Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Foggia rialza il sipario della campagna elettorale: da destra a sinistra, tutti in corsa per un 'posto al sole'

Pomeriggio intenso ieri nel capoluogo. Tre appuntamenti in contemporanea hanno riaperto il dibattito sul futuro della città. Si presentano "Manifesto per Foggia", "Foggia in testa". Il Psi lancia il "cartello antisovranista"

Pomeriggio di fermento politico quello andato in scena ieri a Foggia, che alza ufficialmente il sipario sulla campagna elettorale per le elezioni comunali 2019.

Manifesto per Foggia

Nell’ambito del centrodestra, presso gli spazi del co- working D- Campus a Foggia è stato presentato il progetto partecipativo di Manifesto per Foggia. Un’idea nata da un gruppo di persone “accomunate dall’amore per la propria città – dicono- e da  sentimenti comuni, primo tra tutti la volontà di non arrendersi a un certo retaggio fatalista, al “tanto a Foggia non cambia niente” . “Provare quantomeno a fare qualcosa per cambiare le sorti, apparentemente catastrofiche e ineludibili, del nostro territorio. Nasce così Manifesto che prende vita dal passaparola, dai dibattiti, dagliincontri settimanali tematici - in cui ogni partecipante si propone di coinvolgere due giovani - arrivando alla costituzione di gruppi di lavoro e alla costituzione dell’Associazione.

“Non è una manifestazione né di destra né di sinistra – dichiara Sario Masi, organizzatore del gruppo - ma è il tentativo di far sentire la voce dei cittadini che si confrontano con idee e opinioni, discutono dei problemi e propongono progettualità per migliorare Foggia e il futuro delle nuovo generazioni. Invitiamo tutti a partecipare, per formare una grande comunità, quella del buon senso”.

Sulla nascita dell’Associazione si è soffermato anche Gianni Buccarella - portavoce di Manifesto per Foggia. “Con un gruppo di amici siamo partiti dall’analisi dell’esistente, con uno sguardo critico verso il passato, per immaginare il futuro che ne sarebbe derivato. Foggia potrebbe non avere un futuro quale noi vorremmo.

Partecipato soprattutto da consiglieri comunali e esponenti di partiti di centrodestra, dall’ex Ncd alla Lega (si è visto anche il presidente del consiglio comunale Luigi Miranda, che pare sempre più in avvicinamento a Salvini), il dibattito ha interessato diversi temi. Le conclusioni sono state affidate al Generale di Brigata Giuseppe Morabito, che, illustrando i dati del Centro Studi Macchiavelli, insieme ad un’analisi  della Fondazione Hume, ha esaminato l'evoluzione storica del crimine in Italia partendo dal 1988. Secondo Morabito, “un immigrato irregolare delinque 57 volte di più. In quel 57 in più ci potrebbero essere i terroristi di ritorno come il terrorista che dopo Berlino è andato a Milano ed è tornato a Foggia. Il terrorista di Berlino aveva un biglietto per Foggia. Uno che torna vuol dire che è già stato, non torno a Foggia se non so che non mi possono aiutare. Noi il nemico ce l’abbiamo in casa ". 

Mainiero e "Foggia in testa"

Volti “misti” invece alla Sala Fedora, dove Giuseppe Mainiero ha lanciato il suo “Foggia in testa”, un “format politico-culturale – spiegava ieri alla nostra testata- che si pone come obiettivo costruire una proposta programmatica per il cambiamento della città. Con chi ci sta.“ Commiatandosi da un centrodestra che “ha ormai rotto la sua connessione sentimentale con il popolo”, Mainiero ha lanciato la sfida al Movimento 5 stelle: “Costruiamo un contratto di governo anche a Foggia, senza padroni”. Una proposta che avrebbe spiazzato la base pentastellata, dividendola in due: chi ritiene che la “contaminazione” vada fatta (se non altro lo impone il meccanismo del voto amministrativo), e l’ala “dura e pura” che, invece, vuol mantenere intatta la verginità del movimento. In questo dilemma si dibattono oggi i grillini, chiamati ad assumere una decisione per provare a capitalizzare quel 50% ottenuto a Foggia città alle politiche del 4 marzo. Qualche volto pentastellato ieri si è visto dalle parti di Mainiero. Curiosità o reale interesse per la proposta lanciata dal (ex?) consigliere Fdi, non è dato sapere al momento. Il dibattito è stato costruito con interventi specifici di esperti su tematiche cruciali per Foggia: dai trasporti all’infrastrutturazione, economici e sociali. “Seguiranno altri appuntamenti” fa sapere Mainiero, “ciò che vien fuori costituirà la proposta programmatica con la quale ci presenteremo alla città.

Psi: un cartello antiosovranista


Prove di intesa per le elezioni europee, regionali e comunali 2019 anche a sinistra. “Serve costruire un cartello europeista per contrastare l’ondata sovranista” hanno detto ieri alla Vinatteria Bolla ieri i Socialisti, riunitisi per la seconda festa provinciale dei Riformisti con Piercamillo Falasca, consigliere nazionale di +Europa, e Massimo Paolucci, eurodeputato di Socialisti&Democratici. Ed “un cartello di forze antisovraniste che non esaurisca la sua funzione dopo le elezioni” è stata anche la proposta del segretario cittadino del PSI Leonardo De Santis per Foggia, che chiama al confronto il Partito Democratico foggiano. L’interlocuzione con i dem è al palo ed ha subito una brutta battuta d’arresto in occasione della discussione sulle elezioni provinciali (con un Pd che ha fatto tutto da sé e le forze minori che hanno annunciato la loro diserzione dalle urne). La strada, non solo per il governo della città ma anche per la costruzione di un progetto serio ed alternativo, pare tutta in salita. Ha insistito sulla necessità di un “cartello” non solo elettorale ma politico, che schieri le forze europeiste, il PD e una seconda lista laica, socialista, liberale, nel confronto aperto con le aggregazioni sovraniste, anche Luigi Iorio, della segreteria nazionale del Psi. Oltre a Pino Lonigro, tra i presenti il segretario cittadino dem, Davide Emanuele, il radicale Norberto Guerriero e Gianluca Ruotolo (Art 1). 

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