menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Pasticcio a Torremaggiore, in dismissione beni inalienabili: il M5S stana l'errore

La proposta del Meetup: valorizzare i beni disponendo che essi possano essere concessi a terzi, allo scopo di essere valorizzati e, solo in ultima analisi, venduti

Dismissione degli immobili nel Comune di Torremaggiore, il Meetup cittadino 5 Stelle - Amici Di Beppe Grillo non ci sta. E impugna la delibera n.47 (“Individuazione immobili non strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali di valorizzazione ovvero di dismissioni”) rivolgendosi direttamente al commissario straordinario dl Comune di Torremaggiore.

Gli attivisti pentastellati, quindi, contestano i contenuti di tale atto, perché l’ente avrebbe “trascurato che alcuni beni in essa elencati sono inalienabili in quanto rientrano nel patrimonio indisponibile del Comune di Torremaggiore essendo beni collettivi soggetti ad usi civici con vincolo perpetuo di inalienabilità. Ad oggi – spiegano - il Comune ha trascurato di tenere una gestione distinta dei beni soggetti ad usi civici da quella del “patrimonio di piena disponibilità comunale”, tenendo, di conseguenza, indistintamente in un unico calderone anche quei beni appartenenti ai cittadini per i quali il Comune ha un semplice potere di gestione ordinaria”.

“In effetti, i beni a cui gli scriventi fanno riferimento non sono mai stati sdemanializzati e di ciò, oltre ad essere fermamente convinti, si hanno prove documentali che all’occorrenza, se necessario, verranno esibite. Inoltre il Meetup, ispirandosi al modo parsimonioso ed oculato di gestire la “cosa pubblica” che è caratteristica propria e inconfutabile del Movimento Cinque Stelle nazionale, ha nel proprio “Programma Politico” la gestione dei suddetti beni per creare occupazione giovanile tentando così di arginare la piaga della disoccupazione, particolarmente grave dalle nostre parti”.

Da qui la proposta: il decreto legge 25 giugno 2008 n. 112 convertito e modificato dalla Legge n.133 del 6/8/2008 non impone ai Comuni la dismissione ma mira alla valorizzazione dei beni disponendo che essi possono anche essere concessi a terzi per l’uso allo scopo di essere valorizzati e solo in ultima analisi potranno essere venduti. Per questo, gli attivisti M5S  confidano che la suddetta deliberazione cessi i suoi effetti evitando, in tal modo, inutili contrasti.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

FoggiaToday è in caricamento