Foggia: voilà il decreto anticorruzione, 5 consiglieri e un assessore incompatibili

Scaldano i motori i primi dei non eletti: i tre del Pdl, Paolo La Torre, Marco Pellegrini e Antonio Cristiantelli; il socialista Saverio Cassitti e il dipietrista Marcello Sciagura

Palazzo di Città

A breve 5 consiglieri ed un assessore del Comune di Foggia dovranno lasciare la poltrona a Palazzo di Città, pena il decadimento dal ruolo dirigenziale che ricoprono presso altri enti della pubblica amministrazione. Lo prevede il decreto “anticorruzione” entrato in vigore lo scorso 4 maggio e recepito la scorsa settimana dall’ente di Corso Garibaldi.

Le nuove “Disposizioni in materia di inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi presso le pubbliche amministrazioni e gli enti privati in controllo pubblico” sono state notificate in mattinata ai consiglieri: tutti coloro che ricoprono incarichi dirigenziali presso altri enti della pubblica amministrazione dovranno dimettersi entro 15 giorni dalla contestazione che stanno provvedendo a muovere in queste ore i vari responsabili del piano anticorruzione nominati presso ciascun ente.

Al Comune di Foggia ricoprono incarichi dirigenziali 5 consiglieri ed un assessore (Maria Aida Episcopo, assessore all’istruzione è anche dirigente scolastico).  I consiglieri sono, ironia della sorte, tutti di opposizione. Si tratta di Angelo Benvenuto (PSI), Ciccio D’Emilio (Pdl), Eugenio Iorio (Udc ma eletto col Pdl), tutti e tre dirigenti nella sanità. Raimondo Ursitti (Pdl), dirigente dell’ente Fiera e Giuseppe Trecca (ex Idv), dirigente scolastico al pari dell’assessore Episcopo. A loro, a breve, giungeranno le comunicazioni, rispettivamente, del direttore generale dell’Asl di Foggia, Attilio Manfrini (responsabile del piano anticorruzione presso l’Asl) e del Ministero della Pubblica Istruzione per i dirigenti scolastici; quindi la Regione per Ursitti. Dal momento della contestazione avranno 15 giorni di tempo per dimettersi.

E già scaldano i motori i primi dei non eletti: i 3 Pdl Paolo La Torre, Marco Pellegrini e Antonio Cristiantelli; quindi il socialista Saverio Cassitti e, in sostituzione di Trecca, il dipietrista Marcello Sciagura. Ma esisterebbe una incompatibilità anche tra i dirigenti comunali: Domenico Dragonetti, dovrà lasciare l’incarico di componente del cda di Foggia Cartolarizzazioni, società ad intero capitale pubblico del Comune di Foggia, non appena il segretario generale, Massimo Guadagno, nominato responsabile del piano, muoverà le dovute contestazioni.  

Nel frattempo si sta inviando un quesito al Ministero degli Interni per chiedere chiarimenti interpretativi del provvedimento, ad esempio: il provvedimento è retroattivo? A parere di alcuni esperti sì: l’assenza di riferimenti temporali nel decreto sarebbe indicatore dell’immediata applicabilità delle limitazioni. La materia, com’è naturale, sta provocando non pochi mal di pancia tra i consiglieri che, evidentemente, avevano sottovalutato la questione. E già c’è chi paventa ricorsi, se non altro “per recuperare il denaro speso per la campagna elettorale”. La eco è arrivata anche in altri Palazzi (Provincia, Consorzio Asi, la stessa ASL ed altri Comuni), tutti investiti dal decreto anticorruzione. Decine le poltrone che ballano in queste ore.  

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