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Gatta e Merla

Gatta e Merla

Elezioni provinciali: il centrodestra sceglie Gatta ed è rottura tra civici e PD. I dem puntano su Merla

"L'alleanza non c'è più" filtra dal PD. Il sindaco Nicola Gatta è uomo gradito a Leo Di Gioia. Michele Merla in pole per il PD

Come anticipato su queste colonne, dovrebbe essere il sindaco di Candela, Nicola Gatta, il candidato del centrodestra alle elezioni provinciali. Quando mancano due giorni alla chiusura ufficiale delle candidature, sul nome di Gatta sono riuscite a convergere la gran parte delle forze politiche, eccetto a quanto pare i Fratelli d’Italia,  che preferirebbero il sindaco di Ascoli, Pasquale Sarcone, gradito anche a parte della Lega. E però i giochi in casa salviniana sono stati condotti dal segretario provinciale Daniele Cusmai e dal delegato agli enti locali, Raimondo Ursitti, la cui linea ha prevalso, e da Forza Italia (Raffaele Di Mauro). Questa sera il sindaco di Candela dovrebbe essere ufficializzato. A Fdi toccherà assumere una decisione (da solo potrà determinare poco).

Il ragionamento politico di Lega e Forza Italiai, come più volte spiegato su queste colonne, è quello di tentare il “colpaccio” individuando un nome gradito ai civici di Leonardo Di Gioia (e Gatta è vicinissimo all’assessore regionale all’Agricoltura), sì da sedurli e spaccare il fronte col Pd, in presenza del quale il centrodestra sarebbe spacciato. Civici che, dal canto loro, di fronte all’ultimatum del Pd e per non giocare apertamente col centrodestra (col quale sono ormai in avvicinamento), starebbero optando in queste ore per il “mani libere”: nessun accordo con nessuno, ciascuno è libero di votare come crede.

Una decisione maturata a fronte del disaccordo di larga parte degli amministratori vicini a Di Gioia ad accordarsi con la sinistra e del veto del Pd ad individuare una soluzione “ecumenica” in grado di non scontentare nessuno e tenere tutti dentro. Soluzione che Di Gioia ha perorato fino all’ultimo. Tanto più che l’ente è di secondo livello e la politica partitica rileva poco a Palazzo Dogana. “Troppo tardi, lo si doveva proporre due mesi prima” filtrava giorni fa dalla Federazione dem che aveva fiutato lo “stratagemma” dell’alleato, assieme all’ultimatum: “State con noi o no?”. A questo punto, la mossa che fa meno male è non fare alcun accordo, alcuna proposta, non esserci come movimento ma giocare, ciascun amministratore, come crede. Per la gioia del centrodestra, soprattutto. Che, senza ordini di scuderia, potrà tentare di fare incetta nel movimento. (A riprova del naufragato tavolo civico vi sarebbe il ritorno di Puglia popolare al tavolo del centrodestra: spostatasi su Di Gioia, dal quale ha tentato di strappare la candidatura di Lino Monteleone, sindaco di Torremaggiore, ieri Rino De Martino è tornato al tavolo lasciato solo poche ore prima tra urla e paroloni. Di politico c’è poco in tutto questo ma tant’è).

L’ira del PD: è rottura con Di Gioia

“Ma quale candidatura del centrodestra, Gatta è un nome di Di Gioia. Questa è una candidatura centrodestra-civici insieme. Prendiamo atto che i rapporti sono ormai compromessi. I civici hanno ormai fatto la loro scelta. L’alleanza non c’è più” le dure parole che filtrano dal Pd, e bisognerà vedere quanto peseranno sulle prossime tornate elettorali. Piemontese è volato a New York con Emiliano dopo aver incontrato Di Gioia sabato mattina: il primo incontro sulle elezioni provinciali dopo settimane di silenzio. Un faccia a faccia che non sarebbe andato a buon fine se è vero che si racconta di un Piemontese molto contrariato e in rottura con l’alleato e omologo regionale. In realtà pare che a New York con Piemontese ed Emiliano avrebbe dovuto esserci anche Di Gioia; quest'ultimo, poi, non è più partito. E chissà cosa ne penserà il presidente regionale di questa divisione in casa (visto che le due forze governano assieme la Regione Puglia). “Meglio sarebbe stata una proposta civica autonoma, ma pare che neanche quella vogliano fare per non ostacolare la strada a Nicola Gatta” tuonano ancora autorevoli democratici. Questa sera ci sarà il tavolo del Pd, senza civici. Si conteranno, giocheranno con le loro forze e, a questo punto, con tutta probabilità, con una candidatura di bandiera, identitaria: in quest’ottica tutti i sindaci dem sono potenziali candidati, anche se, in virtù della minore distanza geografica e della maggiore esperienza politico-amministrativa, si alzerebbero le quotazioni di Michele Merla, sindaco di San Marco in Lamis. Tra l’altro, a differenza degli altri, Merla avrebbe avanzato la sua disponibilità.

IL dietrofront di Metta

L’ha ritirata invece nelle scorse ore, a mezzo stampa, Franco Metta, sindaco di Cerignola, realizzato evidentemente che di concreto nella proposizione del suo nominativo in quota civica c’era ben poco (che le quotazioni restassero basse lo avevamo scritto). Anche se Metta ha probabilmente perso un’occasione, ritirandosi: avrebbe potuto giocare di “sgambetto” lavorando da protagonista sul tavolo del centrodestra, supportato da Landella e chiedendo altrettanto sostegno a Giandiego Gatta (al quale avrebbe potuto ben chiedere di farsi portavoce dentro gli azzurri dopo i voti di Cerignola portati in dote il 4 marzo scorso al candidato sipontino). Tanto più che sul tavolo Metta avrebbe potuto mettere i consiglieri di Cerignola e di Lucera (Tutolo dichiarava a Foggiatoday qualche giorno fa che non avrebbe avuto problemi a votarlo). Una strada che probabilmente Metta non ha ponderato a dovere, lasciandosi sopraffare dalla delusione.

I riverberi della rottura

Intanto c'è preoccupazione nei Comuni in cui l'alleanza Pd-civici governa. E' il caso, ad esempio, di San Severo: cosa farà il sindaco Miglio, vicino a Leo Di Gioia ma vicino anche al Pd? Da che parte si collocherà in questa competizione provinciale? Difficile che possa virare a destra. E, in vista delle prossime elezioni comunali, ci sarà ancora l'alleanza di ieri a sostenerlo, ove volesse candidarsi? Quesiti che, seppur circoscritti in via esemplificativa ad un solo Comune, rendono bene l'idea del caos che ora attanaglia gli amministratori "civici di sinistra".

IIl tempo scade a mezzogiorno dell'11 ottobre. I giochi paiono ormai fatti. Anche se, non va mai dimenticato, per i colpi di sceni c'è sempre tempo, essendo sufficienti pochi minuti.

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