Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Da Palazzo di Città non se ne vanno tutti, il ritorno di Landella non è una boutade

Il sindaco potrebbe tornare sulle sue decisioni. Consiglieri comunali alla finestra attendono di sapere. L'esecutivo vorrebbe andare avanti.

Nelle forche caudine di Palazzo di Città il silenzio è tombale. Non filtra nulla, eppure, sul da farsi, le chat dei gruppi consiliari ribollono di messaggi: stacchiamo la spina o attendiamo l’evolversi degli eventi? E’ il quesito dei quesiti.

Nel frattempo, dopo aver rimpiazzato l’orchestra, il Capitano ha momentaneamente abbandonato la nave. C’è chi l’ha interpreta come un si ‘salvi chi può’, probabilmente facendosi suggestionare dalle perquisizioni effettuate in casa Landella; chi invece scommette che il sindaco tornerà presto in sella.

“...oggi intendo dimostrarlo ulteriormente rimettendo il mio mandato di sindaco per consentire a tutte le forze politiche di essere compiutamente consapevoli della loro responsabilità di aver cura delle urgenze e delle speranze della nostra comunità. La mia disponibilità al confronto è una certezza su cui potranno contare…” questo passaggio nella nota stampa di dimissioni di Landella e quel sibillino “vedremo…” di Ciccio D’Emilio pronunciato alla stampa al termine della riunione d’addio nell'esatto istante in cui il sindaco rimetteva il suo mandato, farebbero pensare a un coup de theatre.

D'altronde, non sarebbe la prima volta: era già accaduto il 26 marzo 2018.

Nella tormenta che imperversa da alcuni mesi in Corso Garibaldi, tra i componenti del nuovo esecutivo c’è chi ritiene che si debba andare avanti e che i consiglieri comunali sbaglierebbero a darsela a gambe. Si cerca di fermare anche così l'emorragia di amministratori.

Nel giro di 24 ore hanno lasciato Consalvo Di Pasqua, Antonio Bove e Francesco Morese, ufficialmente “perché in queste condizioni non si può lavorare”. Micky Sepalone si congederà subito dopo: “Due anni fa avevo altre ambizioni e sogni differenti. Grazie a tutti!”.

Ma non se ne vanno tutti e il ritorno di Landella non è una boutade.

Riflettori puntati su Giorgia Poppa e Antonio Annecchino, che su mandato esplorativo, qualcuno avrebbe già provato a contattare per conoscerne le intenzioni.

Nel frattempo turba e non poco la profezia di Iaccarino rivelata durante un’intervista pubblicata sulle nostre colonne poche settimane prima dell’arresto. "Verranno fuori fatti gravissimi”. Non sbagliò, tutt'altro. E ci sarebbe dell'altro, se è vero, come riportano le carte dell'ordinanza, che l'ex presidente del Consiglio comunale era finito nella lente degli inquirenti come persona informata dei fatti nell'ambito di un'inchiesta più ampia.

Intanto, nel mezzo della tormenta, dalla casa dei foggiani qualcuno è andato via, qualcun altro attende di conoscere le reali intenzioni di Landella, altri avrebbero la valigia pronta.

L'immagine di Foggia è però compromessa, ed è tutto fin troppo evidente e drammatico per sognare, già da subito, il rintocco a festa delle campane di Palazzo di Città.

Di fronte a fatti gravissimi, mai verificatisi prima in così poco tempo - consiglieri comunali arrestati, amministratori sospesi dai partiti, nomine dell’ultima ora, atti ritirati in autotutela, dimissioni da cariche e incarichi, perquisizioni e anche un atto intimidatorio - ci sono due strade: quella del "Capitano che non tiene mai paura..." e quella del Capitano che "c'è solo un po' di nebbia che annuncia il sole andiamo avanti tranquillamente....".

Sappiamo come andò a finire. 

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