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Campagna elettorale anomala e 'moscia', ma sfide avvincenti a Cerignola e San Marco in Lamis: avversari cercasi nella metà dei comuni

Griglia di partenza pressoché definita a Cerignola, San Nicandro Garganico, San Marco in Lamis, Ascoli Satriano e Vieste. A Sant'Agata di Puglia si fatica a trovare candidati sindaci. Il 3 e 4 settembre si presentano le liste

Fiacca, anzi fiacchissima la campagna elettorale balneare sotto il sole cocente nei 13 comuni della provincia di Foggia chiamati alle urne il 3 e 4 ottobre. A cavallo di Ferragosto, la considerano più o meno tutti piuttosto anomala. Magari saggiamente, candidati, movimenti e partiti serbano le forze e non disperdono energie, mentre gli elettori hanno la testa altrove e semmai i piedi in acqua, più preoccupati dell'evoluzione della pandemia che del prossimo sindaco.

Diciotto mesi di emergenza epidemiologica avrebbero penalizzato soprattutto le opposizioni più che le amministrazioni in carica. Ne ha risentito anche l'appeal dei partiti, costretti a una ulteriore distanziamento sociale. A sentire alcuni segretari provinciali "le liste sono praticamente chiuse". Si riferiscono ai due comuni superiori ai 15mila abitanti - Cerignola e San Nicandro Garganico - dove si presentano con i simboli. Sono anche gli unici due centri in cui Pd e M5S si sono sforzati di trovare un accordo.

L'impressione è che si farà sul serio solo dopo la presentazione delle liste, in un mese appena. È una campagna elettorale decisamente ridotta all'osso. Alle 12 del 4 settembre suona il gong. Nessuna candidatura si intende ufficiale fino allo scadere del termine per la presentazione delle liste. In questa fase anche gli alleati cercano un centro di gravità permanente e intimamente marcano ancora le differenze.

Manfredonia non rientra nel novero dei comuni al voto il 3 e il 4 ottobre perché la proroga di sei mesi dell'affidamento della gestione del Comune alla commissione straordinaria scade nel secondo semestre dell'anno e, in questo caso, ai sensi dell'articolo 143 comma 10 del Testo Unico degli Enti Locali, le elezioni si svolgono in un turno straordinario da tenersi in una finestra compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre. La data non è stata ancora fissata. 

Occhi puntati su Cerignola

La partita più interessante del turno ordinario si gioca a Cerignola, se non altro perché è il secondo comune della provincia di Foggia per estensione e popolazione, oltre a essere reduce da due anni di commissariamento dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. La campagna elettorale non è ancora entrata nel vivo, a parte qualche schermaglia iniziale tra l'ex giudice Francesco Bonito e Tommaso Sgarro, subito rientrata, e i toni coloriti dell'ex sindaco Franco Metta che non delude mai.

Sgarro non è più il candidato del centrosinistra come sei anni fa. Si presenta con tre liste, con "lo sguardo materno" di Elena Gentile, parole dell'ex europarlamentare in un'intervista rilasciata a FoggiaToday. Potrebbe erodere il consenso di Francesco Bonito, sostenuto da cinque liste compreso il Pd.

Antonio Giannatempo è riuscito nell'impresa di mettere insieme tutte le sigle del centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Udc) e con la lista del sindaco arriva a quota cinque. Ne prova a comporre altrettante Francesco Decosmo, della stessa area, che come il Nuovo Psi aveva contestato l'investitura dell'ex sindaco ginecologo. Sotto il simbolo di Cerignola Popolare lo sostiene anche il Ribellione, l'ex candidato sindaco sui generis Gerardo Bevilacqua. Si dividono le strade con il Sovrano Gerardo Tarantino, suo fedelissimo, intenzionato a correre da solo.

Franco Metta ci riprova con tre liste e l'avvocato penalista promette di dare filo da torcere agli avversari. Si autodefinisce il "piccolo Giuseppe Di Vittorio" l'avvocato Francesco Disanto pronto a presentarsi con due civiche (Cerignola Adesso! e Uniti per Disanto in una città più equa!). Saranno le liste, con tutta probabilità, il vero ago della bilancia nel centro ofantino.

