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Ballottaggio Foggia: il 2 giugno ratificato l'accordo Landella-Martorana

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Lo avevamo preannunciato comunicando la possibilità di un accordo politico con Franco Landella al ballottaggio. L'intesa c'è stata e il documento che testimonia l'impegno preso è stato ratificato il 2 giugno. La decisione di sostenere il candidato sindaco di centro destra è stata presa in virtù del pericolo incombente di una sinistra che si potrebbe insediare per un terzo mandato, portando a 15 gli anni di governo locale. Impensabile, quindi, rimanere ad aspettare gli eventi stando affacciati alla finestra. Avrebbe significato dare spazio alla controparte politica indebolendo, nel contempo, le forze che si sono opposte ad essa.

Siamo fermamente convinti che il ballottaggio si giocherà sul filo del rasoio e che i nostri voti saranno quelli decisivi ai fini dell'affermazione di Landella a Sindaco di Foggia. D'altronde l'analisi sugli schieramenti dei gruppi politici e delle liste civiche che facemmo il 26 maggio, giorno dello spoglio delle schede, è risultato esatto, così come esatte sono risultate le previsioni sull'incertezza dei risultati al ballottaggio per i due candidati sindaci.

Pensammo che il M5S si sarebbe astenuto dallo schierarsi per uno dei due contendenti, sia perché non sarebbe stato coerente con le linee politiche di quel movimento, sia perché Rizzi non avrebbe potuto buttare altra benzina sul fuoco già acceso dalle controversie che hanno caratterizzato la sua presenza alle elezioni amministrative. Il pericolo Di gioia, (uomo di destra che sostiene la sinistra) si è concretizzato come avevamo previsto. E così è stato per la lista Piemontese che, pur di combattere la destra, ha messo da parte le problematiche esistenti con Augusto Marasco scaturire sin dall'inizio della campagna elettorale.

Di Lonigro e Scapato non ne parlammo. Era il classico imprevisto che non si poteva calcolare. Ma non è detto che esso possa rivelarsi dannoso per Marasco. Probabilmente gi accordi tra i due litiganti della stessa famiglia arriveranno all'ultimo minuto. In ogni caso nessuno dei due può trarre giovamento dall'insediamento di un governo locale di centro destra. Per cui non vi sarà alcuna deviazione al voto come Scapato ha minacciato di far fare ai suoi seguaci

Davanti a tutto questo, se fossimo rimasti fuori dall'ultima battaglia elettorale avremmo scoperto il fianco alle forze di Landella, e questo non ci sarebbe stato mai perdonato dalle formazioni politiche di destra che si sono compattate per muovere contro l'avanzata della sinistra. La nostra presenza in campo, quindi, si è resa non solo necessaria ma, molto probabilmente, vitale e decisiva per una vittoria elettorale sul campo.

Si potrebbe dire che il numero dei nostri voti sono talmente esigui che non hanno alcun valore ai fini della vittoria del centro destra. Ma a chi si ferma ai conti della serva rispondiamo ricordando che con trecento soldati Leonida fermò l'avanzata di un esercito imponente, preparato e guerriero come quello di Serse. E' vero che i nostri voti sono inferiori al numero dei soldati spartani, ma è anche vero che Marasco non è Serse e che la sua avanzata potrebbe essere fermata proprio da quell'esiguo numero di voti che abbiamo messo a difesa della sopravvivenza politica della nostra città.

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