"Io ci sono". Elena Gentile non demorde "con tutto il rispetto per le altre candidature". "Io oltre la provincia"

A prescindere dalla sua presenza nella lista del Partito Democratico, farà comunque campagna elettorale attiva:"Penso di poter dare un contributo non residuale alla conferma del centrosinistra e al programma"

Elena Gentile

"Sono iscritta e dirigente del partito democratico, dove potrei mai candidarmi? A meno che io non impazzisca, ma ho i neuroni abbastanza robusti, vivaci e interconnessi. Non ritengo che questo debba essere il tormentone dell'estate. Speriamo che la lista venga ufficializzata al più presto così magari parliamo di programmi". Elena Gentile non desiste, nonostante la segreteria provinciale del partito non sembri intenzionata a rimuovere il veto e rivedere la sua decisione. "Cerignola ha già il suo candidato" ha ribadito solo pochi giorni fa a FoggiaToday la segretaria Lia Azzarone. È Teresa Cicolella, indicata dal locale partito. Ma l'ex europarlamentare, "con tutto il rispetto per le altre candidature", ritiene che la sua non sia certo dappoco. "Non entro nel merito delle altre scelte, però si deve ragionare anche su un profilo che va oltre la provincia di Foggia ".

Non valuterebbe nemmeno alternative. Senza girarci intorno, non cederebbe certo alle sirene di Italia Viva e lo dice a chiare lettere, per quanto rispetti tutti e talvolta possa essere anche in qualche maniera d'accordo su certe tesi: "Sono tutte sensibilità che concorrono a irrobustire la cultura del centrosinistra". Sta lavorando alla sua campagna elettorale, checché ne pensino nel Pd foggiano. "Non so quale ragionamento continuino a fare. Lo devono dire ufficialmente però quelli del PD di Foggia quando arriveremo a chiudere le liste". Non che la stupisca la posizione dei Dem provinciali. Più mansueta che a febbraio, è fiduciosa che la situazione possa ricomporsi, "altrimenti faremo campagna elettorale per il successo e la riconferma del centrosinistra. Non ne faccio una questione di vita o di morte perché ho avuto tante soddisfazioni dalla mia esperienza istituzionale, sono anche sufficientemente appagata ma al contempo penso e ritengo di poter dare un contributo non residuale alla conferma del centrosinistra e anche alla qualità del programma. I foggiani possono dire tutto e il contrario di tutto. Dovrebbero trovare delle motivazioni, ma penso che non ce ne siano proprio". Se non dovessero candidarla, insomma, se ne farebbe una ragione."Farò campagna elettorale come ho sempre fatto, a prescindere dalla mia presenza o assenza nelle liste. Ma al momento non mi pare ci siano le condizioni per fare questa scelta".

Assessore regionale per nove anni, europarlamentare (non rieletta per 252 voti), forte del suo incarico nell'assemblea nazionale del partito, continua a brandire l'accordo delle primarie. "Gli sconfitti dovevano in ogni caso candidarsi e io sto a questo patto, che è passato anche nella direzione regionale, semmai ve ne fosse bisogno, al netto di tutte le altre considerazioni. E siccome sono iscritta al Partito Democratico, mi sembra una cosa molto logica, semplice, puerile che io mi candidi nel Pd. Oggi la politica è un po' schizofrenica, lo abbiamo capito, però c'è una consecutio a cui non posso sottrarmi".

Per la cronaca, non ha ancora avuto un confronto (se non a distanza) con Lia Azzarone. "Ma di che cosa devo parlare, di una cosa che è così naturale e scontata? Purtroppo il sistema elettorale è così, se ci fosse il listino unico regionale sarebbe tutta un'altra partita perché io sono riferimento di buona parte dell'opinione pubblica regionale. Chiudermi nel recinto stretto di una provincia, addirittura di una città, mi sembra un ragionamento che con la politica non ha molti punti di contatto. Io ci sono, poi certamente non sono in cerca di visibilità per una candidatura qualsiasi". Non vive di questo ma ad animarla è la passione politica. "Ho delle battaglie in testa da proporre, che non riguardano solo il welfare o la sanità. Per esempio, la crisi del commercio di prossimità schiacciato dalla grande distribuzione e l'e-commerce. È un tema e bisogna interessarsene. Devono sopravvivere migliaia di piccole aziende soprattutto a conduzione familiare o no? Si spengono le vetrine, le città diventano più insicure. Queste sono le mie battaglie - conclude - che sono dentro la provincia di Foggia ma che hanno un respiro molto più ampio".

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