Da Foggia al premier Conte, Aboubakar smonta il decreto Immigrazione. "Altro che alba del nuovo umanesimo"

L'attivista dei diritti dei braccianti Aboubakar Soumahoro elenca una serie di criticità dell'ultimo provvedimento del governo e si rivolge al premier Giuseppe Conte. "Ancora una volta si subordina il permesso di soggiorno al contratto di lavoro"

Aboubakar Soumahoro

"Ancora una volta si subordina il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, ripetendo ciò che è stato alla base del fallimento dell'emersione che doveva dare visibilità agli invisibili". È la prima di una serie di criticità - sei in tutto - dell'ultimo decreto Immigrazione, elencate da Aboubakar Soumahoro, attivista dei diritti dei braccianti.

In un videomessaggio si rivolge direttamente al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, analizzando il settimo intervento in 30 anni di legislazione sull’immigrazione in Italia. Il primo punto riguarda l'articolo 1, laddove si parla di tipologie di permessi convertibili per attività lavorativa. "Non avete avuto né la volontà politica né il coraggio di affrontare il nodo della Legge Bossi-Fini", che subordina il permesso di soggiorno al contratto, "tradotto ricattabilità, sfruttamento, costringendo le persone a dover accettare condizioni disumane di lavoro pur di poter salvare il proprio permesso di soggiorno".

La seconda criticità riguarda le Organizzazioni non governative."Ancora una volta si mantiene l'impianto della criminalizzazione di chi salva vite umane, della politica dei porti chiusi, del reato di clandestinità - afferma Aboubakar Soumahoro - Ma quando lo Stato viene meno rispetto alla responsabilità di salvare vite umane è doveroso per noi salvare quelle vite".

Per Aboubakar Soumahoro è mancato anche il coraggio di trasferire le competenze al ministero delle Politiche sociali, "investendo gli enti locali, chi vive il territorio, le sue aspettative, le sue contraddizioni, i suoi bisogni, consentendo per davvero di affrontare il tema dell'immigrazione uscendo dalla logica securitaria". Impensabile, per lui, che per l'integrazione siano stati reintrodotti i 2,86 euro: "Ma davvero pensiamo di fare integrazione, rimettere insegnanti, psicologi e tutto quello che 'è da accompagnare le persone per una loro emancipazione con 2,86 euro? E poi dopo ci stupiamo della condizione di precarietà, di sfruttamento e anche di difficoltà che vivono determinate esperienze virtuose di accoglienza".

La quarta criticità riguarda il tema della mancata reintroduzione del permesso di soggiorno umanitario. "Si canta vittoria, la svolta, ma sappiamo bene tutti che si tratta di un emendamento all'articolo 19 del testo unico sull'immigrazione, vale a dire quanto già previsto dalla Convenzione di Ginevra all'art. 33 quindi nulla di nuovo sotto al cielo". Sfuma anche questa volta il tema della cittadinanza che "non viene presa in considerazione. E i bambini nati o cresciuti in Italia continuano a vivere nel limbo dell'invisibilità".

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Infine, il tema della repressione delle persone che lottano per la dignità del lavoro. "Parlo dei pastori sardi, i lavoratori della Whirlpool o chi lotta per la giustizia sociale. Parlo delle persone che vivono il dramma del diritto ad abitare e le persone che vivono le conseguenze delle disuguaglianze che stanno divorando la nostra società. Ancora una volta si mantiene quell'impianto già previsto dai decreti Sicurezza e che partono da molto lontano, dai decreti Minniti e Orlando. Ancora una volta - Aboubakar Soumahoro - posso dire che il tramonto della razzializzazione istituzionale non è ancora giunto e l'alba del nuovo umanesimo ancora deve sorgere".

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