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"Indegna conclusione di una consiliatura nata azzoppata". Il Pd vuole 'liberare' Foggia. "Dimissioni Landella atto dovuto"

La mancata elezione del presidente del Consiglio comunale offre una ulteriore sponda ai Dem, che avevano già provato ad innescare il meccanismo dello scioglimento anticipato firmando le dimissioni davanti al notaio: "Oggi la maggioranza di centrodestra si è sgretolata sotto gli occhi esterrefatti dei foggiani"

"Oggi, anche grazie all'azione politicamente sempre più vigorosa del Partito Democratico e della coalizione di centrosinistra, la maggioranza di centrodestra si è sgretolata sotto gli occhi esterrefatti dei foggiani. E anche oggi, che si doveva procedere all'elezione del presidente del Consiglio comunale, abbiamo dovuto assistere al mercanteggiamento tra sindaco e consiglieri, abbiamo dovuto ascoltare parole indegne di essere pronunciate nell'aula dell'assemblea di Palazzo di Città". Il Partito Democratico di Foggia, capitanato da Davide Emanuele, commenta così le risultanze della seduta odierna, sciolta per mancanza del numero legale alla seconda votazione per il successore dello sfiduciato Leonardo Iaccarino.

I Dem, assieme ad altri cinque consiglieri di opposizione (Cavaliere, Clemente, Scapato, Cusmai e De Sabato), poche ore prima della riunione avevano comunicato che non avrebbero partecipato al voto, logica conseguenza del tentativo di provocare lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale esperito il 17 febbraio scorso con le dimissioni collettive firmate dal notaio. Sono convinti che non ci siano più i presupposti minimi per proseguire con "serenità ed efficacia" nello svolgimento delle funzioni assegnate dai cittadini con il loro voto, e questo vale per maggioranza e opposizione.

"L'indegno spettacolo offerto oggi ai foggiani è l'indegna conclusione di una consiliatura nata azzoppata dalle denunce per l'utilizzo di fondi pubblici a fini elettorali e terminata con l'insediamento della Commissione ministeriale per la verifica di infiltrazioni mafiose - scrivono il segretario cittadino Dem e i consiglieri comunali Pasquale Dell'Aquila, Lia Azzarone, Francesco De Vito, Michele Norillo e Anna Rita Palmieri - Nel mezzo, un costante e virulento scontro istituzionale, con lo sfiduciato presidente del Consiglio comunale, e una continua e vergognosa trattativa su poltrone di governo e strapuntini di sottogoverno".

Da qui la richiesta di dimissioni del sindaco formulata dal gruppo più nutrito dell'opposizione, che fa il paio con quella dei colleghi del gruppo M5S: "Sono un atto dovuto e doveroso, a cui Franco Landella non può e non deve sottrarsi se ancora possiede un minimo rispetto per la comunità e l'istituzione che rappresenta".

Il Pd coglie al balzo le esternazioni del sindaco in un suo intervento durante il Consiglio comunale odierno ("Se non ci dovessero essere i numeri - ha detto riferendosi, però, ad una verifica della maggioranza - le dimissioni, che non ho problemi a rassegnare, sarebbero consequenziali"): "Landella l'ha detto nella stessa Aula che la mancata elezione del sostituto di Leonardo Iaccarino avrebbe comportato le sue dimissioni. Ora sia conseguente e lasci Palazzo di Città, liberi Foggia dalla sua e dalla presenza di quanti hanno retto la peggiore Amministrazione comunale degli ultimi 30 anni".

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