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Elezioni comunali 2021 Manfredonia

A Manfredonia è l'ora della verità: dopo due anni di commissariamento uno tra Prencipe e Rotice sarà il futuro sindaco

Domenica notte, dopo due anni di commissariamento, si deciderà il prossimo sindaco tra Gaetano Prencipe, vincitore del primo turno, e Gianni Rotice

Dopo la vittoria di misura al primo round di Gaetano Prencipe palla al centro e si ricomincia, le alchimie possibili e i presunti accordi sottobanco hanno agitato un po' le acque nel Golfo fino all'ultimo giorno utile.

Al primo turno, la coalizione guidata dall'avvocato e composta da Progressisti Dem, Progetto Popolare, Molo 21 Cambiamo Rotta, Movimento E.s.t e Manfredonia Civica è arrivata al 26,24%, pari a 7.529 voti. La coalizione di Gianni Rotice (Forza Italia, Strada Facendo, Fratelli d'Italia, Io voto Gianni e Udc) si è fermata al 25,89%, l'equivalente di 7.426 voti, 103 voti in meno dello sfidante.

A Manfredonia, nemmeno al secondo turno è riuscita la fusione tra il Movimento 5 Stelle e il centrosinistra: non c'è stata l'alleanza giallorossa e, anzi, nel post-voto si è scoperto che la coalizione di Raffaele Fatone pendeva a destra. Il progetto Manfredonia 2050, che ha totalizzato 5.495 preferenze, pari a un ghiotto 19,15%, si è sfaldato e mentre il candidato sindaco, alla vigilia del gong per gli apparentamenti tecnici, parlava di "mani libere", evidentemente a nome suo e dei Cinquestelle (la lista più votata con 1.978 preferenze), le tre civiche La mia Città, E885 e Città protagonista, se ne andavano con Gianni Rotice. Due giorni fa, l'ingegnere grillino si è limitato a rinnovare l'invito a votare secondo coscienza, perché non appoggia nessuno dei due candidati al ballottaggio.

Maria Teresa Valente e la sua coalizione formata dalla lista Con Manfredonia e Manfredonia Democratica (6,57%, pari a 1885 voti alle elezioni del 7 novembre), ha optato per il "voto libero", anche perché la coalizione di Gaetano Prencipe le ha sbattuto le porte in faccia. Il loro Michele Emiliano ha scelto, però, di chiudere la campagna elettorale del candidato del centrosinistra. "Il presidente rappresenta il centrosinistra, non ci vedo nulla di sbagliato", ha commentato la candidata giornalista.

La coalizione Progetto Per la città (Agiamo, Manfredonia Nuova e Sipontum), anche quella piuttosto contesa per i 4.882 voti di Giulia Fresca, ha vissuto fino a oggi momenti burrascosi. La candidata si è già seduta nei banchi dell'opposizione dall'8 novembre, per quanto tirata per la giacchetta dai contendenti che avevano passato il turno. Alla lista che fa riferimento al deputato Antonio Tasso era stata attribuita dapprima una vicinanza a Rotice e poi a Prencipe, oggi il presidente di Agiamo Andrea Pagano ha messo a tacere una volta per tutte il chiacchiericcio ribadendo la posizione di "assoluta neutralità" dell'associazione, "nota a tutti da tempo": "Nessuna indicazione di voto e nessun delirante accordo di alcun genere".

Azione Manfredonia, capitanata da Tommaso Rinaldi che ha raggiunto il 5,13% (1471 voti), in accordo con il coordinatore provinciale, il deputato Nunzio Angiola, e l'ufficio Enti Locali presieduto da Michele Triventi, non ha fatto apparentamenti e ha lasciato liberi gli elettori di fare "la scelta giusta".

Se la politica fosse matematica, ci sarebbero circa 11mila elettori del primo turno a mani libere. In più c'è il 39% circa dei cittadini che ha scelto di non partecipare al voto. La partita è aperta.

Gaetano Prencipe, negli ultimi giorni, ha avvisato i cittadini: "Manfredonia rischia di essere governata da un sistema d'imprese che si è messo politicamente in proprio per gestire direttamente la città, che evidentemente ha perso alcuni riferimenti e si è messo per convenienza sotto il cappello vuoto del centrodestra. Non dobbiamo e non possiamo riportare la città indietro e correre il rischio di ritrovarci nella situazione da cui stiamo faticosamente uscendo".

Per Gianni Rotice "è ora di scegliere tra il passato e il futuro". Vuole "liberare" Manfredonia. Garantisce una "totale rivoluzione, dove le decisioni e le azioni vengono fatte da e per i cittadini e non assecondando logiche in cui ci siano burattini e burattinai, legati a quel contesto politico che ha condotto Manfredonia sul lastrico".

I veleni non sono mancati e sono volate anche querele. Nella notte tra il 21 e il 22 novembre Manfredonia, dopo due anni di commissariamento, conoscerà il nome del nuovo sindaco.

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