Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica Cerignola

Metta spiazza la maggioranza: non cede a pressioni e si dimette

Troppi mal di pancia nella maggioranza, la seduta di bilancio consuntivo va deserta. Rischia di terminare così, dopo soli due anni di governo, quella rivoluzione promessa dall'avvocato penalista

La seduta di bilancio consuntivo va deserta e Metta firma le sue dimissioni. Le protocollerà verosimilmente domani, all'esito della riunione in corso in queste ore a Palazzo di Città, a Cerignola. Rischia di terminare così, dopo soli due anni di governo, quella rivoluzione promessa dall'avvocato penalista. Numerosi i mal di pancia nella sua maggioranza venuti fuori, come nei più classici dei partiti, sin dall'atto dell'insediamento del sindaco, a giugno del 2015. 

Da lì è stato un continuo rivoltarsi e susseguirsi di richieste politiche alle quali il primo cittadino, con non poco affaticamento, è riuscito a far fronte, tenendo anche testa in molti casi. Ma di fronte ad un bilancio consuntivo ,elemento principe di una amministrazione, e ad un'aula rimasta vuota, Metta ha deciso probabilmente di non starci più. Di non voler più subire.

Le nuove pressioni giungono in queste ore da Federazione Civica, secondo azionista di maggioranza, che sarebbe tornata a chiedere posti in giunta attraverso la formula dell'azzeramento. Operazione che, ovviamente, andrebbe a scapito del loro stesso assessore, il vicesindaco Rino Pezzano. Ma è proprio nei suoi confronti, oltre che dell'Assessorato all'Urbanistica, che sarebbe rivolte in queste ore le mire del gruppo. In un documento riservato sarebbero anche elencate tutta una serie di doglianze rispetto all'attuale gestione. Non si è fatta attendere la reazione del primo partito della coalizione civica, La Cicogna, che, di contro, non ha perso tempo a chiedere la testa del presidente del consiglio comunale afferente a Federazione Civica, Leonardo Paparella.

Un bailamme al quale il primo cittadino non avrebbe alcuna intenzione di sottostare. Di fronte all'aula deserta Metta ha firmato le sue dimissioni che, filtra, protocollerà domani. Un segnale politico, ovvio. Anche perché, da quel momento il sindaco avrà venti giorni di tempo per ritirarle. Sempre che, però, la diffida prefettizia che pende sul documento contabile non scada prima del termine concesso al primo cittadino. A quel punto la Prefettura potrebbe avviare l'iter di scioglimento del consiglio, mandando tutti a casa. 


 

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