Incognita Marinacci a San Nicandro Garganico

A meno di due settimane dalla presentazione delle liste, a San Nicandro Garganico tiene banco il dilemma sulla candidabilità/eleggibilità di Nicandro Marinacci. Manca una sentenza di riabilitazione che l'onorevole conta di rimediare entro il 4 ottobre, ma potrebbe non bastare. Confortato dal parere dell'avvocato Francesco Paolo Sisto, l'ex parlamentare tranquillizza i suoi e prova a mettere a tacere le malelingue, come aveva già fatto in una recente intervista rilasciata a FoggiaToday. Il centrodestra potrebbe rischiare, a meno che i dubbi non diventino tormenti anche nella coalizione. Sembra categoricamente esclusa la sostituzione last minute con Marinacci junior.

Si è smarcato dalla coalizione Sud in Testa che ha proposto la candidatura dell'ex assessore Antonio Berardi, sostenuto anche da Azione.

San Nicandro è il primo vero laboratorio dell'accordo Pd-M5S, favorito dalla parlamentare Cinquestelle Marialuisa Faro. Il candidato sindaco Matteo Vocale proverà a sbaragliare la concorrenza.

A San Marco in Lamis in quattro contro Merla

Gli elettori di San Marco in Lamis potranno scegliere tra 5 aspiranti sindaci. Michele Merla tenta la riconferma, più o meno con la stessa squadra, sostenuto dalla segreteria provinciale del PD e civici. Senza simboli di partito ma insidioso come sempre torna Angelo Cera: parte con Evviva Sammarco, il contenitore creato dal figlio Napoleone, e chi lo ama lo segue. Il coordinatore cittadino di Forza Italia ha ufficializzato il sostegno all'ex parlamentare, per quanto la segreteria provinciale non si sia pronunciata per i comuni inferiori ai 15mila abitanti. Fino alla chiusura delle liste la 'coalizione' è aperta. Il tentativo di sommare le forze per vincere ci sarebbe stato ma ora guai a chi dice che la frammentazione del voto farà il gioco del sindaco uscente, perché i Ceras sono convinti che sia solo una trovata per svilire la contesa. 

Con una squadra di civici si presenta anche il medico Tiziano Paragone, dieci anni fa candidato sindaco con l'Italia dei Valori. Raffaele Daniele, detto ‘Sergente’, ex assessore dell'amministrazione Cera, è il candidato sindaco della lista CivilMenti a trazione leghista. Proverà a mandare a casa Merla anche Antonio Turco, ex vicesindaco dell’amministrazione Lombardi, espressione di Italia in Comune sostenuto dai Fratelli d'Italia e dal Prc locale. 

Manovre in Laguna

A Lesina sono naufragati i tentativi di Antonio Trombetta, padre putativo del centrosinistra nella Laguna, che aveva chiesto un azzeramento e un forum delle forze progressiste. Il quadro, al momento, è rimasto sostanzialmente invariato con Nello Montoro candidato sindaco di Lesina al Centro, sostenuto da Lesina Libera, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Articolo Uno.

L'Altra Lesina il 24 giugno, per prima, smarcandosi dal patto con Lesina Libera, aveva puntato tutto sull'avvocato Giovanni Florio, candidato dell'area centrista moderata, che però non è partito ancora con la campagna elettorale. Ci sarebbero ancora interlocuzioni in atto e non si escludono rimescolamenti.

Quest'anno appare più rilassata la corsa di Primiano Di Mauro, candidato sindaco di Lesina Azzurra, che ha solo sfiorato l'elezione nel 2020, quando ha vinto il partito dell'astensionismo e per 59 elettori non ce l'ha fatta.

