Elezioni provinciali, si parte: 7 liste per 12 poltrone. A rischio "Iniziativa Democratica", verso la ricusazione

Depositate a mezzogiorno di oggi le liste per il rinnovo del consiglio, in programma il 3 febbraio. La Lega non presenta il simbolo ufficiale, tramonta "Fronte popolare", a rischio la lista di Pisicchio e Cassano

Sette liste in tutto quelle depositate questa mattina a Palazzo Dogana. Inizia la competizione elettorale per il rinnovo del consiglio provinciale di piazza XX Settembre. Dopo l’elezione del nuovo presidente ad ottobre scorso, tocca ora all’assise (il doppio appuntamento è uno degli effetti, paradossali, della Legge Del Rio).

In campo Lega (che, come rivelato da Foggiatoday, non ha avuto la possibilità di presentarsi col simbolo ufficiale), Forza Italia (anch’essa da sola, abortito ancor prima di nascere il “Fronte popolare” di Raffaele Di Mauro), Udc,  Direzione Italia (che comprende anche Noi con L’Italia di Franco Di Giuseppe, i Fratelli d’Italia partecipano senza simbolo, ma solo con singoli candidati), Capitanata Civica dell’ex assessore regionale Leonardo Di Gioia, Partito Democratico e Iniziativa Democratica. Su quest’ultima è piombato in mattinata un grande punto interrogativo: la documentazione, allo scadere del gong a mezzogiorno, era “incompleta”, motivo per cui bisognerà ora capire cosa deciderà l’ufficio elettorale. Vibrante la protesta di Giuseppe Mainiero, presente all’atto della consegna, che ha fatto una telefonata di denuncia alla Prefettura di Foggia e si prepara ad “inviare una nota pec al Prefetto con dovizia di particolari. Sono certo – dice- che il segretario dell’Ente provvederà ad evidenziare l’assoluta illegittimità formale e procedurale contenuta nelle documentazioni presentate”. L’atto principale, infatti, sarebbe incompleto, privo delle firme dei sottoscrittori e della firma di presentazione, e pertanto “non a norma”, firme pare non autenticate e documenti spaiati alle 12.15.

La lista in questione è quella più numerosa, ben 12 candidati (minimo 6, max 12), e tiene insieme le civiche di Pisicchio (Iniziativa Democratica, appunto) e quella di Massimo Cassano (Puglia popolare), che ha trovato ospitalità nella prima (servivano 40 sottoscrittori per ciascuna lista, difficile fare una incetta così robusta per due civiche di recente conio in Capitanata, come Foggiatoday aveva già ipotizzato). Si tratta dei movimenti che hanno tentato di pescare in casa Pd e nel civismo digioiano, facendo innervosire non poco Raffaele Piemontese (“Fuori chi oggi passa coi baresi” avrebbe tuonato in via Taranto, un messaggio giunto dritto a Bari, a Michele Emiliano).

In lizza il consigliere comunale di Foggia uscente Pasquale Cataneo (che passa così evidentemente nel centrosinistra, all’esito di una concertazione con Italia in Comune e, pertanto, con i consiglieri Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura); altri due uscenti come Gaetano Cusenza (San Giovanni Rotondo, che la spunta così sul sangiovannese Riccardi, uomo di Rino De Martino) e Giuseppe Pitta (Lucera), il sindaco di Carapelle Umberto di Michele, il presidente del consiglio di San Paolo Civitate Mercurio Occhionero, il cerignolano Sandro Moccia, da San Severo Ciro Matarante. E le donne, che in questa competizione sembrano essere nient’altro che un riempitivo: la lucerina Francesca Niro, Gerarda Fabiano, Carmela Ciotti, Lucia Rita de Lallo, Maria Pia Prezioso.

Nell’alveo del centrosinistra abbiamo poi il Partito Democratico, che ha fatto una scelta di “volti nuovi” ha dichiarato Lia Azzarone, segretaria provinciale: via gli uscenti, in campo da Foggia Augusto Marasco, Maria Grazia Campo (Manfredonia), Antonio Stornelli (San Severo, tornato in casa dem, a riprova della ritrovata armonia tra Francesco Miglio e il partito di Piemontese), Marcello Moccia (Cerignola), Generoso Rignanese (Monte Sant’Angelo), Fernanda Vocino di San Paolo e Maria Voto di Rodi Garganico.

Le liste paiono più deboli rispetto alla scorsa competizione elettorale, forse per disinteresse generale ormai degli amministratori a misurarsi con un ente di secondo livello, dove la gestione è tutta nelle mani del presidente.

Capitanata Civica (volendo considerarla centrosinistra) si presenta con l’uscente Rosario Cusmai, l’uscente Michele Sementino (sindaco di Vico, uomo di Pino Lonigro, Socialismo Dauno), il Popolo della Famiglia con Antonio Russo da Accadia, il cerignolano Antonio Limotta, Angela Maria Lombardi di Monte Sant’Angelo, Giosuè Delvecchio (Rignano), Cilenti (Ischitella), Ciotti (Castelluccio),  Marotta (Bovino).

Nell’alveo del centrodestra, la Lega si presenta da sola senza simbolo ufficiale ma con la denominazione “La Provincia ci Lega”. “Questa è la linea del partito in tutte le regioni del Sud” fa sapere il segretario regionale Andrea Caroppo. In lizza i consiglieri comunali di Foggia Paolo La Torre, l’uscente Raimondo Ursitti, due da San Giovanni Rotondo Marianna Natale e Torelli, Andrea Agnelli, assessore a Carapelle.

Forza Italia: candidati il consigliere di Foggia Consalvo di Pasqua, Tiziana Casavecchia vicesindaco di Vico del Gargano, Curiello da Cerignola, Mattia Azzone di Castelluccio, Donato Masiello (San Marco in Lamis), Diana Pistilli di Orta Nova.

Direzione Italia (che tiene dentro anche Di Giuseppe ma non il simbolo dei Fratelli d'Italia, per quanto abbiano due candidati) candida il foggiano Luigi Fusco, Edardo Beccia (Troia), Mariagrazia Buca, Loris De Luca, Mossuto Grazia, Antonio Palmieri, Savastano Raffaella. Scelta quella dei meloniani che divide: se la conferma il segretario provinciale La Salandra, se ne dissocia il consigliere foggiano Giuseppe Mainiero. 

Infine l’Udc. Con il foggiano Leonardo Iaccarino, l’uscente Mangiacotti da San Giovanni Rotondo, Antonio Zuccaro da San Nicandro Garganico, Porzia Pinto e Rita Selvaggio di Vico, Lucia Dardes, già sindaco di Chieuti, Michele Terlizzi da Orsara.

Stante il quadro (senza ricusazione, molto probabile, di Iniziativa Democratica, un possibile consiglio potrebbe essere formato da: due Iniziativa Democratica con l'elezione di Pitta e di Cusenza, il Pd ne potrebbe eleggere tre con Marasco, Rignanese, Moccia/Stornelli/Campo; due Capitanata Civica, Sementino e Cusmai; uno Udc (Zuccaro o Mangiacotti), Direzione Italia con Fusco, uno la Lega (La Torre o Ursitti), due Forza Italia (Consalvo di Pasqua e Casavecchia/Curiello). Una sorta di 'anatra zoppa' (essendo il presidente Gatta di centrodestra e sempre che Capitanata Civica rientri nel centrosinistra). Fattispecie che potrebbe essere scongiurata solo dalle sorti di Iniziativa Democratica.   Ove, come probabile, ricusata, i giochi si riaprono abbassandosi il quorum per l'elezione dei consiglieri delle altre liste. 

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