Giovedì, 5 Agosto 2021

Il male radicato di Foggia. Don Rocco e la solidarietà come cura: "I buoni politici vengono fuori da buoni cittadini"

Partecipato incontro con don Rocco D'Ambrosio, docente di filosofia politica della Pontificia Università Gregoriana, nel cortile della parrocchia San Filippo Neri di Foggia. Il dibattito è stato organizzato per spronare i cittadini all'impegno attivo per la crescita della comunità

"La città appartiene a chi la edifica, a chi ci lavora e ci realizza il bene". Sviluppa un concetto ellenico don Rocco D'Ambrosio, docente di filosofia politica della Pontificia Università Gregoriana, nel cortile della parrocchia San Filippo Neri di Foggia. È il relatore dell'incontro dal titolo "La città e la buona politica - Costruire una città a misura d'uomo", organizzato dall'Azione Cattolica Diocesana e dall'Arcidiocesi di Foggia-Bovino per sensibilizzare le coscienze e spronare i cittadini ad un ritorno all'impegno attivo. Ce ne sono più di cento ad ascoltare, desiderosi di partecipare a un dibattito in presenza. 

"Ventiquattro secoli dopo è il concetto fondante della nostra Repubblica su cui noi facciamo molta ironia, a volte anche stupida. Ma i costituenti hanno scelto una cosa molta greca. La città non appartiene alle persone che non vogliono lavorare e alle persone che delinquono, quelli che commettono il male".

Ma lavorare non basta: per essere un buon cittadino, come diceva Aristotele, bisogna essere virtuosi, e coltivare il bene.

Don Rocco D'Ambrosio è anche presidente dell'associazione "Cercasi un fine", che ha messo su una sessantina di scuole di formazione politica, con un'esperienza ventennale. Accanto a lui ci sono don Francesco Gioia, provicario generale e rettore del seminario minore diocesano Sacro Cuore e Stefania Pellicano, presidente diocesano dell'Azione Cattolica.

"La città vive di buona amministrazione, non di chiacchiere", dice don Rocco D'Ambrosio. "Cosa vogliamo dai nostri politici? Che lavorino, che abbiamo una professione, un mestiere, che siano maturi dal punto di vista umano ed etico, che abbiano un minimo di competenza".

Parla di tangenti e tasso di corruzione nei comuni. Sulla corruzione ha scritto un libro con il magistrato Francesco Giannella. La città gli confessa di essere piuttosto scioccata per gli scandali che hanno travolto il Comune di Foggia e per il sospetto di infiltrazioni mafiose. La sua soluzione è "educare alle relazioni".

"Esiste una continuità etica tra quello che siamo noi" e gli eletti, dice alla platea sapendo di pronunciare parole scomode. "È brutta quella cosa che ogni popolo ha il governo che si merita, perché sa un po' di qualunquismo - ha detto don Rocco - Ma se noi cento dovessimo eleggere un responsabile, da questo gruppo verrebbe fuori una persona che sarà più o meno come noi. I buoni politici vengono fuori da buoni cittadini".

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