Il Distretto agroalimentare del pomodoro si trasferisce a Foggia

Gabriele Taranto: "Importante passo avanti verso la riattivazione degli interventi tesi ad accelerare la ripresa industriale ed occupazionale del settore agricolo delle produzioni e delle trasformazioni"

Il Distretto agroalimentare del pomodoro si trasferisce, da Napoli a Foggia. Lo annuncia con entusiasmo il segretario provinciale dell’Ugl Foggia, Gabriele Taranto, che parla di un “importante passo avanti verso la riattivazione degli interventi tesi ad accelerare la ripresa industriale ed occupazionale del settore agricolo delle produzioni e delle trasformazioni”.

Un comparto che in provincia di Foggia è stato colpito con particolare gravità dalla crisi economico-finanziaria, dalla competizione sfrenata dei mercati extraeuropei, e da sacche di illegalità diffusa come il caporalato. Per il sindacalista, “l’accentramento logistico del distretto agroalimentare potrà solo rafforzare i rapporti di collaborazioni produttive, con effetti positivi sui livelli occupazionali ed economico-sociali. L’Ugl di Foggia segue con molta attenzione gli sviluppi territoriali orientati a strategie d’impresa con capacità di aggregazione”.

Gabriele Taranto ricorda che già da diversi anni l’Ugl ha stipulato con diverse province dell’Italia centro-meridionale “dei patti di sviluppo tesi ad innescare processi di riorganizzazione, di sistema e di investimento nella direzione dei distretti, condividendo una piattaforma di intenti comune con i vari soggetti istituzionali. Cruciale sarà il ruolo di tutela dei lavoratori e degli imprenditori dai diversi fenomeni di sfruttamento”, sottolinea il sindacalista nel condividere la posizione espressa dal segretario nazionale dell’Ugl Agroalimentare, Paolo Mattei, all’indomani dell’audizione sui disegni di legge contro il caporalato tenuta presso la Commissione Agricoltura del Senato e alla quale ha partecipato anche il dirigente sindacale Ugl Agroalimentare Carla Ciocci.

Per il Sindacato nazionale di settore, restano condivisibili “le finalità dei ddl in discussione - ma ritiene sia necessario - affiancare all’azione repressiva un sistema premiante per le imprese che, rifiutandosi di ricorrere ai caporali, subiscono le conseguenze negative della concorrenza scorretta basata sull’illegalità. Per tutelare i lavoratori agricoli, occorre prima di tutto proteggere i prodotti di qualità della nostra agricoltura, attraverso l’introduzione di marchi che attestino l’eticità della filiera. Infine - conclude - l’Ugl Agroalimentare ritiene fondamentale modificare l’art. 6 del decreto legge n. 91/2014 per assicurare l’inclusività della ‘Rete per il Lavoro agricolo di qualità’, con l’obiettivo di garantire una maggiore efficacia della stessa nella lotta al caporalato”.

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