Ritirata la delibera sulla discarica che ha fatto tremare Palazzo di Città

Russo: "La mia politica è altra e si fonda sul potenziamento della differenziata, non sulla proliferazione di discariche"

Palazzo di Città

Alla fine la delibera è stata ritirata e rimessa nel cassetto. Troppe divisioni su quel progetto di discarica per rifiuti non pericolosi targata Zammarano-Patrizio di recente approdata in consiglio comunale, dopo una giacenza di 3 anni sulla scrivania dell’assessore all’Ambiente, Pasquale Russo.

Come preannunciato, dopo una breve consultazione con le forze di minoranza, l’amministrazione Mongelli decide oggi, in apertura dei lavori, di ritirare definitivamente la delibera dalla discussione e di invertire l’ordine del giorno, facendo scivolare a data da destinarsi anche il via libera ai quattro progetti di Residenze Sanitarie Socio-Assistenziali che dovrebbero sorgere presto in città, destinate ad anziani e disabili, su iniziativa di noti imprenditori locali e delle Fondazioni Palena, Emmaus e l’Ipab De Piccolellis, finanziate con fondi regionali.

Il consiglio deve esprimersi sulle relative varianti al Piano Regolatore Generale (sorgendo due di queste su verde agricolo) e su altrettante tipizzazioni. Ma, anche qui, le riserve nutrite da alcuni gruppi consiliari, che premono per vedere le “carte”, hanno avuto la meglio sulla discussione. Qualcuno suggerisce al sindaco di rinviare per il momento, per evitare ulteriori lacerazioni in una maggioranza moribonda. Suggerimento raccolto dal primo cittadino che per la terza volta decide di rimandare a tempi (ed animi) migliori.

Che non tarderanno a giungere: già martedì prossimo, secondo l’assessore alle Attività produttive Federico Iuppa (Psi) nelle cui mani giacciono tutti e quattro i progetti. Il titolare del Suap è fiducioso: “Non credo siano questi i temi sott’accusa. Credo che alla fine la discarica abbia esacerbato gli animi, infilando tutto nello stesso calderone”. E certo che la discarica ha spaccato non poco. Oggetto qualche giorno fa di una lettera anonima recapitata ai 40 consiglieri in cui si denunciano mazzette e tangenti (in merito il consiglio ha presentato in Procura formale denuncia), ha fatto scatenare nella maggioranza un fuggi fuggi  generale: contro l’accapo si schiera metà Pd, Sel, Mep.

E, a quanto pare, lo stesso assessore Russo, che rumors volevano oggi sul punto di dimettersi, ma che invece dal progetto prende le distanze: La mia politica è altra e si fonda sul potenziamento della differenziata, non sulla proliferazione di discariche. Questo progetto mi è giunto dalla Provincia per un parere. L’ho rimesso al consiglio affinché fosse l’aula ad assumersene la responsabilità. Non ha voluto farlo, preferendo ritirarla. Ritengo, dunque, che si tratti di un progetto ormai abortito. Il ritiro devo ritenerlo un no”.

Si vedrà. Per il resto il consiglio frutta poco: l’assessore al Bilancio Rocco Lisi spiega come un mercato immobiliare in forte crisi stia frenando le alienazioni, sulle quali si fonda buona parte della manovra di risanamento del Comune. Dunque, c’è necessità di operare un ribasso del prezzo d’asta di ciascun cespito fino al 24%. Ma neanche “la svendita del patrimonio comunale”, come la definisce l’opposizione, sarà sufficiente. L’aula sarà chiamata presto a votare l’istanza di accesso al decreto salva-comuni. Nel frattempo dovrà compattarsi per votare almeno il riequilibrio di bilancio, anch’esso oggi finito nel calderone dell’aggiornamento alla prossima settimana.

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