Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica Manfredonia

Centrodestra spaccato alle Provinciali. Rotice: "Scelta identità di area, spiace per Forza Italia"

Intervista al sindaco di Manfredonia che sostiene il candidato presidente della Provincia di Foggia del 'centrodestra identitario' Primiano Di Mauro

Smentisce lo strappo con Giandiego Gatta e derubrica ad una divergenza di opinioni la spaccatura del centrodestra alle Provinciali: oggi è piuttosto ecumenico il sindaco di Manfredonia Gianni Rotice, che si era fatto immortalare esattamente al centro della foto di gruppo davanti a Palazzo Dogana, accanto al candidato presidente Primiano Di Mauro. Più di un semplice endorsement.

“Nella scelta, condivisa anche con i miei consiglieri – spiega - ho voluto mantenere un’identità di area. Punto. Primiano Di Mauro si identifica in questa area, Nicola Gatta no, quindi abbiamo la libertà di decidere come meglio crediamo. Può essere vincente o perdente l’una o l’altra proposta, oggi non lo sappiamo”. I consiglieri in questione sono gli eletti delle liste ‘Strada facendo’ e ‘Io voto Gianni’. Sono i due gruppi che fanno capo al “sindaco civico dell’area di destra”, come si definisce lui. In tutto, teoricamente, 2.800 voti ponderati.

“Sono stato coerente e lineare nel percorso iniziato due mesi fa”, afferma l’ingegnere spiegando la decisione di sostenere la candidatura del collega di Lesina e metterci la faccia, circostanza che semmai ha spiazzato anche un po’ i suoi ‘alleati’. “È un discorso identitario. Sapete tutti che, dall’inizio, ai tavoli ai quali ho partecipato ho sempre detto che la cosa più importante per me era definire un modello e una squadra di area e il candidato avrebbe dovuto definirsi di centrodestra, altrimenti di cosa stiamo parlando? Questo non è mai avvenuto. Primiano Di Mauro si è reso disponibile, è un sindaco di area, che sta amministrando bene, per cui, senza nulla togliere ad altri, ho confermato fino alla fine la mia linea”.  

Lei voleva essere il candidato del centrodestra o no?

No, io ho sempre detto dall’inizio che avrei messo sul tavolo, eventualmente, la mia disponibilità soltanto qualora ci fosse stata unità di intenti su questo discorso d’area e tutte le forze appartenenti all’area di centrodestra fossero d’accordo. Questo non c’è stato, per cui non ho dato la mia disponibilità. 

Quindi non è stata una ripicca per la candidatura sfumata?

Se avessi voluto candidarmi lo avrei fatto. Sin dall’inizio ho detto che a me interessava prima di ogni altra cosa appartenere ad un’area e individuare un candidato all’interno di quel perimetro. Anche perché si può dare la disponibilità, ma poi ti devono candidare. Non si è trovata un’intesa di area e mi è dispiaciuto, perché l’avevo detto prima delle candidature e speravo che le riunioni fossero finalizzate ad individuare un candidato di area, poi potevano essere Primiano Di Mauro, Gianni Rotice, o altri. Ad un centro punto, alcune forze politiche sono andate da una parte e alcune dall’altra, per cui non c’è stata condivisione. Davanti alla mancanza di unità, non offro la mia disponibilità, perché non si tratta di essere candidato, ma di dare la disponibilità in un progetto. Il nostro progetto andava in questa direzione. Non è stato possibile farlo, pazienza. C’è stata la disponibilità di Primiano Di Mauro e io appoggio chi si identifica nell’area.

Dopo questa decisione, in che rapporti è rimasto rispetto con Giandiego Gatta?

L’amministrazione è un conto, le Provinciali un altro. Se da una parte c’è una forza politica, Forza Italia, che ha deciso di appoggiare un progetto, io la rispetto, perché non puoi entrare nel merito di quelle decisioni. Non cambia nulla. L’unica cosa che mi dispiace è che non ci sia stato un discorso unitario di area. È una competizione provinciale nella quale ci sono due modi di pensare: uno di un’area civica di destra e uno di un partito di destra. Può essere che non abbiamo le stesse vedute, ma non toglie nulla ai rapporti, perché io non vado a incrinare o mettere in discussione un rapporto per vedute diverse. Può essere vincente ciò che ha visto il partito di Forza Italia o ciò che ha visto una parte civica dell’area di destra, ma uno non deve condannare l’altro.

La matematica delle elezioni, però, non perdona. Non sarebbe stato forse meglio un centrodestra unito?

E lo devo dire io che sono un civico? Lo dovevano dire i partiti. La scelta è scaturita dal fatto che non c’è stata una decisione unanime, qualunque fosse il nome. Questa è una bella competizione, ci sono più candidati, e questo vuol dire che siamo in una democrazia assoluta e ognuno giocherà la sua partita: chi avrà il maggior numero di voti ponderati sarà il presidente di tutta la provincia, non solo di un’area.

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