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Il 31 maggio 10 comuni al voto: spiccano le sfide elettorali di Manfredonia e Cerignola

Al voto anche Accadia, Cagnano Varano, Carlantino, Casalvecchio di Puglia, Monteleone di Puglia, Ordona, Rocchetta Sant'Antonio, San Paolo di Civitate

Non solo elezioni regionali ma anche amministrative. Sono 10 in tutti i comuni chiamati al voto il prossimo 31 maggio 2015, giorno in cui il ministero degli Interni ha (finalmente) fissato l'election day. Tra questi sicuramente ci sono Manfredonia e Cerignola, i centri più grandi e popolosi sui quali sono calamitati gli occhi della politica locale e regionale, se non altro perché in grado di (ri)determinare equilibri di partito e carriere personali.

Più sullo sfondo,  ma non meno importanti, si giocano le parte invece di Accadia, Cagnano Varano, Carlantino, Casalvecchio di Puglia, Monteleone di Puglia, Ordona, Rocchetta Sant'Antonio, San Paolo di Civitate. Otto comuni, tutti sotto i 15mila abitanti e pertanto chiamati all'unico turno di fine maggio. Sfida secca.

MANFREDONIA. Qui la partita sembra essere già scritta dopo la vittoria alle primarie del sindaco uscente in quota PD, Angelo Riccardi. E d'altronde la città del golfo è da sempre fortino rosso, col "lauto" contributo del centrodestra. Non è un mistero, infatti, che esponenti di quell'area (da ex PDL ad ex Ncd) hanno presenziato alle primarie lo scorso 23 dicembre e che una buona fetta avrebbe chiesto esplicitamente di appoggiare Riccardi al voto di maggio. Il ventaglio della coalizione Manfredonia 2020 (dove sono già confluiti SEL, Rifondazione e  Comunisti Italiani)  si preannuncia variegato, una "coalizione Emiliano" in scala praticamente, complice anche il vociferato accordo Pecorella-Leone che dovrebbe apportare innesti Ncd dentro le liste Udc e PD, a partire dal (ex) presidente del circolo degli alfaniani Michelangelo Basta, mentre l'ex consigliere provinciale PDL Giuseppe La Torre potrebbe guidare una civica ad hoc a sostegno di Riccardi. Gli sfidanti? Pervenuti appena: l'avvocato Cristiano Romani per Forza Italia, alle prese con la forte spaccatura fittiana a livello regionale; Giovanni Caratù per la civica "Manfredonia che funziona", Italo Magno con "Manfredonia Nuova" ed i 5 stelle che tentano di entrare nella partita con Gianni Fiore. Il risultato bulgaro del 2010 di Riccardi potrebbe replicarsi ed andare oltre.

CERIGNOLA. La partita qui è meno prevedibile e più complessa. Di certo c'è una eclatante spaccatura nel centrodestra, Forza Italia in primis, forza di governo uscente che chiude il quinquennio Giannatempo. Incapace di giungere ad una sintesi (complice anche l'indecisionismo del sindaco uscente circa le sue sorti, ora lanciato verso le regionali, ora tentato dal bis), Forza Italia è stata di fatto commissariata nella scelta dal coordinatore regionale Luigi Vitali che ha puntato su Paolo Vitullo, capogruppo FI uscente, già autolanciatosi mesi fa ma senza alcun endorsement. Ci ha pensato Vitali ad ufficializzarlo, spaccando di fatto il partito che, con Giannatempo in testa, sceglie oggi di puntellare la candidatura, già per la verità timidamente vociferata, di una esponente della società civile, Giuliana Colucci, dirigente scolastico, supportata anche da Ncd. In questo bailamme potrebbe inserirsi una terza candidatura di area, quella di Antonio Grillo, già presidente Asia, che ha aperto il cantiere "C'è Rignola". 
In campo da tempo, quindi, c'è Franco Metta con la sua coalizione del Cambiamento, forza di rilievo che tenta di insidiare i candidati delle forze standard, a partire dal centrosinistra che porta in campo il giovane Tommaso Sgarro, candidato di Elena Gentile, vincitore delle primarie. Insidiare, dicevamo, al punto che lo stesso Emiliano ammette le difficoltà del centrosinistra sull'Ofanto ("partita complessa, dovranno giocare d'unità e aprendosi alla società civile" dichiara al tgblu). In "buoni" rapporti con Metta, Emiliano non se le manda a dire con Elena Gentile, complicando non poco gli equilibri politici. Poi c'è l'uddiccino Franco Paradiso, già primo dei non eletti nella consiliatura uscente, candidato di Angelo Cera, e l'outsider dell'ultim'ora, a metà tra il folcloristico ed il populismo più esasperato, Gerardo Bevilacqua.

Tra gli otto comuni più piccoli, nelle more che, dopo la pausa pasquale, le situazioni assumano contorni più definiti, c'è sicuramente da segnalare Monteleone di Puglia che dovrebbe replicare la telenovela Morra-Lonigro: il sindaco uscente, già senatore del PDL, dovrebbe riprovarci, a maggior ragione dopo la chiusura (con l'assoluzione) di alcun rogne giudiziarie; a sfidarlo dovrebbe tornare Antonietta Colangelo, moglie del consigliere regionale socialista Pino Lonigro. Più o meno chiaro lo scenario anche a Rocchetta  Sant'Antonio dove dovrebbe riproporsi il plurimandatario Ranieri Castelli, centrosinistra: contro di lui e con buone quotazioni Valentino Petruzzi, funzionario ASL.

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