Il vicesindaco Iuppa annuncia le dimissioni. Mongelli: “Non riaprirò teatrino delle poltrone”

Il ruolo da secondo potrebbe essere ricoperto da Pippo Cavaliere. Federico Iuppa non condivide la linea del suo partito e l’affondo di Benvenuto fatto al sindaco. “Eviterò che Mongelli sia ostaggio del mio partito”

Federico Iuppa

“Vedrò il sindaco domani e gli esporrò la mia volontà di dimettermi, anche per evitare che sia ostaggio del mio partito”. L’annuncio shock è del vicesindaco di Foggia, Federico Iuppa, numero due dell’esecutivo Mongelli in quota PSI. Che raddoppia: “Sto valutando anche se sia il caso di lasciare il partito perché lì dentro non mi sento integrato”. L’ultima sortita del suo commissario cittadino e consigliere comunale, Angelo Benvenuto, che ha riversato una scarica di critiche su sindaco ed amministrazione comunale, insomma, a Iuppa, componente del governo cittadino, non è piaciuta per niente. Di più. Da tempo a disagio nel partito di Lello Di Gioia, sarebbe stata per lui la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso.

Contattato da Foggiatoday, Iuppa prende le distanze dal “metodo utilizzato” dal suo collega in consiglio e dai “contenuti”: “Credo che prima di avventurarsi in dichiarazioni del genere avrebbe dovuto condividerle all’interno del partito. Questo non è accaduto, ormai si viaggia a ruota libera” va già duro Iuppa che rivela “Personalmente l’ho appreso dai giornali e non l’ho condiviso. Ancor più nei toni: questa asprezza non ci porta da nessuna parte. Vado via anche per evitare al sindaco di sentirsi, con la mia presenza, ostaggio del PSI”.

Quindi la decisione di lasciare addirittura il partito. Una decisione che, lascia intendere Iuppa, non nasce oggi: “Ho riflettuto e sto riflettendo molto. Non mi sento più integrato”. Sospetti che la richiesta di azzeramento dell’esecutivo giunta da parte del PSI a Mongelli sia anche un’espressione di sfiducia nei suoi confronti? “Non ho timori di questo tipo, credo di aver rappresentato il mio partito in maniera coerente e serena per tutto questo tempo”.

Certo è che da tempo ci sono segnali di frizioni, forti, tra assessore e gruppo consiliare. Come quando in consiglio comunale arrivarono le Residenze Sanitarie Socio-Assistenziali, provvedimento firmato proprio dall’assessorato di Iuppa (che ha delega al SUAP, lo sportello dove i progetti approdarono) e ai quali proprio il suo gruppo diede battaglia, minacciando voto contrario. Anche in quella occasione il vicesindaco fu ad un passo dal mollare tutto; poi tutto si ricucì nelle stanze di partito.

Se sarà così anche stavolta  o se, piuttosto, lo squarcio sarà di quelli sonori, all’interno del PSI prima ancora che nella coalizione di maggioranza del Comune di Foggia, lo si saprà nelle prossime ore. Mongelli, che il suo vicesindaco lo conosce bene, sa che lo strappo potrebbe essere definitivo questa volta: “Le dichiarazioni di Iuppa – ammette il primo cittadino - lasciano trasparire un doppio disagio, personale e politico. Personalmente vorrei che fino all’ultimo recedesse da questo intento. Ma, se così non dovesse essere, mi rimetterò alle sue valutazioni”. Detto in altri termini, se le dimissioni domani saranno sul tavolo, difficilmente il primo cittadino le rifiuterà. La questione travalica il dato meramente gestionale ed operativo (anzi, a sentir Mongelli non lo sfiorerebbe per niente) e poco ha a che spartire con il mandato fiduciario tra sindaco ed assessore. C’è un nodo in più ed è di natura squisitamente politica, tra il vicesindaco e il partito che rappresenta nell’esecutivo.

Il primo cittadino, tuttavia, coglie la palla al balzo per tornare a blindare la sua giunta e mettere in guardia i partiti dal recedere da tentativi di cambi/scambi nell’esecutivo. “Sia chiaro, avverte il sindaco, non riaprirò il teatrino delle poltrone. La giunta è quella e non si tocca”. Neanche se Iuppa dovesse lasciare: “Accorperemo deleghe ed individueremo il sostituto tra gli assessori in carica”. Dunque, i partiti possono raffreddare i motori: nessun assalto all’esecutivo sarà permesso. E chissà se quelle parole suonino già come musica per chi nell’esecutivo ha sempre accarezzato la vicesindacatura. Un pensierino, forte, lo aveva fatto tempo fa l’assessore Pasquale Pellegrino ma Mongelli è consapevole dell’ira funesta che una scelta del genere scatenerebbe nell’Unione di Capitanata, il partito di De Leonardis e Di Giuseppe che al titolare delle Politiche Sociali e Cimiterali ha dichiarato guerra dopo il “tradimento” col Centro Democratico di Tabacci.

Più facile che la scelta ricada su un assessore molto vicino al sindaco, un tecnico magari, espressione diretta del primo cittadino. In pole in questo caso potrebbe esserci Pippo Cavaliere fresco di conferimento di un riconoscimento non indifferente dal momento che la Regione avrebbe valutato la progettualità messa in campo per il restauro della Cattedrale, oggi aperta al pubblico, come “cantiere modello” da imitare e replicare in altri ambiti ed altre realtà pugliesi. 

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