Da ‘Ruspa ruspa’ al post shock su Boldrini, ma ora Siorini dichiara guerra al movimento di Salvini

L’ex segretario cittadino di Saverio Siorini, espulso già dal partito dal coordinatore regionale Sasso, dichiara le sue dimissioni e promette: “Ora mi vedrete contro”

Saverio Siorini

Con una lettera indirizzata al commissario provinciale di ‘Noi con Salvini’, Roberto Fanelli, l’ex segretario cittadino del movimento politico leghista a San Giovanni Rotondo, comunica e motiva le sue dimissioni rivendicando però il ruolo svolto in tre anni per la comunità di San Pio, “l’assidua partecipazione sul territorio” e il contributo dato per la nascita del movimento a San Marco in Lamis prima e a Manfredonia dopo

Dopo il caso del post shock di Boldrini e il benservito del coordinatore regionale Sasso, le lettere di scuse fatte pervenire anche agli organi nazionali sono rimaste inascoltate. Siorini denuncia:  “Non mi rendete partecipe alle vostre riunioni, non avete fatto nulla per opporvi a Sasso e avete dato fiducia a un soggetto incapace”

L’esponente politico sangiovannese evidenzia il suo ruolo all’interno del partito, le sue battaglie per evitare intrusioni di personaggi “che in passato hanno distrutto la città di cui faccio parte ma a cui voi avete permesso di calpestare le sedi del movimento”. Le dimissioni di Saverio Siorini, già espulso dal partito coincidono con il ritorno a Foggia di Matteo Salvini, che fui lui stesso ad acclamare al grido ‘ruspa ruspa all’Hotel Cicolella di Foggia: “Caro sig. Commissario Fanelli Roberto, oggi San Giovanni Rotondo è diventata il covo di gentaglia, il carrozzone dove poter salire grazie al libero tesseramento, grazie al vostro amato fiduciario, che pur di dimostrare le sue inutili capacità ha sbandierato davanti ai vostri volti un numero alto di tessere al costo di 5 euro, ma vedremo se riuscirà ad avere gli stessi numeri quando costeranno venti euro”.

Siorini affonda: “Non mi va di far parte di questo gruppo che non ha carisma e dove non si difendono i fratelli, dove si sta lasciando spazio a personaggi che hanno voti e non a persone che hanno dato l’anima”. E incalza: “E io cosa dovrei aspettare, che qualcuno si convinca che debba rientrare con mansioni marginarli? No, non sono il tipo a cui piace stare ai margini, proprio io che sono cresciuto insieme al movimento, che ho dato anima e cuore”.

L’ex segretario cittadino leghista di San Giovanni Rotondo conclude:  “Forse entrerò in casa di qualche altro, dove sapranno apprezzarmi, dove le tessere non contano e dove esiste l’autonomia e la concretezza, ma soprattutto dove mi vedrete contro”

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