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Ciao Ciao Cinquestelle, Troiano segue solo il 'guru' Caivano: obiettivo gli 'Stati Uniti d'Europa"

La deputata manfredoniana approda nel Gruppo Misto e saluta definitivamente il Movimento: “Uno non vale uno”. Ma la Rete non perdona

La deputata Francesca Troiano lascia i Cinquestelle e, per quanto parli di “una scelta sofferta”, ormai da un annetto, soprattutto in provincia di Foggia, sembrava già lontana dal Movimento. Da allora, pare non rispondesse più alle direttive ma che seguisse, piuttosto, la linea di Virgilio Caivano, suo consigliere. Nulla di nuovo sotto il sole, insomma, almeno da queste parti, per quanto la notizia a livello nazionale abbia suscitato pure qualche scalpore.

Pare che da aprile del 2021 non restituisse parte dello stipendio, sebbene non possa considerarsi un discrimine visto il numero di parlamentari non in regola. Non firmava comunicati congiunti con gli altri portavoce del territorio dalle Regionali del 2020, non era presente alle loro riunioni con gli attivisti e non ha partecipato alla campagna elettorale del M5S alle Comunali di Manfredonia. I Cinquestelle foggiani, insomma, se ne erano già fatti una ragione. Poco più di un anno fa, a maggio del 2021, era sparito il simbolo del Movimento dai suoi post sui social network.

Comunque allineata al gruppo nel voto in aula (secondo i dati Openpolis sono solo 22 i voti ribelli), a gennaio, alla seconda chiama per l’elezione del Presidente della Repubblica, nonostante l’indicazione di astenersi del Movimento, ha votato, convinta che fosse la volta di Elisabetta Belloni. 

La deputata manfredoniana ha ufficializzato il suo addio e il passaggio al Gruppo Misto dalla sala stampa della Camera, davanti ad un parterre a immagine e somiglianza del portavoce di Piccoli Comuni Italiani e Mezzogiorno Europeo nel Mediterraneo, l'ormai inseparabile Virgilio Caivano per l'appunto.

Le reazioni della Rete, quella da cui fondamentalmente è partita la sua avventura, sono piuttosto velenose. Sui social è un massacro. Piovono accuse di tradimento e irriconoscenza. Gli inviti a dimettersi superano di gran lunga gli auguri. Gliene dicono di tutti i colori ma sembra non preoccuparsene, perché i commenti sono tutti lì in bella vista. 

L’ex grillina lancia una sorta di manifesto del nuovo corso. L’attività politica della parlamentare Francesca Troiano ora si ispira ai valori liberal democratici, repubblicani e riformisti. Appare vicina, in pratica, all’Unione Liberal-Democratica Repubblicana (Uldr), associazione confederale fondata nel 2021 da Augusto Vasselli, e al Partito Repubblicano Italiano, rappresentato dal segretario politico romano e coordinatore Lazio Michele Paolini, entrambi accanto a lei nell’ultima immagine della conferenza stampa. L’azione politica, dirà, “deve essere inevitabilmente di stampo riformista, liberale e popolare”, stesso mantra di Virgilio Caivano.

“Non è facile per me, in questo momento, parlare e recidere il cordone ombelicale che mi ha legato a questo progetto politico – ha esordito - lasciare e abbandonare qualcosa che mi ha accompagnato per almeno dieci anni di impegno, energie, tempo, passioni. In questi mesi di intenso lavoro parlamentare in aula e in commissioni ho maturato queste decisioni. L’Italia ha estremo bisogno e necessità di politiche riformiste e liberali, non attente al particolarismo ma ad un’idea di Paese che deve inevitabilmente immaginarsi in Europa”.

Le ragioni della sua fuoriuscita si riassumono nella frase più ad effetto di tutto il discorso: “Uno non vale uno”. Interpretando le sue parole, la mancata attenzione al ceto medio, alle partite Iva, agli imprenditori e alle annesse sofferenze l’avrebbe convinta a fare le valige e lasciare il Movimento una volta per tutte. “Io credo nei giovani che intraprendono, nella cultura d’impresa: non può esserci equa ridistribuzione della ricchezza se non c’è generazione della ricchezza e non c’è chi produce – ha affermato - Le imprese, gli imprenditori, non sono il male assoluto, i commercianti non sono evasori a prescindere, ma sono cittadini che vanno sostenuti da uno Stato cornice, che non li tartassa ma fa sì che si parta dalla stessa base per dare le opportunità a tutti di poter intraprendere, perché noi dobbiamo favorire l’intrapresa e non il divano. Io non accetto l’odio per la ricchezza, il rifuggire dalla conoscenza, i saperi, la formazione, la cultura e la competenza”.

