Politica Zona 167 - Via Lucera / Viale Giuseppe La Torre

Al Comparto Biccari la differenziata parte con il piede sbagliato: le precisazioni di Abbattista

Differenziata al Comparto Biccari, Abbattista: “Atti di violenza e prevaricazione da condannare senza mezzi termini. Ma Amiu e Comune sappiano ascoltare le ragioni dei residenti”

I bidoni in via Spera

“Esprimere le proprie rimostranze in modo civile è legittimo. Aggredire, minacciare o rendersi protagonisti di azioni arbitrarie in danno di altri cittadini è inaccettabile e, come tale, condannabile e deprecabile senza mezzi termini. Mi preme, dunque, l’obbligo di esprimere solidarietà ai lavoratori Amiu come cittadino, come residente e a nome delle tante persone perbene che abitano al Comparto Biccari e che, sono certo, profonderanno il massimo impegno affinché la raccolta differenziata di prossimità, che ha preso ufficialmente il via oggi, possa decollare e non trasformarsi in un fallimento ascrivibile ad atteggiamenti vergognosi come quelli che si sono verificati nelle ultime ore in zona”.

E quanto afferma il presidente del comitato di quartiere Comparto Biccari, Antonello Abbattista, in merito alle notizie, denunciate dall’Amiu ed emerse sugli organi di stampa, circa le aggressioni e le minacce subite dagli operatori Amiu intenti, nei giorni scorsi, a sistemare i bidoni per la raccolta differenziata in zona viale La Torre, nonché in merito ai furti di bidoni verificatisi in Zona 167 e agli spostamenti arbitrari dei bidoni stessi posti in essere da alcuni residenti in zona via Spera.

“Che la modalità di raccolta differenziata proposta in questo quartiere (che poi è identica in tutta la fascia urbana compresa tra via Lucera e via Gioberti), quella cosiddetta di “prossimità” in luogo del “porta a porta” (che però ha costi di gestione decisamente più elevati), non sia la più adatta è fuor di dubbio. La tipologia urbanistica del Comparto Biccari, e più in generale delle Zone 167 di Foggia, infatti, poco si presta a questo tipo di raccolta differenziata. Pochi i condomini costituitisi negli anni una volta scioltesi le cooperative, ancor meno riscontrabili pertinenze condominiali, effettiva carenza di luoghi e spazi dove sistemare i bidoni senza che questi arrechino “disturbo” ai residenti i quali abitano, in larga parte, in villette a schiera con ingresso a piano terra – spiega Abbattista che prosegue evidenziando anche – l’errore di leggerezza commesso sia da Amiu che dal Comune nel non coinvolgere, nella fase preliminare ed organizzativa, e c’era tutto il tempo per farlo, i residenti del quartiere attraverso incontri e confronti per arrivare alla distribuzione dei bidoni di questi giorni, senza che questa si trasformasse in un trauma collettivo.

Al netto di ciò e delle più generali criticità che già sono emerse in questi giorni (residenti che non hanno ancora ricevuto a domicilio il “kit” composto da bidoncino per organico, chiave e opuscoli informativi, chiavi che non sono “personalizzate” ma che possono potenzialmente aprire tutti i bidoni del quartiere in qualsiasi strada, serrature dei bidoni stessi che risultano essere difettose in parecchi casi), bisogna evidenziare che il percorso intrapreso è irreversibile prima ancora che sperimentale. Spariranno i cassonetti e dovremo dimostrare di essere in grado, a prescindere, di saper fare la raccolta differenziata come accade in tantissime altre realtà provinciali e nazionali. Senza che questo sia percepito come dramma invece che un’opportunità”

“Tuttavia – aggiunge Abbattista – se da un lato i residenti della zona sono chiamati a dare una tangibile dimostrazione di maturità e civiltà, dall’altro lato è auspicabile, nell’immediato, che l’Amiu e i settori dell’Amministrazione comunale preposti, si sforzino di affrontare la situazione di potenziale emergenza ascoltando quelle che possono essere le oggettive perplessità, sapendole distinguere dalle velleità egoistiche, dei residenti circa il posizionamento dei bidoni cercando, di volta in volta, di promuovere soluzioni efficaci. E’ un atto fondamentale, da praticare in un quartiere che soffre di problematiche storiche e non solo legate alla qualità del servizio di raccolta rifiuti e pulizia, ma anche a gestione del verde, pubblica illuminazione, manutenzione delle strade, urbanistica e servizi.

“La raccolta differenziata è innanzitutto un passo in avanti nell’ottica del miglioramento della qualità della vita delle persone. E’ un atto di civiltà cui nessuno può e deve sottrarsi in una città come Foggia che, di senso civico, ne ha spasmodicamente bisogno. Ma soprattutto, mai come in questo caso, sarà la dimostrazione più evidente di quanto saremo in grado di praticare comportamenti civili, invece di continuare a predicarli salvo poi arroccarci nell’ottusità quando si tratta di dimostrarlo appena fuori l’uscio di casa nostra”, conclude Abbattista.

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