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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Politica

I parlamentari foggiani uscenti provano a tenersi la poltrona: tutti pronti a ricandidarsi

Gli eletti in Capitanata sentono di avere la coscienza a posto e si ripresentano

I parlamentari eletti in provincia di Foggia provano a restare nell’emiciclo, aggrappati a Palazzo Madama e Montecitorio. I Cinquestelle nostrani non hanno problemi di vincolo del doppio mandato, perché sono tutti alla loro prima esperienza romana. Per il momento non si sbilanciano: l’incognita parlamentarie li costringe ad un time-out che dovrebbe durare solo qualche giorno, perché il tempo stringe. Oggi c'è la riunione regionale a Noicattaro.

Gli uscenti, con tutta probabilità, saranno ricandidati. “Le carte ce le abbiamo, le rendicontazioni sono a posto, il nostro dovere lo abbiamo fatto a 360 gradi, ora aspettiamo e vediamo che succede”, afferma la senatrice M5S di Torremaggiore Gisella Naturale. Aspetta ulteriori indicazioni come gli altri, per “orientarci meglio”. In questa fase, stanno a guardare. “L’importante è avere la coscienza a posto”. Non disdegna la candidatura, ma è perfettamente consapevole che le chance si assottigliano con il taglio dei parlamentari: “Come dico sempre, il Movimento è uno stile di vita, non ci si candida per la poltrona, siamo a disposizione e, in qualunque caso, noi siamo pronti”. Restano sull’attenti.

È ancora immerso nell’attività parlamentare il senatore Marco Pellegrini, tanto da rimandare la riflessione sulla sua ricandidatura: “Non ho ancora preso decisioni in merito. Se me lo chiedesse il Movimento, certo che lo farei. In questo momento siamo ancora così presi dal lavoro, perché l’attività parlamentare non è ancora terminata, la prossima settimana sarà intensissima. In effetti, non ho minimamente preso ancora in considerazione questa eventualità. Anche perché il regolamento interno per le candidature è ancora in fase di redazione, quindi non è noto nemmeno a noi”.

“È un momento abbastanza concitato per tutti i partiti e anche per il M5S perché i tempi sono ristretti e i ritmi sono serrati – conferma il deputato M5S Giorgio Lovecchio - Da parte mia, attendo le decisioni del presidente Conte sulle candidature. Se ci sarà la possibilità di essere candidato, lo farò volentieri per poter continuare il lavoro fatto in questi anni di mandato, che mi hanno visto, oltre a Montecitorio, impegnato come vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, con cui ho affrontato tematiche importanti per l'Italia e a cui sarebbe bello poter dare una continuità, così come è accaduto col mio impegno per il territorio, che merita grande attenzione”. Sulla stessa barca la collega Carla Giuliano, avvocato di San Severo. 

La candidatura di Giuseppe Conte in Puglia non è scontata, specie al Senato, dove ci sarebbe già Mario Turco, vice presidente M5S. Nell’uninominale, senza alleanze è complicato. Più probabile, nel caso, una candidatura alla Camera.

Il deputato manfredoniano del Pd Michele Bordo, come abbiamo riferito in altro articolo, per ricandidarsi avrebbe bisogno della deroga dopo tre mandati consecutivi dal 2006. Nel giro di una settimana dovrebbe arrivare il responso. “Non è una scelta personale, da noi si discute e si fanno le scelte migliori per il partito e per il territorio”, ha detto a proposito della ricandidatura.

Si ripresenta anche l’onorevole Francesca Troiano, dal 28 giugno passata al Gruppo alla Camera di Italia Viva. Punta a un posto da capolista. È già proiettata sul programma: giovani e partite Ive, prima di tutto. “L’idea è quella di lavorare su alcuni punti che rilevo particolarmente importanti per il territorio, partendo dalla tematica giovani, in una visione europeista che condivido con il partito - afferma la deputata di Italia Viva - Ho favorito la nascita di Generazione Europa, associazione che parte da Foggia, idea che ho avviato da un anno circa, un think thank fatto di giovani professionisti e laureati, che lancia proposte e idee". Si concentra anche sulle tematiche legate all’ambiente, come il dissesto idrogeologico, "tematiche che io individuo come determinanti, il problema legato alla sicurezza, in ambito lavorativo, sociale, ambientale e sanitario e tutto l’aspetto delle partite Ive, piccole e medie imprese. Questi sono i focus”.

