Nuzziello prende carta e penna, fa a pezzi i vendoliani e si propone per la "buona politica"

Non si sa se il consigliere regionale tenterà nuovamente l'assalto a via Capruzzi. Non alzerà bandiere, ma resterà coerente con i principi che hanno animato la sua attività politica

Anna Nuzziello

Non è ancora chiaro cosa farà Anna Nuzziello. Se si candiderà e se - nonostante la rottura con i vendoliani - lo farà a sostegno di Michele Emiliano. Prima però, l'attuale consigliere regionale eletta nel 2010 nelle liste de 'La Puglia per Vendola' (passata poi al gruppo misto), prende carta e penna e scrive degli "effetti della politica" che "oggi mostrano solo fame, miseria, disoccupazione, forte discriminazione, crisi economica e disagio totale".

REGIONALI 2010. "La mia grande passione politica, che mi ha coinvolto nel 2010, quando per la prima volta fui eletta consigliere regionale con il nuovo movimento la “Puglia per Vendola”, di cui condividevo i contenuti del manifesto politico-programmatico, mi indusse ancor più a quella voglia di fare una politica seria e innovativa, consapevole del cambiamento culturale del nostro territorio. Una politica che esaltasse il rinnovamento dei vecchi sistemi e che si proponesse di costituire il principale elemento di ricambio politico, civile e morale con la capacità di trovare un equilibrio tra l’evoluzione ambientale e la capacità evolutiva del soggetto.

I DEBOLI. Lo spirito nel voler continuare la mia attività politico-amministrativa insieme ai miei elettori con impegno e senso di responsabilità costanti mi ha portato ad attribuire maggior rilievo alle problematiche riguardanti le risorse umane più deboli, i soggetti generalmente “catalogati” e “stereotipati”, al fine di garantire risposte concrete all’emergenza dei loro diritti. Un elemento, questo, per me prioritario ed essenziale sviluppato attraverso anni intensi di lavoro, fatti di ascolto del cittadino, di programmi politici propedeutici a restituire alla persona, all’essere umano, quella centralità che merita all’interno del sistema. Una battaglia entusiasmante per colmare quel vuoto politico e fallimentare con pratiche di innovazione, di interazione, di aggregazione e comunicazione in grado di moltiplicare le energie e le sinergie al fine di garantire un miglioramento sociale: agire, quindi, sul “Welfare”, valutando gli sforzi di protezione e promozione sociale dei soggetti vulnerabili.

LA POLITICA OGGI. In questi ultimi anni, però, la politica ha scelto di imboccare la via di una vera e propria mutazione genetica giocando sul dolore della società, giocando su verità nascoste tendenti all’indifferenza, annullando le nozioni di decoro, quindi la dignità fisica, sociale e intellettuale dell’individuo. I protagonisti di questo processo che avrebbe dovuto essere denso di cambiamento hanno utilizzato, sapendo mentire bene, antidoti all’interno di un collagene celato da un velo di falsa cortesia e mediocrità: come una “missione di guerra” sempre funzionale al profitto e ai potenti. Il tutto nascosto da un falso obiettivo, da un falso coraggio della discontinuità, che si è enucleato in “nuovi” cantieri, in aggregazioni alquanto dinamiche, in slogan di diversa natura, alla fine privi di concretezza. Alla luce di ciò gli effetti della politica oggi mostrano solo fame, miseria, disoccupazione, forte discriminazione, crisi economica e disagio totale. 

SEL E VENDOLA. Quindi, dopo quasi tre anni di attività politica che mi ha accompagnata in questa avventura con il movimento “La Puglia per Vendola”, aggregatosi attraverso un patto federativo con i rappresentanti di Sinistra Ecologia e Libertà, il tutto si è rivelato ancora una volta un “partito” di conservazione dell’esistente, un’icona costruita come una vera e propria “missione religiosa”, che ha ribaltato completamente i concetti essenziali della vera politica innovativa. La moralità si è esaurita nel curriculum di ogni individuo politico. Ci si è ridotti al solito chiacchiericcio, a falsi scambi di opinione, insulti, diagnosi lente, silenzi di sudditanza: una lunga catena di azioni-situazioni tutte tendenti al posizionamento personale all’interno di un meccanismo di alta ipocrisia.

LA ROTTURA NEL 2013. Consapevole di una sfida ad armi impari, decisi di rompere già nel 2013 quel vincolo di fiducia, e che le mie idee erano incompatibili da tali organismi (Sinistra Ecologia e Libertà e La Puglia per Vendola). Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nella mia storia, nel mio modo di essere passionale, facendo appello al mio senso di responsabilità e all’impegno messo in campo per costruire un piccolo tassello in questi lunghi 5 anni di attività politica regionale. 

IL FUTURO. Onorata di aver svolto un ruolo di alto prestigio continuerò a lavorare per la gente del mio territorio valutando, laddove lo riterrò opportuno, una scelta di costruzione della buona politica, accettando sempre la diversità delle opinioni, senza alzare bandiere, e rimanendo sempre coerente con i principi che hanno animato in questi anni la mia attività politica".

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