A San Marco in Lamis i conti non tornano: non era necessario dichiarare il dissesto

I dubbi riportati dai commissari liquidatori su un verbale. Pervenute 405 domande per un debito di quasi 13 milioni di euro, ma quota significativa potrebbe essere considerato non ammissibile

Comune di San Marco in Lamis

Ma era così necessario dichiarare il dissesto finanziario a San Marco in Lamis? Se lo chiede il Partito Democratico a pochi giorni dalla pubblicazione del primo verbale da parte dei commissari incaricati di gestire la pratica della dichiarazione di dissesto del comune garganico.

I democratici sammarchesi fanno notare due passaggi chiave che lasciano più di un dubbio sulla decisione dell’amministrazione Cera di dichiarare il default. Nel primo si legge: "che alla data del 26 gennaio 2016, termine ultimo di presentazione delle istanze di ammissione alla massa passiva, a seguito della proroga disposta, sono pervenute 405 domande e tardivamente n. 8, per un ammontare di circa euro 12.593.850,78".  Nel secondo "che a seguito di una sommaria verifica delle istanze pervenute, parrebbe che una quota significativa dell'importo totale per il quale è stata avanzata richiesta di ammissione alla massa passiva, potrebbe essere considerato non ammissibile, in quanto i crediti asseriti apparirebbero mancanti del titolo giuridico o della prova dell'avvenuta esecuzione delle prestazioni o delle forniture, oppure perché non di competenza dell' OSL o per duplicazione di istanze rispetto alla medesima creditoria, ecc.".

Evidenzia il Partito Democratico: “Dunque, a fronte di circa 12 milioni e mezzo di euro, che evidentemente non sono le cifre astronomiche che gli attuali amministratori di tanto in tanto facevano circolare, ve ne sarebbe una parte "significativa" non propriamente ascrivibile a un credito.  E, la cosa sarebbe di una gravità inaudita”

Il PD di San Marco in Lamis aggiunge: “Se conosciamo un po' di lessico e di sintassi italiana - solo un po', non si adombrino i cultori del dissesto "ad ogni costo" - , al di là dell'abbondanza dei verbi usati al condizionale ( "parrebbe", "potrebbe essere considerato", "apparirebbero"), quel che colpisce è che la parte non ammissibile a debito è "significativa", ciò vuol dire che è di entità rilevante. Non solo. Quelli che chiedono di essere liquidati per una parte altrettanto "significativa", non ne avrebbero titolo, per molteplici ragioni che i commissari accerteranno”

Si legge ancora nella nota stampa: “A nulla vale ora affermare: noi lo avevamo detto. Nulla cambia. Ma ai commissari abbiamo il dovere di chiedere a nome dei cittadini sulle cui spalle ricadono le conseguenze della dichiarazione di dissesto, pur tutelando privatezza e altre prerogative, cosa contengono le 405 istanze pervenute. Non i nomi, si badi, ma quello che con quelle istanze si richiede, e perché. Avranno pure diritto i sammarchesi che tra qualche mese saranno chiamati a scegliere i loro nuovi amministratori di sapere in base a quali ragioni è stato adottato un provvedimento che li punisce forse in modo irrimediabile”

I democratici di San Marco in Lamis concludono: “Da parte nostra annunciamo fin da ora che avanzeremo ai commissari richiesta formale su quanto abbiamo fin qui affermato. Infine, una raccomandazione: si lascino perdere metafore e robette varie tipo "specchi", "bacchette magiche" e simili, di fronte alla gravità di quel che sta emergendo sono richieste serietà e chiarezza!”

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