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Martedì, 24 Maggio 2022
Politica

I civici di Emiliano vincono le Provinciali ma rinunciano alle deleghe, nel centrodestra riflessione aperta

Gli eletti della lista 'Insieme per la Capitanata' non accetteranno incarichi, come annunciato alla vigilia del voto: "Non siamo in maggioranza"

Le deleghe gnornò gnornò. I vincitori delle elezioni provinciali di Foggia le rifiutano, prima ancora di mettere piede in aula. Putacaso dovessero accettarle, tradirebbero il mandato elettorale. I risultati consegnano la metà dei seggi a disposizione al cartello ‘Insieme per la Capitanata’, l’equivalente della federazione delle liste e dei movimenti civici della ‘Coalizione per la Puglia e per l’Italia’ lanciata a dicembre da Michele Emiliano e il Movimento 5 Stelle, supportati in seconda battuta da Pd e Articolo Uno, orfani della loro lista.

Alla vigilia del voto, in una nota congiunta, partiti, candidati e promotori della lista – per essere più precisi, il coordinatore Rosario Cusmai, Antonio Tutolo, Sergio Clemente, Pino Lonigro e Patrizia Lusi – avevano fatto sapere che gli eletti si impegnavano a non accettare alcuna delega di funzioni, “in modo da favorire la più ampia condivisione - tra Pd, M5S, Articolo Uno e civici di Emiliano - nell'individuazione del prossimo presidente della Provincia”.

Nel giorno della proclamazione, hanno rinnovato la loro promessa. I consiglieri provinciali Tonio De Maio, Nunzia Palladino, Michele Sementino, Lucrezia Cilenti, Luigi Giurato e Salvatore Prencipe rinunciano alle deleghe, ma si impegneranno a “vigilare in maniera attenta, scrupolosa e costruttiva sulla gestione dell’ente”. Scelgono di operare in “discontinuità rispetto alla passata consiliatura”, parole del coordinatore della lista, Rosario Cusmai che, qualora non fosse chiaro il concetto, a FoggiaToday precisa: “La posizione è politica, in antitesi rispetto all’attuale presidente della Provincia. Non siamo in maggioranza”.

Teoricamente, la riforma Delrio era improntata a superare la logica maggioranza-opposizione, ma nella pratica lo schema si ripropone diffusamente, salvo eccezioni. Nel caso di specie, per quanto la lista sia arrivata prima, l’altra metà del Consiglio è composta da due partiti del centrodestra e due civiche tendenzialmente al centro, una diretta emanazione del presidente. Lo scarto tra il rinnovo dell'organo di indirizzo e di controllo ogni due anni e l'elezione del presidente ogni quattro anni è un'altra variabile negli equilibri politici. Il centrosinistra prende le distanze proprio dalla gestione del presidente, “rispetto all’attività svolta soprattutto nell’ultimo anno”, aggiunge Cusmai. Non condivide il modus operandi. E la Provincia è sua, considerata di segno opposto, “fino a ottobre, quando si vota il presidente. La riforma Delrio è questa”.

Non è detto che si voti proprio a scadenza di mandato, perché ci sono ben 90 giorni per indire e svolgere le elezioni. E. a giudicare dal piglio sempre più ‘politico’ di Nicola Gatta, le pratiche potrebbero andare per le lunghe. In un ente di secondo livello, senza Giunta, le deleghe consiliari sono svuotate dei poteri gestionali.

D’accordo con il rifiuto delle deleghe anche il sindaco di Lucera Giuseppe Pitta (il suo nome non compariva nella nota congiunta), che si è speso tanto per l’elezione di Tonio De Maio, il più suffragato: “È una scelta politica ben precisa, bisogna essere chiari quando si prendono delle decisioni. Gli schieramenti non andavano insieme”.  

Non influirà sulle decisioni già prese il nuovo assetto dei Popolari, considerato che in Regione Sergio Clemente con Sebastiano Leo e Mauro Vizzino sta costituendo un altro gruppo: “Purtroppo il ruolo del consigliere provinciale è mortificato dalla norma, non è la delega che cambia la possibilità di incidere. Non ha senso proprio porsi il problema. Se questo può essere un elemento di rottura o di frizione all’interno della coalizione evitiamolo. Bisogna lavorare per dare risposte vere al territorio, e da parte mia ho dato la disponibilità a tutti i consiglieri eletti”.

Nell’altra metà del Consiglio, oltre ai tre consiglieri eletti nella ‘lista del presidente’, il sindaco di Apricena Antonio Potenza e il consigliere regionale Paolo Dell’Erba, che hanno dato vita alla lista ‘Capitanata al centro’, stanno recuperando le forze dopo una campagna elettorale impegnativa, ma non è escluso che possano quantomeno discutere delle deleghe. Sarebbero aperti al dialogo anche Fratelli d’Italia e Forza Italia. Nel centrodestra, insomma, la riflessione è aperta.

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