Il suo nuovo progetto politico “dà spazio ai giovani, alle professionalità, alla libera impresa, al rischio d’impresa”. Si preoccupa dell’Italia che produce, che “è anche l’Italia interna dove vivono 10 milioni di persone”. Sarebbero “tantissime le ragioni politiche” che l’hanno indotta a fare questa scelta. Tanto per citare un motivo di contrasto, sul tetto del contante la pensa diversamente dai Cinquestelle: “Non c’è nessun tipo di correlazione tra l’abbassamento del tetto e il contrasto all’evasione fiscale”. Tra gli ospiti ci sono rappresentanti di ordini professionali con cui ha avuto modo di collaborare per sviluppare temi nei mesi di “duro e appassionato lavoro in commissione Finanze”. Allo stato attuale, non fa più parte della commissione Finanze (dal 12 aprile, come riportato sul sito della Camera), ma è in commissione Affari Esteri, preciserà rispondendo a qualche domanda che arriva dalla stampa su cui taglia corto: “Appoggerò il governo Draghi, per me è un baluardo”.

L’intervento dei rappresentanti degli ordini professionali finisce per assomigliare molto ad un endorsement. “Fino ad ora non abbiamo mai avuto nessuno che si è avvicinato così tanto alle nostre problematiche, finalmente abbiamo un parlamentare che ha dato ascolto alla nostra voce”, ha detto Anna Maria de Martino dell’Unione dei Giovani Commercialisti di Foggia. Da un anno a questa parte hanno cominciato ad interfacciarsi, e hanno elaborato insieme la ‘tassa mite’, il no al limite del tetto del contante e “l’eliminazione dell’obbrobrio della notifica delle cartelle esattoriali”, come lo definisce la deputata Troiano.

Sergio Lombardi, peraltro vecchia conoscenza della politica foggiana che è stato anche assessore comunale al Bilancio, rappresenta l’Ordine dei dottori Commercialisti e degli Esperti contabili della provincia di Foggia. “La profonda sensibilità che l’onorevole Troiano ha mostrato nei confronti di un tema sconosciuto e poco dibattuto ma straordinariamente importante come quello della non notifica delle cartelle esattoriali e le relative conseguenze - ha detto - mi hanno spronato da subito ad avere grande fiducia nei confronti di una rappresentante istituzionale tanto giovane quanto ostinata e determinata a fare e non semplicemente solo a dire”.  

Interviene anche Virginia Caivano, figlia di Virgilio Caivano, a nome di Generazione Europa, quella che Troiano definisce “la vera grande sfida del nostro tempo, ragazzi e professionisti formati che partono dalla nostra terra, dalla Capitanata. È un centro studi che ha raccolto adesioni importanti dalla Sicilia al Piemonte, quel laboratorio programmatico che può veramente permettere di costruire gli Stati Uniti di Europa”. E poi c’è Svimar, associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne di cui fa parte sempre Virgilio Caivano, con l’intervento della vice presidente Carmen De Rosa.

Sono intervenuti anche l’avvocato del Foro di Foggia Norma Furore, con cui la deputata si confronta sul disagio delle imprese italiane e la ristrutturazione del debito aziendale; Cesare Gaudiano per i Repubblicani Europei ma anche in qualità di esponente del terzo settore; Marco Nicastro, “ingegnere pensatore" che ha presentato il suo progetto di startup e, naturalmente, Virgilio Caivano in qualità di portavoce del coordinamento nazionale Piccoli comuni italiani e di Mezzogiorno europeo nel Mediterraneo. “È stata una cavalcata lunga, difficile – ha affermato - Con l’onorevole Troiano abbiamo lavorato da subito su un tema delicatissimo: i piccoli comuni, 5mila, 10 milioni di cittadini, le aree interne, questa straordinaria opportunità che tiene insieme l’Europa. Mezzogiorno europeo nel Mediterraneo e Piccoli comuni italiani hanno questa visione con l’onorevole Troiano: fare dell’Italia nel Mediterraneo la punta avanzata dell’Europa, ragionare su uno scenario nuovo su un atteggiamento europeo che guarda al mediterraneo”.  

L’Uldr, a sentire lui, è la base di partenza: “È l’occasione per recuperare quelle culture, quelle tradizioni politiche che hanno a cuore la dimensione europea, affidandole ai trentenni. Gli Stati Uniti d’Europa partono anche da qui, dal Mezzogiorno e da questa conferenza stampa”.

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