Uscenti ossi duri

A Vieste il sindaco uscente, l'avvocato Giuseppe Nobiletti potrebbe avere un solo avversario, Lorenzo Spina Diana, figlio dell'ex parlamentare di Forza Italia Domenicantonio Spina Diana, sindaco per tre mandati. Con il neonato progetto moderato e riformista Vieste Libera tenta l'ardua impresa di scalzare il pupillo dell'assessore regionale Dem Raffaele Piemontese.

Ad Ascoli Satriano, nelle ultime ore ha annunciato la sua candidatura l'ex sindaco Nino Danaro che dopo 5 anni cerca di riprendersi la fascia tricolore. Ha giocato d'anticipo il maresciallo dei carabinieri Pio Rolla, immerso già da mesi nell'agone politico in un vibrante scontro con il sindaco uscente Vincenzo Sarcone, sostenuto anche dal Partito Democratico. Starebbe cercando di costruire una lista anche il consigliere Cinquestelle Potito Antonino ma sono scaduti i termini per ottenere la certificazione del Movimento.

A Candela, potrebbe non essere Nino Santarella l'avversario del sindaco uscente Nicola Gatta, difficile da battere. Si starebbero vagliando candidature alternative.

Vuoto a Sant'Agata

A Sant'Agata di Puglia per il momento sembrerebbe che nessuno voglia fare il sindaco. Qualcuno non fatica a definirla una "situazione anomala", mai successa da più di 30 anni a questa parte. A quanto pare, regna l'incertezza più totale. 

Tempo scaduto

A Casalnuovo Monterotaro il sindaco Pasquale De Vita non può ricandidarsi dopo il terzo mandato ma l'amministrazione uscente è già pronta a formulare una rinnovata proposta elettorale e non ha intenzione di scoprire le carte almeno fino a quando non sarà tutto definito. Per adesso non si sono fatte avanti altre liste.

Chance esaurite anche per Pasquale Ciruolo a Panni che, conclusa anzitempo l'esperienza amministrativa a febbraio, prova a cedere lo scranno alla sua vice fino allo scioglimento del consiglio, la giovanissima Danida Mansolillo. Potrebbe insidiarla con una sua lista l'ex assessore Amedeo De Cotiis ma, anche qui, a meno di due settimane dal fischio finale, la situazione non è chiara. 

Avversari ritardatari

A Zapponeta per ora appare tutta in discesa la corsa del giovane Vincenzo Riontino: il vicesindaco di Vincenzo D'Aloisio, simbolo della continuità, non ha ancora rivali, ma potrebbe spuntare una seconda lista. Riontino sembra augurarselo, altrimenti non ci sarebbe gusto.

A Celenza Valfortore torna Massimo Venditti, sindaco dal 2012 al 2017, che ha messo su una lista nel segno della perfetta parità di genere, con cinque uomini e altrettante donne. All'orizzonte non si vedono liste concorrenti, per quanto sia comparsa sulla scena Aria Nuova, molto attiva sui social, con una serie di interessanti spunti e idee per il futuro che avrebbe colto anche il candidato sindaco già sceso in campo.

Tardano a palesarsi gli avversari anche ad Alberona dove per il momento è certa solo la candidatura dell'avvocato penalista e sindaco uscente Leonardo De Matthaeis che si ripresenta con una squadra in parte rinnovata. Questa volta, componendo il simbolo anche con l'aiuto di una candidata esperta in marketing, ha scelto lo slogan Alberona Ti Amo e ha abbandonato Alberona a Cinque Stelle, fuorviante perché riferito alla qualità del borgo e non aveva nulla a che vedere con i grillini. Il gruppo che ha indicato nuovamente la sua candidatura aveva già composto la lista a marzo, pronta per le elezioni di maggio poi slittate.

Ci sarebbe un po' di fermento per provare a comporre un'altra lista ma per il momento non c'è ancora niente di ufficiale. De Matthaeis definisce la situazione alquanto "surreale": "Non mi è mai capitato - ammette - di arrivare a due settimane dalla presentazione delle liste senza conoscere il mio avversario o la mia avversaria".  

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