Elezioni comunali 2021 Lesina

Don Luca ai candidati sindaco e consiglieri di Lesina: "Campagna elettorale sia serena e trasparente"

La lettera aperta di Don Luca Di Domenico ai candidati sindaco e consiglieri di Lesina

In vista della tornata elettorale del 3 e 4 ottobre prossimi, Don Luca Di Domenico, parroco della chiesa madre del comune lagunare, nel sottolineare "il distacco tra cittadini e politica", prova ad offrire un contributo costruttivo e impostato sul dialogo, "affinchè l’attenzione di chi sarà chiamato ad assumere responsabilità civili e politichem sia dedicata in modo particolare alle esigenze dei cittadini, ai valori fondanti il loro vivere assieme, alla tutele dei loro legittimi interessi, con uno sguardo privilegiato per i più deboli, i più fragili, i meno protetti da possibilità economiche o da conoscenze, peraltro sempre più numerosi come ogni anno viene segnalato dal dossier della Caritas" spiega

La lettera di Don Luca ai candidati

"La comunità ha bisogno di una buona politica e delle sue scelte, una politica che metta al centro la persona umana nella sua interezza. L’uomo, infatti, è una persona e non solamente un soggetto che si esprime nei bisogni esclusivi della dimensione materiale. (Cfr. Catechismo Chiesa Cattolica, 2212)

Nel clima odierno di “antipolitica” mi piace sottolineare come, riferendosi all’attività politica, il Concilio Vaticano II (Gaudium et Spes, 75) ebbe a definirla come “difficile ma insieme nobilissima”.

Il mio auspicio è che la fase successiva al voto, possa contare sul valore aggiunto delle finestre aperte, dei vetri trasparenti, delle sale accoglienti, della disponibilità non solo apparente alle verifiche e all’ascolto.

Come comunità cristiana “unita dalla fede in Cristo” ci sentiamo di portare in dono sia alla valutazione di ciascun cittadino di fronte alla scelta dei candidati da votare e sia alla riflessione di coloro che si candidano a ricoprire cariche pubbliche, la specificità della visione cristiana e la ricchezza della Dottrina Sociale della Chiesa.

Per questo non vogliamo sottrarci dalla responsabilità di una parola franca e, se necessario, critica:

“La Chiesa non ha soluzioni tecniche da offrire, ha però una missione di verità da compiere, in ogni tempo ed evidenza, per una società a misura dell’uomo, della sua dignità, della sua vocazione” (Caritas in Veritate, 9)

Intendiamo richiamare i cittadini al valore della politica come testimonianza di servizio ai cittadini e non come accumulo di privilegi e interessi destinati a sfociare in carriere o sistemazioni politiche.

“La comunità politica è costituita per essere a servizio della società civile, dalla quale deriva” (Compendio Dottrina Sociale, 417)

Chi accetta incarichi in amministrazioni pubbliche, specie nell’attuale periodo storico caratterizzato dalla estrema complessità delle questioni da affrontare, non può non avvertire la necessità di una formazione continua, di un aggiornamento anche tecnico, di una preparazione culturale adeguata alle sfide.

Ma altrettanto importante, e per certi versi ancora di più, è la preparazione umana e relazionale, il rispetto dell’altro, la libertà interiore della logica del sospetto e del potere, la nitida percezione della dignità della persona, l’amore al prossimo, la capacità di dare vera sostanza alle relazioni personali (Cfr. Caritas in Veritate, 2); tutte queste cose costituiscono qualità imprescindibili per chi ambisce a incarichi pubblici.

Il servizio politico deve, per sua natura, essere temporaneo: salvo casi particolari e comunque eccezionali, non può rappresentare il mestiere di una vita come, invece, spesso vediamo accadere nei cosiddetti “rami bassi” delle istituzioni.

In una situazione generale sempre più caratterizzata dalle tendenze a forme più o meno striscianti di populismo, debbono essere rinnovati anche lo stile e il metodo di approccio a persone o a situazioni. Sobrietà, capacità di relazione e ricerca del bene comune, piuttosto che perseguimento di interessi personali o di gruppo: questo potrà rendere finalmente “nuova” la politica.

A maggior ragione quando, nei partiti, prevalgono natura personalistica e dimensione carismatica del leader non a favore del bene comune, risulta urgente un ripensamento circa la democrazia interna nelle forze politiche.

La politica è sobria se è capace di mediazione, se sa preferire la paziente costruzione di legami anziché intrappolata nel conflitto. (Cfr. Evangelii Gaudium, 226).

La politica è sobria se saprà riconoscere che la “realtà è più importante dell’idea” senza dimenticare la semplicità nello stile e nell’approccio e non importando all’estero una razionalità estranea alla gente. (Cfr. Evangelii Gaudium, 231)

Una politica sobria amministra con saggezza le risorse pubbliche, economiche e personali, è attenta al bene comune, non solo nelle dichiarazioni ufficiali, e non cerca, non difende, non accetta privilegi.

PARTECIPAZIONE

Nel tempo in cui ci è dato di vivere, caratterizzato, come già detto da una pericolosa separazione tra politica e cittadini, il solo metodo di lavoro che può contribuire all’apertura di una nuova stagione è basato sull’ascolto (non strumentale) e sulla partecipazione (non pilotata). Siamo consapevoli che spetta a chi è eletto la responsabilità di individuare, nella varietà della posizioni e degli orientamenti possibili, una sintesi accettabile di governo: il coraggio di scelte anche impopolari, in base all’etica delle responsabilità e del servizio al bene pubblico, è parte essenziale di una politica buona.

Tutto questo ha senso solo dentro un percorso autentico di ascolto e partecipazione: o la politica torna ad essere risposta alle difficoltà e alle speranze delle persone, o diviene un ramo secco, che presto o tardi verrà tagliato.

LAVORO

Il Territorio può contare su un bel numero di piccole aziende che è necessrio sostenere nei loro sforzi di innovazione per reggere le sfide del mercato sempre più globalizzato.

Auspichiamo che possano presto concretizzarsi, superando gli impedimenti burocratici, progettualità specifiche di sostegno al lavoro giovanile ispirate ad un patto tra generazioni diverse ricche di saperi e tradizioni.

GIOVANI

Tranne alcune isolate e lodevoli esperienze, che dovrebbero per altro essere incentivate, è vistoso il progressivo scivolamento nel non senso delle politiche giovanili. L’attenzione ai giovani, con spazi adeguati per sviluppare la loro creatività e la loro legittima voglia di protagonismo, la capacità di dialogare con loro, è un segnale che va colto e interpretato con slancio, innovazione, coraggio. Sebbene il mondo dei giovani sia spesso citato, resta forte il sospetto che si voglia servirsi di loro più che servirli e accompagnarli, con slancio educativo, nelle loro libere traiettorie di crescita, anche se non sempre rettilinee.
 

AMBIENTE

Un paese a misura d’uomo prevede spazi di incontro per favorire la socialità delle persone, spazi dove si possono ritrovare famiglie e bambini, spazi realizzati non in base al tornaconto di pochi ma al ben-essere della comunità, spazi improntati all’attenzione massima per l’ambiente, alla educazione della coscienza ecologica di ciascuno e di tutti, anche alla consapevolezza che la natura è un bene (per noi cristiani donataci dal Creatore) che abbiamo l’obbligo di conservare e proteggere per le generazioni future.

A tutti voglio augurare una buona, serena e trasparente campagna elettorale, ove il cittadino chiamato ad esprimere la propria preferenza di voto, possa farlo liberamente, ed esclusivamente, perché convito dalle proposte di programma che presenterete e non da altro"

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