“Dobbiamo progettare una città all’altezza dei nostri sogni”

Il pensiero della minoranza pronunciato da Luigi Buonarota in occasione della fiaccolata per la Legalità, a nome dei consiglieri di minoranza che siedono in Consiglio comunale

La Fiaccolata della Legalità

La minoranza fa sentire la sua voce, la 'Fiaccolata della Legalità' lo spunto per indicare alla città e all’amministrazione comunale il percorso da intraprendere per progettare “una città all’altezza dei nostri sogni”. Attraverso il discorso pronunciato da Luigi Buonarota - nel giorno in cui Foggia è scesa in strada contro le minacce, i soprusi e le intimidazioni della criminalità organizzata - l’opposizione chiama tutti, nessuno escluso, a una responsabilità diversa.

LA LEGALITA’. Noi crediamo che per cambiare la nostra città bisogna ripristinare il sistema delle regole del vivere civile e il senso di appartenenza a una comunità. Sono questi, a nostro avviso, gli elementi basilari per pensare ad uno sviluppo possibile e sostenibile della nostra città, da sostenere con azioni concrete, che attengono unicamente alla sfera decisionale dell’ente locale, e che fondano il loro essere su una azione politico-amministrativa all’insegna di criteri di trasparenza, sostenibilità ambientale, reale coinvolgimento della cittadinanza.

La legalità non è una formula astratta è piuttosto il criterio di scelte trasparenti, verificabili, è una programmazione chiara per i servizi pubblici locali, tempi certi delle decisioni, una modernizzazione del governo del ciclo dei rifiuti, controllo del territorio più incisivo .Ed è in questo senso che abbiamo fortemente voluto che nella ‘Mozione Emergenza sicurezza e Ordine pubblico della Città’ approvata all’unanimità dal Consiglio comunale nella seduta del 26 novembre, venissero individuate una serie di azioni concrete da mettere in campo.

LE PROPOSTE. Dall’attivazione della Consulta della Legalità con relativa attuazione del suo Regolamento all’adozione della delibera “Trasparenza a costo zero”, la campagna “Riparte il futuro” lanciata da Libera per la lotta contro la corruzione, deliberazione adottata recentemente dalla Giunta. Dall’istituzione della Stazione Unica Appaltante, ordinati e trasparenti sistemi di affidamento dei lavori legati ad una seria programmazione che sconfigga la logica dell’emergenza detto che una città capoluogo come Foggia non può gestire in emergenza. L’amministrazione deve essere amica della buona iniziativa di impresa ed evitare gli inutili appesantimenti burocratici, una velocizzazione delle decisioni al fine di evitare che si creino scorciatoie pericolose; all’istituzione del Nucleo di Polizia Municipale per la Sicurezza urbana composto da squadre specializzate in diversi tipi di violazioni: edilizie, commerciali, etc.

Rivoluzionare le politiche della sicurezza. Raccogliere i segni di un’emergenza strisciante che impaurisce, che ha investito la nostra comunità, e trasformare questi segni in un’ordinaria vita pubblica regolata dalla presenza capillare e amichevole della Polizia Municipale per controllare, mediare i conflitti, coadiuvare le altre forze di polizia. Così come restiamo della convinzione, che la pianificazione urbana e l’uso coerente dei mezzi di controllo dello sviluppo urbano rimangono potenti fattori preventivi, soprattutto per evitare l’addensarsi delle situazioni problematiche in certi quartieri o aree o edifici della città.

Sul punto la stessa adozione delle linee guida elaborate dall’Unione europea per la progettazione urbanistica avranno un forte valore preventivo. Il controllo amministrativo del territorio, più che di singole ordinanze, va sviluppato con una politica complessiva coerente dell’ente locale, che sia in grado di anticipare i fattori devianti che una scelta amministrativa comporta (concentrare certe attività in certi spazi, gli orari degli esercizi pubblici, il divertimento giovanilee la gestione del tempo libero, etc.). All’immediata attivazione del sistema di raccolta differenziata, non sfuggirà che anche su questo c’è un rovescio sul fronte della legalità se pensiamo a cosa è accaduto nella nostra provincia soltanto qualche mese fa con l’interramento di rifiuti tossici in alcune cave.

MODELLO ERCOLANO. Si potrebbe adottare il modello Ercolano, che dovrebbe far sì che il Comune di Foggia conceda l’esenzione di tutte le tasse comunali ai commercianti/imprenditori che denunciano il racket del pizzo. Tutto questo al fine di diffondere quella cultura della legalità con un’azione di forte sensibilizzazione che parta dal basso, un processo culturale lento che, però, se correttamente innescato potrà camminare poi speditamente nell’affermazione della legalità per vincere questa emergenza della sicurezza pubblica che tanto spaventa i cittadini e soprattutto le nostre mogli, le nostre figlie e le nostre madri.

IL FUTURO DI FOGGIA. A Foggia è arrivato il momento di smettere di accontentarsi e tornare a desiderare: desiderare una città più moderna, lavorare a una città più vivibile, investire in una città che sappia tornare a creare lavoro, che liberi spazi alla creatività e alla cultura, una città che sappia tornare a piacersi. Dobbiamo impegnarci a lavorare con spirito di sacrificio e di servizio, attraverso piccoli gesti di un nuovo galateo pubblico e per fare questo bisogna dire con precisione gli impegni su cui essere misurati dicendo la verità anche quando è sgradevole per gli amici.

Tutto questo ci serve, perché lo vediamo tutti che quello che abbiamo alle spalle non è abbastanza e davanti, invece, ci sono un mare di cose da fare e dovremmo riuscire a farle tutte. Dobbiamo ricreare un senso di comunità che oramai è andato smarrito partendo con il prenderci cura della nostra città, perché la cura della città è stato il deficit che ha prodotto disgregazione, sfiducia e perdita del senso di appartenenza comunitaria oltre che riflettersi in danni sulla qualità della vita. Ci si scontra con l’indifferenza dei cittadini ma dicendo la verità si riconquista almeno l’ascolto, si ripristina una relazione. Senza relazioni, senza comunità nessuno di noi ce la farà.

Il compito che abbiamo davanti è, quindi, la ricostruzione della reputazione pubblica del Comune e della città di Foggia e questo non può essere solo un appello all’orgoglio identitario. Deve essere la consapevolezza che, attraverso comportamenti, stili, culture nuove passa l’opportunità di tirare fuori idee e protagonismi nascosti, schiacciati, respinti, marginalizzati dall’arroganza e dall’idea proprietaria che alcuni hannodelle istituzioni.  Noi siamo chiamati, tutti, nessuno escluso a responsabilità diversa.

L’OBIETTIVO. L’obiettivo che dobbiamo raggiungere è progettare una città all’altezza dei nostri sogni come più e più volte abbiamo affermato. E, per riuscire in questo, è necessario riannodare il rapporto tra le aspirazioni di ciascuno e il terreno su cui quelle aspirazioni sono coltivate. In conclusione, abbiamo bisogno di fabbricare una diversa relazione tra la politica e i cittadini, una relazione più gentile, più sorridente, più consapevole. Una città all’altezza dei nostri sogni e più competenze, dunque, anche sulle ordinanze. Sono certo che ce la faremo.

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