lodevoli e leali eccezioni, hanno tradito i patti e giocato più o meno scopertamente a sfasciare. Infine contro la corrente di chi interpreta la rappresentanza politica e istituzionale come un potere invece che come un servizio, imbastendo reti solo opportunistiche che, quando arriva il momento di assumere scelte radicalmente innovative, si smantellano per andarsi a riposizionare altrove.

LE PAROLE DI VASSALLO | Ieri mi ha scritto bellissime parole Dario Vassallo, il fratello di Angelo, il sindaco-pescatore di Pollica ucciso dalla camorra, che ha voluto qualificare con la sua presenza a Foggia gli elementi del nostro programma ispirati alla promozione della legalità e di un diverso modello di sviluppo. Queste e altre questioni focalizzate in "Foggia 2019" spero non siano trattate alla stessa stregua degli apparentamenti non fatti o di altre alchimie tattiche, su cui temo ne sentiremo di ogni ancora per molto.

LE SCUSE | Torno a scusarmi per il tono che in una sola occasione - ripeto, una sola - ho usato nei confronti del mio avversario. Per il resto, chiedo non sia scambiata per arroganza la mia dichiarata insofferenza per le posizioni ambigue: ho paura sarò facile profeta se dico che, prestissimo, si vedrà che ogni ambiguità si squaglierà alle imminenti prove del governo.

BASTA DIVISIONI | Se, nel 2014, la città ha espresso indirizzi politici divaricati quanto è più che nel 2009, significa che i margini per rinnovare gli spazi della politica ci sono. Di certo sarebbe un delitto considerare il coraggio di rischiare lo sconfitto di queste elezioni. E facendo leva su questo coraggio che bisogna smettere di dividersi, fare squadra e rimuovere i veti per provare a moltiplicare i voti.

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