L’onorevole Antonio Tasso ora sta con Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia e presidente di Coraggio Italia, oltre che imprenditore titolare di una holding di 23 aziende. Quando si è ‘messo in proprio’ ed è finita l’avventura con il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha chiesto una mano al deputato sipontino del Maie per far vivere la componente parlamentare con una fusione. “Da un tecnicismo parlamentare è nata una collaborazione – racconta Tasso - perché apprezzo la persona, la sua umiltà, l’umanità, ma soprattutto la sua visione amministrativa. Coraggio Italia è un progetto nuovo che si colloca nell’alveo di centrodestra e con questo andremo a concorrere alle prossime Politiche. Non abbiamo timore di correre con il nostro simbolo perché è legato all’immagine di Brugnaro, che è molto apprezzato: è il sindaco più amato di Italia e ha trasformato Venezia”. Oggi il deputato Antonio Tasso fa parte del direttivo nazionale di Coraggio Italia, referente del movimento in Puglia. La sua è “una scelta assolutamente convinta”, ci tiene a sottolineare che è stato “coerente fino alla fine col mandato elettorale”: “Ho sostenuto i due governi Conte, ho sostenuto il Governo Draghi perché me lo ha chiesto Conte e, quindi, sono stato assolutamente leale. Nel mio percorso parlamentare non ho mai fatto cambi di casacca perché non sono mai entrato nel M5S, me lo hanno impedito, nonostante io avessi vinto il ricorso. Sono stato nel Maie fino a 20 giorni fa, adesso sono passato a Coraggio Italia, non perché ho fatto un cambio di casacca ma perché Maie e Coraggio Italia hanno fatto un accordo: il Maie, in questo accordo, si occuperà della politica estera di questo gruppo, Coraggio Italia della politica nazionale”.

Si ripresenta anche la deputata di San Nicandro Garganico Marialuisa Faro, vicepresidente del gruppo parlamentare Insieme per il Futuro. “Non l’ho mai nascosto, anche agli attivisti: anche se fossi stata ancora nel Movimento 5 Stelle, avrei cercato di ricandidarmi”. I dimaiani hanno dovuto premere il piede sull’acceleratore: la prossima settima presenteranno il simbolo. Il tempo è tiranno. “Un conto era avere sei mesi, un conto è fare tutto in poche settimane – ammette Marialuisa Faro – però, siccome il nostro obiettivo è un progetto a lungo termine, non demordiamo. A prescindere da come andrà, andremo avanti”. Riscontra tanta curiosità intorno al nuovo progetto: i cittadini “vogliono capire meglio e chiedono informazioni sulle nostre proposte”. Punto interrogativo su quanto possa funzionare alle elezioni del 25 settembre. “A me piacciono le sfide. Se ne avrò la possibilità è bene, sennò continuerò ad impegnarmi politicamente sul territorio facendo crescere questo nuovo progetto”.

La deputata Rosa Menga, da poco approdata in Europa Verde, potrebbe essere candidata in più collegi, ma osserva attentamente l’evoluzione delle alleanze. “Ho vissuto questa esperienza da marzo 2018 fino ad oggi con spirito di servizio sperando - e anche sbagliando, come è umano che sia - di interpretare il senso del mandato che mi era stato conferito dagli elettori. Questo mi ha portato anche a prendere delle scelte difficili che hanno comportato la mia espulsione dal Movimento 5 Stelle in occasione del mancato voto di fiducia al governo Draghi. Da allora, dopo un anno al gruppo Misto, ho aderito a Europa Verde, che credo simboleggi e rappresenti nel suo statuto, nei suoi regolamenti e nel suo programma quei punti per i quali ero stata eletta nel 2018: la difesa dell’ambiente, la transizione ecologica, cose che purtroppo non si sono realizzate con i governi a cui abbiamo assistito in questa legislatura, nonostante il contributo del Movimento 5 Stelle, che credo certe battaglie le abbia dimenticate. Detto questo, non ho l’ambizione di trasformare la politica in un mestiere, come credo non ce la debba avere nessuno di quelli che nel 2018 scelsero di candidarsi con il Movimento 5 Stelle. Quindi, la mia ricandidatura seguirà un ragionamento non personalistico ma di squadra, anche perché le circostanze attuali sono molto più complicate e quindi affronterei questa seconda sfida con spirito di servizio per Europa Verde che adesso rappresento. Prevarrà la logica di gruppo, un ragionamento che farò con l’esecutivo regionale e con la direzione nazionale".

Auspica che "si ricomponga quel campo largo che include tutte le forze realmente democratiche e progressiste che vogliono, insieme, rappresentare un argine all’ascesa delle forze di centrodestra – faticherei a chiamarle di centrodestra, perché in realtà vedo molta più destra che centro nella coalizione opposta - Se è questo il progetto, ancora più convintamente sentirò di dare la mia disponibilità. Se qualche forza, come pare negli ultimi giorni e nelle ultime ore, dovesse venir meno, temo personalmente che la proposta politica possa essere eccessivamente sbilanciata su temi che non mi rappresentano, ed è evidente che faccia riferimento a Calenda, e quindi al progetto politico di Azione, con le centrali nucleari e i rigassificatori che sono quanto di più lontano rispetto alla mia visione politica e, quindi, sarebbe una sfida per me ancora più complicata. Auspico che, invece, il quadro si possa ricomporre e, in questo caso, parteciperei più entusiasticamente a questa che comunque rimane una sfida molto difficile. Però, in questo momento da parte mia prevale il senso di gratitudine verso gli elettori che cinque anni fa mi hanno accordato la loro preferenza attraverso il voto - conclude l'onorevole Menga - e tutto quello che potrà arrivare dal 26 settembre 2022 sarà per me un ulteriore privilegio, altrimenti sarò lieta di tornare a fare il medico, la prospettiva non mi spaventa, anzi”.

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