Di Gioia tradisce il Pd e vira a destra, ma insorgono i Fratelli d'Italia: "Qui non lo vogliamo"

Animata discussione questa mattina tra Pd e civici nei pressi di Palazzo Dogana. Il dato è tratto. Dem da soli con Merla. Ma pesa il no di Landella su Gatta. Di Gioia a destra? Insorge Fdi: faremo ferma opposizione

Di Gioia, Emiliano e Piemontese

Cosa si saranno detti Leonardo Di Gioia, Rosario Cusmai, Davide Emanuele e Lia Azzarone, incontratisi oggi davanti a Palazzo Dogana (non si sa se casualmente o volutamente)? Di certo, a giudicare anche dalla visibile animosità della conversazione,  avranno discusso del tema dei temi, ossia della competizione provinciale del prossimo 31 ottobre. “Si parlava d’altro” ci liquida l’assessore civico all’Agricoltura. Ovviamente fatichiamo a crederci. Perché le ultime ore sono state un susseguirsi di eventi, registrati quotidianamente su queste colonne, che hanno portato alla rottura, pare definitiva, certamente plateale, tra Partito Democratico e civismo.

Quel civismo che da almeno cinque anni a questa parte – e ancor oggi, Regione docet- ha spartito tutto con i dem (elezioni, governi, gestione, programmi e chi più ne ha più ne metta) ma che oggi, in tempi difficili per il centrosinistra, rivendica la sua autonomia,  il suo “non essere la ruota di scorta di nessuno”. Ha risposto così ieri Leonardo Di Gioia a Michele Bordo che, da queste colonne, gli chiedeva “coerenza”, ricordandogli l’alleanza che li ha sempre legati, sin da quando Di Gioia, presi armi e bagagli, ha abbandonato quel Pdl che non gli offriva più lo spazio necessario e che meritava di avere. Da lì al movimento civico e alla “alleanza organica” con il Pd e il centrosinistra il passo fu breve. Emiliano, che sotto il suo nome battezzò i due “figli politici”, si spinse finanche a parlare di gruppo consiliare unico in Regione, chiamando i due più autorevoli esponenti (Piemontese e Di Gioia, appunto) nella sua giunta, a sancire il “patto di sangue”. Ancor prima fu la volta delle elezioni comunali a Foggia e delle elezioni provinciali che elessero il civico Miglio. Ed erano insieme ancora lo scorso 4 marzo, per le elezioni politiche, quando, ricordava ieri Bordo su queste colonne, “abbiamo candidato due civici nei collegi uninominali, Massimo Russo e Rosario Cusmai, chiedendo al Pd di votarli”. Insomma, di strada ne è stata fatta insieme. Da qui lo stupore, quantomeno, per il venir meno oggi dell’alleato. Che via Facebook rivendica l’autonomia e l’originalità del suo movimento, quelle “mani libere” che si confanno ad un raggruppamento eterogeneo, parte del quale “col Pd non ci vuole andare”.

“Ma quale mani libere, l’accordo col centrodestra è cosa fatta. Semplicemente non si può ancora fare alla luce del sole, in fondo Di Gioia è in una giunta di centrosinistra” sbottano dalla Federazione dem. Lo stesso Bordo ieri dichiarava: “Se la proposta resterà Nicola Gatta, che è quanto di più riconducibile vi possa essere a Di Gioia, l’accordo politico è consumato. L’alleanza è compromessa. Emiliano si ponga il problema”. “Non ho paura” replicava Di Gioia. Uno scambio pubblico di “amorosi sensi”, insomma. “Confagricoltura vuole mettere il suo uomo, Gatta appunto. Di Gioia non può dire di no. E’ già in estrema difficoltà col settore agricolo dopo la faccenda dei Psr” ricostruisce qualche altro. Che fa notare: "Perchè nel suo video elogia solo Gatta e non fa uno straccio di menzione per Merla? Mani libere significa mettere ambedue i candidati sullo stesso piano, o no?" Un accordo che l’assessore all’Agricoltura ha sempre smentito. Si vedrà. “La lettura del voto e la permanenza di Rosario Cusmai alla vicepresidenza restituirà la verità delle cose” profetizzano dalle parti dem.

Fdi: no a Di Gioia nel centrodestra

Una faccenda che non piace ai Fratelli d’Italia, estremamente critici sul punto. “La competizione elettorale per la provincia, al netto di qualche tutorial, è una competizione politica” scrive su Fb Giandonato La Salandra, segretario provinciale Fdi. “Votano gli amministratori, votano quelli che nel proprio territorio fanno politica. Quelli che governano il territorio. L’essere esponente della società civile è una cosa, essere un civico è altro. Piaccia o non piaccia, fino ad oggi il civismo ha amministrato la provincia con la sinistra. Piaccia o non piaccia, il civismo di Capitanata ha candidato suoi uomini nelle liste di un partito politico di sinistra. Piaccia o non piaccia il cinismo di Capitanata ha sostenuto giunte regionali di sinistra governando con queste. Se esponenti di questa nuova forma di opportunismo politico ritengono che le scelte del Centrodestra di Capitanata possano consentire loro di rientrare nella politica del Centrodestra, troveranno la ferma opposizione non solo di Fratelli d’Italia, ma certamente di tutte quelle forze politiche che in questi anni hanno avversato le logiche del centro sinistra. 

Il candidato alla provincia del Centrodestra, Nicola Gatta, è del Centrodestra e per questo avrà l’appoggio e la lealtà di Fratelli d’Italia, e questo perché è il candidato di quella parte politica che è in opposizione al centrosinistra o a neo trasformismi. Per FdI taluni trasversalismi della giunta regionale sono unità di misura di un neo travestitismo politico. Non c’è alcuna “originalità” nel fare politica opportunistica. La politica è fatta di visioni e condivisione di visioni. Emiliano ci dica se il civismo di Capitanata è in linea con il progetto politico del suo governo regionale. E ci dica se il civismo regionale è quello della politica dei due forni”.

L'icognita Monteleone, il no a Gatta di Landella

Intanto, mentre si consuma il dramma familiare nel centrosinistra, gli occhi sono puntati sulle possibilità di vittoria di Gatta. Che rispetto al candidato del Pd, Michele Merla, avrebbe buon gioco. “Ma i conti si fanno alla fine e non credo che tutti nella Lega e in Forza Italia siano disposti a votare” sibila un consigliere comunale foggiano. Gli occhi sono puntati anche su Franco Landella. Porterà acqua nell’ambito di una partita già fatta e che non lo ha visto per niente protagonista o tenterà di alimentare l’impresa Monteleone che Puglia popolare sta provando a portare avanti? Il Comune di Foggia vale tantissimo. E Landella ha ancora influenza sui fedelissimi (e potrebbe averla sugli scontenti), ai quali avrebbe già riferito di non voler votare un uomo di Di Gioia. Le candidature segneranno il gong domani a mezzogiorno.

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