Ecco il centrodestra di Capitanata: nomi e strategie per ripartire dalla Provincia (e dai suoi finanziamenti milionari)

Ieri primo tavolo di coalizione presso la sede della Lega. La discussione si è incentrata sulle imminenti elezioni provinciali. Salgono le quotazioni di Nicola Gatta, sindaco di Candela. Forza Italia allarga anche all'Udc

Torneranno ad incontrarsi lunedì sera le forze politiche di centrodestra. Un secondo faccia a faccia che potrebbe risultare decisivo ai fini della individuazione del candidato presidente della Provincia. E’ quanto filtra dalla sede provinciale della Lega che ieri, presso la sede di piazza Lago, ha riunito per la prima volta il tavolo di coalizione, per cominciare a tessere il dialogo in vista dell’imminente tornata elettorale che interesserà il 31 ottobre prossimo Palazzo Dogana (solo il presidente, il consiglio, causa legge Delrio, andrà a rinnovo a gennaio 2019). Solo Provincia; amministrative in un secondo momento.

La convocazione ha replicato il perimetro del tavolo regionale. Presenti, pertanto, i segretari salviniani (Daniele Cusmai , il vice Contini e il delegato agli Enti locali Ursitti), di Forza Italia (Raffaele Di Mauro), i Fratelli d’Italia (Giandonato La Salandra e Pedarra), i Popolari di Cassano (con Rino De Martino), Ncd (Franco Di Giuseppe), Idea di Quagliariello (con i Dell’Erba, padre e figlio). (Queste ultime due forze confluite non più tardi di sei mesi fa nel più grande contenitore di Noi con L’Italia, il che basterebbe a giustificare la polemica di Angelo Cera, che a mezzo Facebook ha denunciato l’assenza dell’Udc. Ma, si sa, quando c’è da decidere, tutti vogliono esser presenti e Di Mauro dovrebbe tenerlo dentro lunedì prossimo).

Anche perché si va al voto col meccanismo ponderato e, stanti i tre blocchi di partenza, centrodestra – civici – centrosinistra, servono amministratori, di qualsiasi comune, anche il più piccolo, per provare a spuntarla. “Non abbiamo fatto nomi, abbiamo solo tracciato una identikit del profilo ideale e ci siamo in qualche modo contati per capire che forza abbiamo” dichiara una fonte a Foggiatoday, che parla di aver calcolato una cinquantina di consiglieri sparsi per la provincia di Foggia (bisogna capire, ora, quanto valgono in termini ponderati). “Esperienza consolidata, solida maggioranza e area valoriale in sintonia col centrodestra” le tre caratteristiche elencate da Raffaele Di Mauro anche su queste colonne, che la coalizione avrebbe condiviso e che bastano, ove rispettate, a depennare una serie di nomi dal block notes dei sindaci papabili.

Via ad esempio, i nuovi (Ciavarella a San Nicandro e Di Michele a Carapelle, che pure sono stati ventilati in prima battuta) ma via anche quegli “spuri” a questo punto, che sono la gran parte? Non è detto. Dal centrodestra sanno che per vincere la partita è importante forzare o, al limite, trovare punti di confluenza col blocco civici-centrosinistra.  D’altronde la Provincia è ormai ente di secondo livello, ha una “maggioranza” a trazione centrosinistra e sarebbe stucchevole fare una battaglia di “bandiera”. Lega e Forza Italia lo sanno (Di Mauro e Caroppo lo dichiaravano non più tardi di una settimana fa su queste colonne). Non solo: è ente strategico in questo momento, destinatario di milioni di finanziamenti per la viabilità, nessuna delle tre aree politiche vuol restare fuori, a costo di accordarsi.

Ed ecco che proprio gli “spuri” potrebbero tornare utili, quali garanti del trasversalismo. Nomi come quelli di Franco Tavaglione (Peschici), sponsorizzato dallo stesso Daniele Cusmai, o di Nicola Gatta, sindaco di Candela, gradito tanto a Forza Italia quanto ai civici di Leonardo Di Gioia, ambizioso quanto basta e radicato in un territorio, i Monti Dauni, che di quei finanziamenti è per la gran parte destinatario, sono quelli su cui si concentrano le maggiori attenzioni. Il primo, in particolare, Tavaglione, avrebbe chiesto sostegno tanto all’uscente Miglio, sindaco di San Severo, quanto a Franco Landella, sindaco di Foggia (in un ottica di sostegno reciproco Comune – Provincia), due centri che valgono molto in termini di voto ponderato. Anche se è su Gatta che si concentrerebbe l’interesse maggiore. Si vedrà. Anche perché l’incontro di lunedì prossimo potrebbe essere decisivo. E si va ad escludenum.

Non sembra allettare, ad esempio, la proposta Lino Monteleone, sindaco di Torremaggiore, spinto da Popolari e da Di Giuseppe. Mentre si escludono completamente “irregolari” alla Franco Metta (Cerignola). Anche Costanzo Cascavilla, altro nome circolato, viene cassato in queste ore: su San Giovanni Rotondo va prima messa mano alla Lega, per riordinarla, e il commissariamento targato Ursitti serve proprio a questo. (Tra l’altro Cascavilla sarebbe stato oggetto di una cena a trazione centrosinistra, tra l’uscente Miglio, il sindaco di Manfredonia Riccardi, il vicesindaco di Cerignola Pezzano e il consigliere provinciale di Lucera Pitta; incontro di cui allo stato non si conoscono le evoluzioni).

Importante, dicevamo, ogni singolo amministratore ai fini del voto ponderato. Ed è per questo che lunedì prossimo dovrebbe partecipare anche Cera che, comunque, si può a giusta ragione dire che ieri avesse i suoi rappresentanti in Dell’Erba e De Martino (sempre che le coalizioni valgano ancora qualcosa e non siano circoscritte ai soli momenti elettorali). “Ho saputo di un incontro provinciale delle forze politiche di centro-destra, anche, forse, in vista dei futuri impegni elettorali.  Buona l’intenzione, ma sarà privo di ogni effetto!” ha minacciato l’ex parlamentare di San Marco su fb. “L’Udc della provincia di Foggia è tra i partiti più sani e forti del territorio e a dimostrarlo è stata da ultima la percentuale delle elezioni politiche, che, nel bailamme generale, risulta la più alta d’Italia. E non solo! Alle elezioni amministrative abbiamo eletto Sindaci e consiglieri comunali ovunque. Vogliono fare senza di noi ? Gli auguro ogni bene, ma posso già scommettere in una loro sconfitta. L’UDC di Foggia farà anche questa volta la differenza!”. Di Mauro dovrebbe fargli pervenire una convocazione per lunedì 24 settembre (il provinciale avrebbe autonomia rispetto al regionale, la motivazione).

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