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Mercoledì, 18 Maggio 2022

Gatta proiettato alle prossime elezioni: lancia il suo nuovo soggetto politico “civico e di centro”

Dalla 'lista del presidente' a un progetto per il futuro: "Non è alternativo ai partiti". Il numero uno di Palazzo Dogana, a urne chiuse, scopre le carte

Il suo nome non compare sul marmo, nell’elenco dei presidenti della Provincia di Foggia nei corridoi di Palazzo Dogana, ma Nicola Gatta è il secondo presidente dalla riforma Delrio, in carica da più di tre anni. È stato eletto il 31 ottobre 2018. All’epoca scattava foto con i segretari dei partiti di centrodestra, meno di quattro anni dopo li sfida alle urne.

Si è speso per la campagna elettorale. Ha tirato fuori dal cilindro una lista per il rinnovo del Consiglio provinciale che ha sparigliato le carte, pescando qua e là, anche nell’area di centrosinistra. Oggi si compiace del risultato anche Italia Viva. “Condividiamo e facciamo nostra l’aspirazione del presidente Nicola Gatta - scrivono i coordinatori provinciali Rosa Cicolella e Aldo Ragni – questa lista deve rappresentare l’embrione di un nuovo soggetto politico”. Segno che è nato un laboratorio e ‘Per la Capitanata’ non era un capriccio. E i candidati non erano solo “amici” che hanno condiviso un progetto. “Le sfide che attendono il nostro territorio – si legge nella nota dei renziani - hanno bisogno di una forza di governo in grado di rappresentare una credibile alternativa di governo a quelle populiste e sovraniste. Per questo confidiamo che la leadership del presidente Gatta assuma al più presto un'iniziativa in questo senso. Italia Viva è pronta ed è a disposizione di questo progetto”.

Hanno dato una mano al numero uno di Palazzo Dogana anche i moderati di Rino De Martino. Il primo degli eletti è in quota Udc, altro partito che si è buttato nella mischia per sostenere Gatta. I numeri gli hanno dato ragione: ‘Per la Capitanata’ è risultata la seconda lista su cinque e ha preso tre seggi.

Di norma non mette in fila le parole a casaccio: “Io sono e sarò ancora il presidente aperto al dialogo”, ha detto nel suo discorso dopo la proclamazione degli eletti, con una pausa dopo la parola presidente. Per inciso, ha auspicato anche il ritorno all’elezione diretta, il voto ai cittadini. Ha parlato di una Provincia che deve “servire il territorio più che i partiti”. Probabilmente, non ha gradito la rinuncia alle deleghe degli eletti di 'Insieme per la Capitanata', la linea scelta dalle forze politiche e dai partiti. “L’ente Provincia deve guardare ai territori e non deve guardare solo e soltanto i partiti politici. Deve andare oltre i campanili ed è esattamente quello che ho fatto io in questi tre anni”. 

Da qui nasce il nuovo progetto politico “civico, di centro”, come da definizione del promotore. “Non alternativo ai partiti”, avverte, ed evidentemente proiettato alle prossime competizioni elettorali. Nell’ordine, elezione del presidente della Provincia, Politiche e Regionali. “Tanti amministratori hanno voglia di essere protagonisti del cambiamento del nostro territorio”.

Il suo mandato scade a fine ottobre, ma da allora possono passare fino a 90 giorni per lo svolgimento delle elezioni, che potrebbero essere indette anche a gennaio del 2023. Considerate le ultime manovre, è alquanto improbabile che i partiti del centrodestra convergano su di lui, anche perché sembravano già pronti a congedarlo e lui, semmai, ha dimostrato di non farsi spodestare tanto facilmente. Ma sul bis non si sbilancia: "È ancora prematuro".

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